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sabato 15 Maggio 2021

Covid, in arrivo il Dpcm Draghi con le regole fino a Pasqua: cosa prevede

Sta prendendo forma il nuovo Dpcm che detterà le regole anti Covid dal 6 marzo al 6 aprile.

Il ministro Speranza ha anticipato ieri alle Camere le misure sul tavolo del governo. Confermata la linea della prudenza, con divieti e restrizioni mantenuti fino a Pasqua e Pasquetta, anche se si sta pensando a qualche deroga per alcune aperture. Le novità del decreto saranno annunciate lunedì, e sempre lunedì verranno emanate le ordinanze sul cambio colore: non più il venerdì, quindi, così da “consentire ai cittadini e ai titolari delle attività di organizzarsi”. Dagli spostamenti e le seconde case alla riapertura di palestre, piscine, musei, cinema e teatri e ristoranti la sera, ecco cosa prevede il nuovo Dpcm Draghi.

Ci si muoverà tra regioni per salute, urgenze e lavoro
Spostamenti vietati fra le regioni o province autonome, è quanto prevede il nuovo Dpcm fino al 6 aprile, Pasqua e Pasquetta comprese. Consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione così come gli spostamenti motivati da esigenze lavorative, ragioni di salute o situazioni di necessità. Sarà permesso, all’interno della zona gialla in ambito regionale e nella zona arancione in ambito comunale, il trasferimento verso una sola abitazione privata, una volta al giorno, fra le 5 del mattino e le 22. Possono spostarsi due persone in più oltre ai conviventi, i figli minori di 14 anni, i disabili e i non autosufficienti purché conviventi. Nei comuni sotto i 5 mila abitanti in zona arancione permesse le visite a parenti e amici fra le 5 e le 22 anche in altri comuni in un raggio di 30 chilometri. I nuclei familiari possono viaggiare in auto insieme senza limitazioni, mentre i non conviventi possono stare in auto al massimo in tre. Le visite a parenti e amici in zona rossa saranno sottoposte a limitazioni simili al lockdown di marzo.

Niente piscine e palestre: il lockdown continuerà
Almeno un altro mese senza poter andare in palestra o in piscina, nemmeno per lezioni singole. Secondo il parere del Comitato tecnico-scientifico potranno riaprire soltanto quando arriveremo a un rapporto di 50 contagiati ogni 100 mila abitanti. È un parametro basso e lontano, equivarrebbe alla cosiddetta “fascia bianca”. Nelle prossime settimane gli indicatori potranno essere rivisti, anche per programmare uno scaglionamento degli ingressi nelle strutture sportive, ma al momento gli scienziati non ritengono di poter concedere il via libera

Seconde case

Recarsi nelle seconde case sarà possibile in zona gialla e in zona arancione e vietato nella zona rossa. La Stampa ricorda che le limitazioni al permesso di raggiungere la seconda casa prevedono che all’abitazione di villeggiatura possa avere accesso soltanto un nucleo familiare. La casa di destinazione, inoltre, non deve essere abitata da persone non appartenenti alla famiglia stessa.

Riapertura rimandata anche per cinema e teatri
Nonostante l’impegno del ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, la riapertura di cinema e teatri viene rimandata ancora. Intanto, si lavora all’integrazione del protocollo di sicurezza, sperando di poterlo applicare a partire da aprile. Le associazioni dei lavoratori dello spettacolo hanno condiviso con Franceschini un documento più rigido, che venerdì sarà esaminato dal Cts. 

Chiusi i centri commerciali nei giorni prefestivi e festivi
Nessuna variazione in vista per un altro mese. In zona gialla e arancione tutti i negozi sono aperti. I centri commerciali solo nei giorni feriali, rimangono chiusi invece nei giorni prefestivi e festivi, fatta eccezione per supermercati, farmacie, edicole o tabaccai situati all’interno. In zona rossa centri commerciali sempre chiusi e negozi al dettaglio chiusi, ma parliamo essenzialmente di abbigliamento per adulti, accessori, gioiellerie e simili, perché possono restare aperti tutti quelli che forniscono beni o servizi di prima necessità. Quindi, citando i principali: alimentari, farmacie, edicole, tabaccai, ottica, informatica, telefonia, profumerie, intimo, abbigliamento per bambini, giocattoli, librerie, fiorai. A lavoro anche parrucchieri, barbieri o lavanderie. Ovunque restano valide le solite misure di sicurezza: distanziamento sociale di almeno un metro, obbligo di mascherina, ingressi contingentati per evitare assembramenti, in base alle dimensioni del negozio.

Niente cene al ristorante, sfuma l’ipotesi bipartisan
Nonostante le pressioni bipartisan, da Salvini a Bonaccini, l’apertura di bar e ristoranti anche dopo le 18, in zona gialla, è destinata a rimanere vietata. Il punto, secondo gli esperti scientifici, non è tanto la sicurezza all’interno dei locali, che può essere garantita a cena come a pranzo, quanto il rischio di assembramenti all’esterno, più concreto nelle ore serali che diurne. Regole invariate, quindi: in zona gialla è possibile consumare cibi e bevande nelle varie attività di ristorazione dalle 5 alle 18, mentre l’asporto è consentito fino alle 22, tranne che per i bar senza cucina. Consegna a domicilio senza limiti di orario. Le regole su asporto e consegne a domicilio sono identiche per le zone arancioni e rosse, dove non è invece prevista la consumazione all’interno di bar e ristoranti, né al tavolo, né al banco. Possono restare aperti, in zona rossa e arancione, e oltre le ore 18 in zona gialla, solo gli autogrill nelle aree di servizio sulle autostrade, bar e mense all’interno di ospedali e aeroporti. Eccezione anche per i ristoranti all’interno degli alberghi.

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