Dall’impegno civico alla candidatura regionale, il consigliere di opposizione rivendica autonomia, radicamento e visione per il territorio.
Consigliere comunale di opposizione a Capannoli ed ex candidata alle elezioni regionali con Fratelli d’Italia, Silvia Rocchi rappresenta una figura politica nata nel civismo e approdata successivamente a un partito, rivendicando però una continuità di metodo e obiettivi: il servizio alla comunità.
In questa intervista di VTrend affronta i temi del rapporto tra appartenenza politica e impegno civico, le priorità per Capannoli, il bilancio dell’esperienza regionale e le criticità che, secondo lei, restano ancora irrisolte.
Il civismo e l’appartenenza politica
Alla domanda su come concili il ruolo civico con la tessera di partito, Rocchi sottolinea una distinzione di principio tra appartenenza e azione concreta:
«L’inizio della mia esperienza politica era abbastanza naturale che fosse civico. In un contesto locale come il nostro, spesso si comincia così: mettendosi a disposizione della propria comunità senza etichette, ma con la volontà di risolvere problemi concreti.
Credo però che il civismo non si esaurisca nella non appartenenza a un partito, che è forse la lettura più superficiale e riduttiva di questo approccio, ma consista soprattutto nell’agire esclusivamente per il bene della comunità. Un amministratore è civico quando antepone l’interesse dei cittadini a qualsiasi altra logica, quando si occupa della “polis” con spirito di servizio e non di appartenenza.
Da questo punto di vista, anche un tesserato di partito può avere un approccio pienamente civico: l’appartenenza, di cui io sono certamente orgogliosa, deve essere vista anche come uno strumento organizzativo per dare forza alle proprie idee, non come un vincolo che impedisce di guardare all’interesse generale. La vera distinzione non è tra chi ha o non ha una tessera, ma tra chi agisce per la comunità e chi agisce per interessi personali e/o ideologia.
A chi teme che l’appartenenza a un partito possa condizionare le scelte locali rispondo con i fatti: in Consiglio comunale ho sempre votato secondo coscienza e nell’interesse del territorio, anche quando questo significava assumere posizioni scomode.»
Il lavoro in consiglio comunale: interrogazioni e proposte
Il ruolo di opposizione, spiega Rocchi, si è concretizzato in un’attività costante di controllo e proposta:
«Il nostro lavoro di opposizione è stato continuo e concreto, come dimostra l’elevato numero di interrogazioni e mozioni presentate, tutte basate su problemi reali segnalati dai cittadini. Abbiamo affrontato temi che incidono direttamente sulla vita quotidiana: manutenzione del territorio, sicurezza, servizi pubblici, trasparenza amministrativa, tutela ambientale, gestione dei cantieri e qualità della vita.
Tra le iniziative più significative:
- la proposta di istituire un abbonamento scolastico universale per il trasporto pubblico, per sostenere concretamente le famiglie e garantire pari opportunità agli studenti
- la mozione per il rilancio di Villa Baciocchi, una delle principali ricchezze culturali e identitarie del territorio, oggi purtroppo sottoutilizzata e priva di un progetto strategico di valorizzazione
- le richieste di maggiore trasparenza, come la registrazione delle sedute consiliari e un accesso più agevole agli atti, e di coinvolgimento dei cittadini nelle scelte che li riguardano direttamente
- interrogazioni su manutenzioni mancanti, ritardi nei lavori e gestione dei servizi
Molte proposte sono state respinte, ma hanno comunque costretto l’amministrazione a confrontarsi pubblicamente e a rendere conto delle proprie scelte.»
La scelta di Fratelli d’Italia
Il passaggio dal civismo al partito viene descritto come un’evoluzione naturale:
«La scelta nasce da una maturazione politica naturale. Dopo l’esperienza civica ho sentito l’esigenza di collocarmi in un contesto più ampio, capace di incidere anche a livello regionale e nazionale e di dare maggiore forza alle istanze del territorio.
Ho trovato in Fratelli d’Italia valori coerenti con il mio percorso: attenzione alle comunità locali, centralità del territorio, identità e mantenimento delle tradizioni, responsabilità istituzionale.
Non si tratta di una conversione, ma di un’evoluzione. L’appartenenza a un partito rappresenta per me uno strumento per essere più efficace e per portare la voce della nostra realtà locale in sedi dove si prendono decisioni che incidono concretamente sulla vita dei cittadini.»
L’esperienza alle elezioni regionali
Una candidatura che, pur senza esito elettorale, Rocchi considera formativa:
«È stata un’esperienza molto intensa e formativa, che mi ha permesso di conoscere da vicino le dinamiche della politica regionale, di impegnarmi a fianco di politici e amministratori che stimo molto e di comprendere quanto le decisioni prese a quel livello incidano sulla vita quotidiana dei territori.
Al di là della mancata elezione, è stato un percorso che mi ha consentito di costruire relazioni, raccogliere istanze e rafforzare una convinzione: i territori hanno bisogno di rappresentanti non solo radicati e credibili, ma anche motivati e capaci di visione, perché senza progettualità il futuro si subisce invece di costruirlo.»
Il ruolo della Regione per i piccoli comuni
Secondo Rocchi, il livello regionale ha un impatto diretto sulla vita quotidiana:
«L’impatto è enorme. Sanità, trasporti, ambiente, sviluppo economico e pianificazione territoriale dipendono in larga misura dalla Regione.
