Omicidio a Montecalvoli (Pisa): ricostruiti i fatti, dalla lite nel pub alla sparatoria costata la vita a Kevin Muharremi.
Proseguono le indagini sull’omicidio di Kevin Muharremi, il giovane operaio di 25 anni ucciso all’alba del 14 febbraio in via della Repubblica a Montecalvoli, nel comune di Santa Maria a Monte.
Nelle ultime ore sarebbe stato ascoltato dai Carabinieri il ragazzo di 18 anni che si trovava sul sedile del passeggero del Range Rover Evoque guidato da Renato Xyke, il 20enne ritenuto responsabile della sparatoria. Lo riporta il quotidiano La Nazione.
Il giovane, italiano di origini albanesi e residente a Montecalvoli come il presunto autore del delitto, si sarebbe presentato spontaneamente nella caserma dei Carabinieri di Santa Maria a Monte. Avrebbe ricostruito quanto accaduto durante la serata e nelle ore successive, precisando di non essere stato a conoscenza della presenza dell’arma né delle intenzioni dell’amico.
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Secondo quanto emerso, la vicenda avrebbe avuto origine all’interno di un pub della zona, dove si sarebbe verificato un primo confronto tra due gruppi di giovani, caratterizzato da tensioni e atteggiamenti provocatori.
La situazione sarebbe poi degenerata all’esterno del locale, anche in seguito a manovre pericolose tra veicoli. I contatti tra i due gruppi sarebbero proseguiti nelle ore successive, anche per telefono
Il confronto decisivo è avvenuto intorno alle 04:45, davanti alla Misericordia di Montecalvoli e nei pressi di un bar. In quel momento, il Range Rover Evoque con a bordo Xyke e il 18enne si è affiancato al Fiat Doblò bianco sul quale viaggiava Kevin Muharremi, seduto sul lato passeggero. Alla guida del furgone c’era un giovane italiano residente a Ponte a Egola, mentre sul sedile posteriore si trovava un parente della vittima.
Secondo la ricostruzione investigativa, il conducente del suv avrebbe estratto una pistola Beretta calibro 7,65, risultata di provenienza illecita, e avrebbe esploso diversi colpi contro l’altro mezzo. Tre proiettili hanno raggiunto Kevin Muharremi, che è morto poco dopo nonostante i tentativi di soccorso. Il colpo mortale lo avrebbe raggiunto al collo.
Dopo il delitto, il 20enne si sarebbe allontanato e avrebbe nascosto l’arma vicino alla propria abitazione. In seguito si sarebbe rimesso in viaggio con i familiari, ma è stato intercettato e fermato poche ore dopo dalla polizia stradale di Arezzo, sottosezione di Battifolle, mentre percorreva l’autostrada verso Roma.
La posizione del 18enne è attualmente al vaglio della Procura. Il ragazzo risulta indagato a piede libero per concorso in omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Gli investigatori stanno analizzando tutti gli elementi raccolti, compresi i tabulati telefonici e le immagini delle telecamere di sorveglianza, per chiarire il ruolo dei presenti e accertare eventuali responsabilità. Non si esclude che, alla luce degli sviluppi, possano essere adottati ulteriori provvedimenti.





