Un blocco di oltre sei ore sui binari della stazione ferroviaria di Pisa Centrale per fermare un convoglio merci carico, secondo i manifestanti, di mezzi militari. È quanto accaduto il 12 marzo, quando attivisti e attiviste del movimento No Base hanno organizzato una protesta che ha interrotto la circolazione di un treno composto da 32 vagoni.
Pisa, protesta sui binari: fermato per ore un treno con mezzi militari
Secondo quanto dichiarato dal movimento in un comunicato diffuso dopo l’azione, il convoglio trasportava decine di mezzi blindati militari e diversi container il cui contenuto non sarebbe stato reso noto. I manifestanti hanno parlato di un “blocco pacifico e determinato” con l’obiettivo di impedire il passaggio di materiali destinati, a loro dire, alla filiera militare.
L’iniziativa si inserisce in una più ampia mobilitazione del movimento contro la militarizzazione del territorio e contro il transito di armamenti attraverso infrastrutture civili. Gli organizzatori collegano la protesta alle mobilitazioni avvenute negli ultimi anni al porto di Livorno e in altri scali italiani ed europei, dove lavoratori portuali e attivisti hanno contestato il traffico di armi.
Nel comunicato, il movimento sostiene che il blocco sia stato possibile grazie alla mobilitazione diffusa sul territorio, con la partecipazione di cittadini, comitati e lavoratori provenienti da diverse aree della provincia, tra cui Livorno, Collesalvetti e Pontedera.
Gli attivisti rivendicano l’azione come una forma di protesta contro il riarmo e contro l’utilizzo di infrastrutture civili per scopi militari, criticando allo stesso tempo le politiche pubbliche che, a loro giudizio, destinerebbero risorse crescenti alla spesa militare a scapito di interventi sociali.
Il movimento No Base è inoltre impegnato nella contestazione del progetto di realizzazione di una base militare nell’area del Parco di San Rossore, tra San Piero a Grado e Pontedera, tema che da tempo alimenta il dibattito locale e diverse iniziative di protesta.
Nel comunicato, i promotori riconoscono che il blocco del convoglio rappresenta solo un episodio all’interno di una mobilitazione più ampia e che altri trasporti simili potrebbero avvenire su rotte diverse. Per questo il movimento invita a proseguire l’organizzazione delle iniziative contro il traffico di armi e la militarizzazione del territorio.
È stata inoltre convocata un’assemblea generale per il 17 marzo, con l’obiettivo di discutere le prossime azioni e coordinare nuove iniziative di protesta. Secondo gli organizzatori, la mobilitazione mira a rafforzare il movimento pacifista e a promuovere forme di opposizione civile alla guerra.





