Le associazioni della Zona Pisana sono scese in strada con ambulanze, pulmini e altri mezzi per richiamare l’attenzione di istituzioni e cittadini sugli aumenti di carburanti ed energia.
Un corteo di automezzi per portare all’attenzione delle istituzioni le difficoltà che stanno mettendo sotto pressione il volontariato.
Si è svolta oggi, martedì 20 ottobre, a Pisa la mobilitazione promossa dalle associazioni Anpas della Zona Pisana, scese in strada con ambulanze, pulmini, automobili e mezzi di protezione civile per lanciare un «grido di allarme» sui costi sempre più difficili da sostenere.
Al centro della protesta ci sono gli aumenti dei carburanti e dell’energia, insieme alle altre spese che gravano sulle associazioni impegnate nei servizi di emergenza, socio-sanitari e nelle attività a favore della comunità.
Il ritrovo era fissato alle 9 in via Bargagna, a Pisa, dove le associazioni si sono organizzate per preparare i mezzi e avviare la mobilitazione. L’iniziativa ha coinvolto gli automezzi disponibili che non erano impegnati nei servizi di emergenza o in altre attività operative.
L’invito rivolto alle associazioni aderenti ad Anpas era quello di partecipare con volontari in divisa e con i diversi veicoli utilizzati quotidianamente, comprese ambulanze, pulmini, mezzi della protezione civile e per l’antincendio boschivo.
L’obiettivo della manifestazione è rendere visibili le difficoltà economiche delle organizzazioni di volontariato e attirare l’attenzione della cittadinanza, dei mezzi di informazione e delle istituzioni.
Tra i momenti centrali della mobilitazione è prevista una sosta lungo i lungarni per la consegna di una lettera al prefetto di Pisa. Attraverso il documento, le associazioni intendono chiedere che le difficoltà del volontariato vengano rappresentate al Governo e alla Regione.
La protesta nasce dalla preoccupazione per l’impatto dei rincari sulla sostenibilità delle attività associative. I costi di carburanti, energia e altre spese operative rischiano infatti di rendere sempre più difficile garantire la continuità dei servizi destinati alla popolazione.
La mobilitazione punta a evidenziare il peso delle spese sostenute dalle organizzazioni che garantiscono quotidianamente servizi fondamentali per la comunità.
Nelle indicazioni organizzative diffuse in vista della manifestazione, alle associazioni è stato suggerito di trasferire alla centrale operativa le eventuali richieste di servizi urgenti, socio-sanitari e di altro tipo che fossero arrivate nella fascia oraria tra le 9 e le 12, spiegando ai richiedenti la partecipazione alla protesta.
L’indicazione riguardava l’organizzazione delle attività durante la mobilitazione e non prevedeva una sospensione generalizzata dei servizi di emergenza. La partecipazione al corteo era infatti richiesta per i mezzi non impegnati nelle attività operative, in modo da non compromettere i servizi essenziali.
Alla manifestazione ha partecipato anche la Pubblica Assistenza di Ponsacco, che al termine dell’iniziativa ha affidato ai social un messaggio per ribadire le ragioni della protesta e chiedere interventi concreti alle istituzioni.
«La nostra voce si è fatta sentire. Ora servono risposte concrete», è l’appello lanciato dall’associazione, che ha definito la mobilitazione un momento importante per portare all’attenzione delle istituzioni le difficoltà che riguardano tutto il mondo dell’assistenza e del trasporto sociale.
Nel messaggio, la Pubblica Assistenza di Ponsacco ricorda il lavoro svolto quotidianamente dalle associazioni, impegnate ad accompagnare persone fragili, anziani e cittadini che hanno bisogno di assistenza.
Un’attività che richiede mezzi, personale, organizzazione e risorse economiche, mentre i costi continuano a crescere. «Nel frattempo, i costi di carburanti, energia, assicurazioni e manutenzione continuano a pesare sempre di più», sottolinea l’associazione.
Per la Pubblica Assistenza di Ponsacco, riconoscere il valore del volontariato non è sufficiente se non vengono garantite anche le condizioni economiche necessarie per proseguire i servizi.
«Non basta riconoscere l’importanza del volontariato e dei servizi alla persona: occorre mettere le associazioni nelle condizioni di poterli garantire», si legge nel messaggio pubblicato dopo la manifestazione.
La Pubblica Assistenza di Ponsacco chiede al Governo e alla Regione Toscana di dare seguito alle richieste avanzate durante la mobilitazione, attraverso un adeguamento dei rimborsi ai costi effettivi dei servizi.
