Riportiamo il comunicato ufficiale della LAV Pontedera in merito alla vicenda dove un gatto è stato preso a fucilate.
Quello che sembrava il tragico epilogo di un comune incidente stradale ha svelato una realtà molto più cupa e violenta. Domenica 1 marzo, ad Alica, una volontaria di “Aiuta un randagio Toscana” ha soccorso un gatto che si trascinava a terra e impossibilitato a muoversi.
Il micio, ribattezzato affettuosamente Giovannone, è stato immediatamente trasferito in una clinica veterinaria per valutare l’entità delle fratture. Tuttavia, l’esito delle radiografie ha scioccato i soccorritori: oltre ai traumi compatibili con un investimento, dagli esami radiografici è emerso che al gatto è stato sparato, probabilmente con un’arma da caccia in quanto due pallettoni sono rimasti nel corpo fratturando un omero.
Altri pallettoni, probabilmente attraversando il corpo, avrebbero causato danni all’addome e ai nervi della coscia. Un dettaglio che trasforma un incidente in un atto di deliberata crudeltà. Esternamente sul corpo dell’animale non sono presenti ferite evidenti, e questo fa presumere che l’episodio risalga a settimane fa.
LAV Pontedera ha già provveduto a sporgere formale denuncia presso i Carabinieri Forestali.
“Provocare del male deliberatamente a un animale è un reato del Codice Penale.” – dichiarano i rappresentanti di LAV Pontedera. “Speriamo che le autorità individuino il responsabile di questa atrocità affinché paghi per quanto commesso.”
Le condizioni di Giovannone restano delicate. Il gatto dovrà fare ulteriori accertamenti con uno specialista ortopedico, che valuterà se esiste la possibilità di sottoporlo a un intervento chirurgico per recuperare la deambulazione e ridurre lo sventramento addominale, durante il quale verranno rimossi i proiettili.