Proprio per questo abbiamo promosso, il 19 dicembre scorso, un incontro con sindaci e rappresentanti locali alla presenza del consigliere regionale Diego Petrucci, durante il quale abbiamo presentato proposte e criticità legate allo sviluppo integrato, moderno, turistico e commerciale della Valdera. È stato un confronto molto concreto e costruttivo, e le nostre istanze sono state accolte con interesse ed entusiasmo.
I piccoli comuni hanno bisogno di interlocutori regionali che conoscano davvero il territorio e che sappiano trasformare le esigenze locali in politiche efficaci.»
Le priorità per Capannoli
Rocchi individua diverse criticità ancora aperte:
«Le priorità per Capannoli sono esattamente quelle che costituivano la colonna portante del nostro programma quando ci siamo presentati alle elezioni del 2024. Se fossimo stati eletti, avremmo lavorato proprio su questi punti, che a distanza di quasi due anni restano purtroppo ancora attualissimi.
Parliamo di manutenzione e sicurezza del territorio, rilancio economico e commerciale, valorizzazione del patrimonio culturale, servizi per famiglie e anziani, opportunità per i giovani.
La situazione di Santo Pietro, ad esempio, è preoccupante: una desertificazione commerciale sempre più evidente che rischia di impoverire non solo l’economia ma anche la vita sociale della frazione. Anzi, lo sta già facendo.
Villa Baciocchi rappresenta un’altra grande occasione mancata: una bellezza straordinaria che potrebbe essere un volano culturale e turistico per tutta la zona, ma che oggi non viene valorizzata con una visione adeguata e rischia di deteriorarsi.
Anche i giovani continuano a non avere spazi di aggregazione o iniziative capaci di stimolarne le potenzialità, con il risultato che molti cercano altrove opportunità e occasioni di crescita.
La riqualificazione dei centri storici di Capannoli e Santo Pietro, inoltre, procede senza una strategia complessiva: interventi isolati, scollegati tra loro e spesso decontestualizzati, che invece di rivitalizzare rischiano di mettere in difficoltà le attività esistenti. È un problema serio che richiede una visione organica e condivisa.»
Urbanistica, cultura e ambiente
Lo sviluppo, secondo Rocchi, deve essere coerente con l’identità locale:
«Capannoli possiede potenzialità importanti che non vengono ancora espresse pienamente. Lo sviluppo urbanistico dovrebbe essere sostenibile e coerente con l’identità del territorio, evitando interventi privi di servizi o di qualità.
Sul piano culturale e turistico, Villa Baciocchi è il simbolo di ciò che potremmo essere e non siamo ancora: un luogo straordinario che potrebbe diventare un punto di riferimento per tutta la Valdera, se sostenuto da un progetto serio e continuativo.
Per i giovani servono politiche concrete: spazi di aggregazione, opportunità culturali e formative, iniziative che li rendano protagonisti e non semplici spettatori della vita del territorio.
Sul fronte ambientale, oltre alla tutela del verde, emerge un problema di manutenzione ordinaria. Parchi pubblici, cimiteri e altre aree versano spesso in condizioni che creano disagio e imbarazzo nei cittadini. La sensazione diffusa è che questo tema non venga considerato prioritario dall’amministrazione, nonostante incida direttamente sulla qualità della vita.»
Trasparenza e fiducia nelle istituzioni
La consigliera evidenzia la necessità di maggiore accessibilità amministrativa:
«La trasparenza non è solo una questione formale, ma sostanziale. Non basta pubblicare documenti: bisogna rendere le decisioni comprensibili e favorire la partecipazione dei cittadini.
Purtroppo, nel caso di Capannoli, trasparenza e amministrazione non sembrano sempre procedere nella stessa direzione. Le richieste di strumenti semplici, come la registrazione delle sedute consiliari o un accesso più agevole agli atti, non hanno trovato accoglimento, nonostante rappresentino pratiche diffuse in molti comuni.
La trasparenza è il fondamento della fiducia tra istituzioni e cittadini, e su questo continueremo a insistere, perché a Capannoli continua ad essere una criticità.»
I valori e il futuro politico
Alla base dell’impegno, Rocchi pone principi chiari:
«Mi guidano il senso di responsabilità verso la comunità, il rispetto delle istituzioni, la valorizzazione della tradizione e del merito e la convinzione che la politica debba essere servizio e non un ‘poltronificio’.
Credo nella partecipazione attiva dei cittadini, nella concretezza delle azioni e nella capacità di guardare al futuro senza dimenticare le radici che definiscono l’identità di una comunità.»
E sul proprio futuro politico conclude:
«Il mio obiettivo è sempre stato, e continua a essere, quello di essere utile alla mia comunità e al territorio. Questo significa ascoltare, comprendere i bisogni reali e cercare di trasformarli in proposte concrete, indipendentemente dal ruolo che si ricopre.
La politica, per come la intendo, è un impegno verso qualcosa di più grande: la qualità della vita delle persone e il futuro del luogo in cui viviamo.
Finché sentirò di poter dare un contributo in questa direzione, continuerò a farlo con la stessa passione e senso di responsabilità.»
Un percorso politico che parte dal territorio e guarda oltre, mantenendo, nelle parole del consigliere, un unico riferimento: la comunità.





