Il caso dello stabile continua ad alimentare il dibattito tra maggioranza e opposizione. Il comunicato del coordinamento locale di Italia Viva contesta la ricostruzione della giunta.
La vicenda del Palazzo Rosa torna al centro del confronto politico cittadino. Dopo le dichiarazioni dell’assessore alle politiche sociali Alessandro Barachini, che ha parlato di una gestione “scellerata” da parte delle precedenti amministrazioni di centro-sinistra, arriva la replica di Italia Viva Ponsacco, che in un comunicato stampa respinge le accuse e ricostruisce quella che definisce “la realtà dei fatti contro la propaganda”.
Sgombero Palazzo Rosa, Barachini: “Nessuna risorsa sottratta ai cittadini”
Secondo Barachini, i governi passati avrebbero contribuito a creare una situazione di degrado e illegalità, trasformando l’area in una sorta di “zona franca”. Una lettura che Italia Viva contesta punto per punto.
Nel comunicato si ricorda anzitutto come le responsabilità legali legate alla gestione del Palazzo Rosa siano state attribuite all’amministratore dello stabile, protagonista – si legge – di lunghe vicende giudiziarie. A lui vengono imputate sia la scelta di accogliere consistenti flussi migratori sia il mancato completamento dei lavori strutturali dell’edificio, le cui criticità sono tuttora visibili anche nell’area circostante, come in Piazza Trieste.
Sgombero Palazzo Rosa, Barachini: “Nessuna risorsa sottratta ai cittadini”
Altro passaggio contestato riguarda il presunto impatto sul valore commerciale degli immobili e sulle attività economiche. L’assessore ha parlato di una svalutazione compresa tra il 30 e il 50 per cento. Italia Viva, pur non entrando nel merito delle cifre, sottolinea però un elemento politico: molte delle famiglie rom presenti nello stabile provenivano dal campo rom di Cascina proprio nel periodo in cui il Comune era amministrato dall’allora sindaca leghista Susanna Ceccardi.
Il comunicato si sofferma poi sui tempi della giustizia. Solo dopo la morte dell’amministratore, avvenuta nel gennaio 2022, e il successivo fallimento della società proprietaria, il Tribunale avrebbe autorizzato i curatori fallimentari a intervenire concretamente sugli sfratti e sulla gestione dello stabile. Prima di quel momento – sostiene Italia Viva – i margini di azione per il Comune erano fortemente limitati.
Rivendicata invece l’azione delle amministrazioni di centro-sinistra una volta che il quadro legale lo ha consentito. “Sono stati attivati i protocolli di sgombero che oggi vengono utilizzati anche dall’attuale giunta”, afferma il comunicato, ricordando inoltre il finanziamento regionale di 200mila euro grazie al quale sarebbe stato possibile ricollocare circa 200 persone. Un lavoro che, secondo Italia Viva, ha richiesto un anno e mezzo di impegno amministrativo.
Il documento si chiude con una nota dal tono più politico e identitario: i firmatari rivendicano la propria appartenenza alla comunità ponsacchina e respingono “lezioni di amore per il territorio” da parte di chi – riferendosi all’assessore Barachini – proviene da fuori comune.
La questione del Palazzo Rosa, dunque, resta uno dei temi più sensibili del dibattito locale, con ricostruzioni divergenti e una forte polarizzazione tra maggioranza e opposizione. Un confronto che, almeno per ora, non sembra destinato a spegnersi.





