Il sindaco Del Grande: «Una tragedia che colpisce tutti, non esistono risposte che possano giustificare la perdita di una vita».
È stato arrestato ad Arezzo il presunto responsabile dell’omicidio di Kevin Muharremi, il 25enne di origine albanese ucciso nei giorni scorsi a colpi di pistola a Montecalvoli, nel comune di Santa Maria a Monte.
Il fermato, un connazionale della vittima, è stato intercettato e bloccato dalla polizia stradale lungo l’autostrada A1 mentre viaggiava a bordo di una Range Rover grigia.
Secondo le prime ricostruzioni, il giovane è stato colpito al collo mentre si trovava sul sedile del passeggero in auto con due amici, raggiunto da uno o più proiettili esplosi da un’altra vettura che si era affiancata. I carabinieri del comando provinciale di Pisa stanno lavorando per chiarire il movente, che potrebbe essere legato a una lite avvenuta poco prima della sparatoria.
Il drammatico episodio ha scosso profondamente la comunità di Santa Maria a Monte. Il sindaco, Manuela Del Grande, ha espresso il cordoglio e lo sgomento dell’intera cittadinanza: «La comunità di Santa Maria a Monte è stata colpita dalla tragica morte di un giovane, ucciso da un ragazzo molto vicino alla sua età. La prima reazione è quella di pensare che non sia vero. Poi, però, interiorizzi la notizia e capisci che è reale. Ognuno si pone il quesito: perché? Non ci sono risposte che possano motivare la perdita della vita, soprattutto a 25 anni, quando una persona ha il diritto di guardare al proprio futuro».
Il primo cittadino ha quindi rivolto un pensiero alle famiglie coinvolte: «Penso di poter esprimere, a nome dell’intera cittadinanza, vicinanza e solidarietà alla famiglia distrutta da un dolore indelebile e incolmabile. Ma al tempo stesso, come sindaco e come genitore, immagino che anche l’altra famiglia soffra per ciò che è accaduto».
È in questo scenario drammatico che si inserisce l’intervento dei volontari della Misericordia di Montecalvoli, chiamati ad affrontare una situazione di estrema gravità che ha segnato l’intera comunità.
Protagoniste dell’intervento sono state quattro giovani volontarie dell’associazione, affiancate da altri due confratelli che si sono resi immediatamente disponibili. Un’azione tempestiva e delicata, affrontata con professionalità e grande senso di responsabilità, nonostante il comprensibile turbamento che situazioni di tale portata possono provocare.
«Hanno svolto il loro servizio con professionalità, senso del dovere e grande dignità», si legge nella nota diffusa dalla Misericordia, che ha voluto esprimere pubblicamente il proprio ringraziamento. Parole che raccontano non solo un intervento sanitario, ma una prova di maturità e di impegno civile.
Il volontariato nel soccorso significa spesso confrontarsi con scenari difficili, dove non bastano competenze tecniche ma servono equilibrio, sensibilità e umanità. È proprio questo spirito che distingue chi vive il servizio come una vera missione.
L’episodio ha colpito profondamente l’intera comunità locale, che si è stretta attorno ai volontari e alla famiglia della vittima, in un momento di dolore che ha lasciato un segno profondo nel territorio.
In momenti come questo, il valore del volontariato emerge con forza: presenza, competenza e cuore. Un impegno silenzioso ma fondamentale, che continua a rappresentare uno dei pilastri della solidarietà e della coesione sociale.





