Stojilkovic parla del suo arrivo al Pisa, l’adattamento alla Serie A e le ambizioni future tra crescita e possibile chiamata in Nazionale.
A pochi mesi dal suo approdo in Toscana, Filip Stojilkovic comincia a ritagliarsi spazio e attenzioni attorno al suo percorso con il Pisa. L’attaccante, arrivato durante l’ultima finestra invernale (leggi qui), rappresenta una delle scommesse del mercato nerazzurro.
Tra aspettative e ambizioni, il suo inserimento nel calcio italiano è seguito con curiosità anche fuori dai confini nazionali. In una recente intervista rilasciata al quotidiano svizzero 20 Minuten, il giocatore ha offerto uno sguardo sul momento che sta vivendo. Dalle prime sensazioni in Serie A fino agli obiettivi personali: emerge il ritratto di un profilo determinato a crescere.
Il percorso di adattamento a un nuovo campionato resta una tappa cruciale per ogni calciatore, e Pisa rappresenta per lui un banco di prova importante. Non mancano, inoltre, riflessioni sul futuro, tra prospettive di carriera e possibili scenari ancora da definire. Sul fondo, resta sempre il tema della Nazionale, sogno e traguardo per l’attaccante classe 2000. Il presente, però, impone concentrazione e continuità sul campo. Di seguito, le sue dichiarazioni più importanti.
Sul Pisa e il futuro: “Il mio focus è solo sul calcio giocato. Ora devo, per prima cosa, prendere confidenza nel Pisa, conquistarmi il posto in campo e fare gol. Vedremo cosa succederà poi in estate”.
Sul passaggio dal Cracovia al Pisa: “Sono venuto qui non solo per gli ovvi motivi sportivi e di blasone della Serie A, ma anche per l’aspetto economico. Trasferimenti come il mio (dalla Polonia all’Italia) aiutano anche a rimanere richiesti sul mercato a livello internazionale nel futuro”.
Su una possibile chiamata con la Svizzera: “Se potessi scegliere tra le due Nazionali, mi piacerebbe giocare per la Svizzera anche se sono nato in Serbia. Abbiamo il paese migliore e più bello del mondo. I giocatori svizzeri che giocano all’estero, come me, hanno più chance di arrivare ad essere convocati”.
A cura di Matteo Casini