«Non si tratta di chiedere privilegi, ma di garantire sostenibilità a realtà che ogni giorno rappresentano un punto di riferimento per migliaia di cittadini», afferma l’associazione, evidenziando come la disponibilità dei volontari, da sola, non possa compensare l’assenza di risorse economiche adeguate.
La richiesta riguarda quindi la possibilità di continuare a garantire trasporti sociali e assistenza senza che l’aumento delle spese metta a rischio l’attività delle associazioni.
«La solidarietà è fondamentale, ma non può sostituire risorse economiche adeguate», ribadisce la Pubblica Assistenza di Ponsacco, che conferma l’intenzione di continuare a sostenere la mobilitazione.
La manifestazione del 20 ottobre si è dunque conclusa, ma, come sottolinea l’associazione, le ragioni che hanno portato in strada i mezzi del volontariato restano attuali. «Come Pubblica Assistenza Ponsacco continueremo a sostenere questa richiesta, nell’interesse delle associazioni e, soprattutto, delle persone che ogni giorno si affidano ai nostri servizi».
Un appello che va oltre le esigenze delle singole organizzazioni: «Perché difendere le associazioni significa anche difendere il diritto delle nostre comunità a ricevere assistenza».
«Il Governo non può continuare a lasciare solo il terzo settore di fronte al caro carburanti. Non basta ringraziare i volontari se poi le associazioni rischiano di non riuscire a sostenere il costo dei mezzi con cui soccorrono e accompagnano le persone a curarsi. Presenterò una mozione in Consiglio regionale per chiedere al Governo di garantire carburanti a prezzo calmierato alle pubbliche assistenze».
Lo afferma Antonio Mazzeo, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, che questa mattina ha partecipato alla manifestazione promossa dalla Zona Pisana di ANPAS Toscana e ha poi accompagnato una delegazione delle associazioni dalla prefetta Maria Luisa D’Alessandro.
Al centro della mobilitazione, le difficoltà economiche denunciate dal volontariato: rincari dei carburanti e dell’energia, costi crescenti, rimborsi insufficienti e in ritardo. Le sedici associazioni ANPAS della Zona Pisana garantiscono ogni anno circa centomila servizi di trasporto, di cui oltre sessantamila di emergenza-urgenza.
«Questi numeri spiegano cosa c’è in gioco: una parte essenziale dell’assistenza sul nostro territorio – prosegue Mazzeo –. Se le pubbliche assistenze fossero costrette a fermarsi, le conseguenze ricadrebbero sui cittadini, soprattutto sui più fragili. Al Governo chiediamo una scelta precisa: riconoscere la funzione di questi servizi e intervenire sui costi del carburante. Le associazioni hanno avanzato una proposta concreta, che merita una risposta altrettanto concreta».
«La Regione farà la propria parte – aggiunge Mazzeo –. Valutando tutte le opzioni possibili, compresa la richiesta di riduzione dell’IRAP a sostegno delle associazioni del terzo settore».
«La mobilitazione promossa da Anpas e dalle realtà della Pubblica Assistenza della zona pisana per denunciare l’impatto insostenibile dei costi dell’energia e dei carburanti trova il nostro pieno supporto istituzionale», afferma il consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Trapani.
«Come Regione Toscana ribadiamo la nostra massima e costante attenzione verso il mondo del volontariato, presidio insostituibile che ogni giorno garantisce soccorso, assistenza sanitaria e coesione sociale su tutto il territorio. Non possiamo permettere che i rincari record mettano a repentaglio la continuità operativa di chi salva vite umane.
La Regione continuerà a fare la propria parte nell’ascolto e nella vicinanza concreta a queste realtà, ma è indispensabile che soprattutto il governo nazionale esca dall’attuale immobilismo, considerando la proposta di garantire carburanti a prezzo calmierato per le associazioni di volontariato che operano nel trasporto sanitario».
«L’impennata dei prezzi dei carburanti non sta schiacciando soltanto il comparto produttivo, commerciale e dei trasporti, ma sta colpendo al cuore la rete solidaristica del Paese», prosegue Trapani. «Le proposte avanzate dal Partito Democratico sono chiare e immediatamente attuabili: occorre agire!».
«Chi si spende ogni giorno per non lasciare indietro nessuno non può essere abbandonato a sé stesso dinanzi a questi costi insostenibili. Da parte nostra ci sarà sempre la ferma volontà di sostenere i volontari toscani in ogni sede opportuna», conclude Trapani.
Con la manifestazione del 20 ottobre, le associazioni Anpas della Zona Pisana hanno portato all’attenzione pubblica la necessità di sostenere il volontariato, chiamato a garantire servizi di pubblica utilità in un contesto di costi crescenti.




