Flaminio Farnesi, che molti conoscevano per ‘Mino’ è stato un grande pisano: imprenditore di successo, capace di portare il nome di Pisa nel mondo, e uomo profondamente legato alla storia, alla cultura e all’identità della sua città. Con passione e generosità ha contribuito allo sviluppo economico e culturale di Pisa, lasciando un segno duraturo nella memoria collettiva.
Si è tenuta questa mattina, giovedì 29 gennaio, la cerimonia d’intitolazione a Flaminio Farnesi detto Mino, dell’area verde, a ridosso delle Mura, che costeggia via Bonanno Pisano. Alla cerimonia hanno partecipato il vice sindaco di Pisa, Filippo Bedini, l’assessore alla toponomastica e ai servizi demografici Amanuel Sikera, e Bruno Farnesi, figlio di Mino in rappresentanza della famiglia.
«Farnesi è stato un grande pisano – ha dichiarato il vicesindaco Filippo Bedini -. Un imprenditore di successo che, con la sua azienda, ha portato il nome di Pisa nel mondo. Ma anche un grande pisano per quanto riguarda la passione per la cultura, le tradizioni, la storia e l’identità della sua città di cui era profondamente innamorato. Il percorso che ha portato all’intitolazione di questo bellissimo spazio alla sua memoria è iniziato grazie a un suo carissimo amico, Francesco Capecchi, che mi ha stimolato a portare questa istanza a Palazzo Comunale.

Nell’aprile scorso ricorrevano i dieci anni dalla sua scomparsa, termine previsto dalla legge per poter procedere all’intitolazione di uno spazio pubblico, e ci siamo subito attivati per arrivare a questo momento così significativo»
«Oggi – conclude Bedini – siamo qui con la famiglia, che ringraziamo, in un luogo iconico della città, destinato a breve a risplendere pienamente grazie al recupero in corso dell’area della Cittadella, vicino alla statua di Galileo che egli stesso aveva donato a Pisa. Un momento di festa, dunque, in uno spazio molto visibile, che permetterà ai tanti pisani che passano da qui di ricordarlo o, per chi non lo ha conosciuto, di approfondirne la figura e comprendere davvero che cosa significhi essere un grande pisano».
«Io, insieme a mio zio e mio nonno Gino – ha detto il figlio di Mino, Bruno Farnesi – siamo nati e cresciuti in piazza del Duomo, all’ombra della torre. Voglio ricordare che mio nonno Gino e mio zio Bruno Farnesi – di cui porto il nome – sono state persone straordinarie, tra le persone che hanno contribuito a salvare il Camposanto monumentale dall’incendio durante la Seconda Guerra Mondiale»
«In qualche maniera, questo senso di appartenenza ce l’abbiamo nel sangue: la pisanità, Pisa e le sue meraviglie fanno parte di noi. Per questo ringrazio tutti, e soprattutto mio padre. Questo spazio dedicato alla sua memoria è per me un onore immenso e un orgoglio, anche se per motivi di lavoro non vivo più in città. Grazie di tutto, di cuore, all’Amministrazione».
Flaminio Farnesi detto Mino (nato a Pisa il 19/06/1940 e deceduto a Pisa il 13/04/2015) è stato una personalità di spicco del mondo imprenditoriale nazionale e culturale della città di Pisa. Insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro nel 1998, ha fondato nel 1967 la “Grafica Zannini”.
All’età di 16 anni, inizia a lavorare presso l’Opera del Duomo di Pisa, l’ente che sovrintende i monumenti di piazza dei Miracoli. Nel 1967 fonda a Pisa la Grafica Zannini: è solo l’inizio di un’attività nel campo tipografico che lo rende famoso a livello internazionale. Nel 1977 nasce il primo stabilimento cartotecnico a Ospedaletto, ampliato poi nel 1988, specializzato nella produzione di materiali stampabili per il confezionamento farmaceutico: astucci, etichette adesive, fogli illustrativi e nastri di alluminio.
Amante della cultura e dell’arte pisana, entra nella Deputazione dell’Opera della Primaziale. Negli anni Ottanta fonda il giornale cittadino “L’Arno”, le cui pubblicazioni durano alcuni anni; all’interno di quella redazione si formano giornalisti che oggi lavorano in quotidiani e agenzie di stampa.
Nel frattempo, la Grafica Zannini si amplia a tal punto da diventare, alla fine degli anni Novanta, azienda leader nel settore e all’avanguardia in campo europeo. Lo stabilimento si trasferisce nella zona industriale di Pontedera. Farnesi, presidente della società, cede dopo qualche anno le sue quote, pur rimanendo presidente onorario.
Il suo contributo è decisivo per l’espansione dell’azienda all’estero. Prima in Irlanda, alla periferia di Tullamore, a 100 chilometri da Dublino, con la nascita della “Zannini Ireland” (partecipata all’80%). Successivamente, Farnesi porta la Zannini anche in Serbia, paese dove in seguito ricopre il ruolo di ambasciatore del Sacro Militare Ordine di Malta.
Da grande estimatore della storia locale, Farnesi acquisisce il ricchissimo archivio fotografico di Luciano Frassi, che custodisce immagini uniche di oltre mezzo secolo di vita cittadina. È inoltre, all’inizio degli anni Ottanta, uno dei promotori della ripresa del Gioco del Ponte, tornato realtà nel 1982. L’amore per la sua città lo porta infine a commissionare alla scultrice Stefania Guidi un monumento in memoria di Galileo Galilei: l’opera, donata alla comunità, accoglie oggi i visitatori presso la zona della Cittadella.





