Trapani (PD) denuncia l’insicurezza a Pisa: furti, quartieri abbandonati e desertificazione commerciale, serve partecipazione dei cittadini.
Pisa, una città storicamente vivace, oggi è al centro del dibattito sulla sicurezza. Matteo Trapani, consigliere regionale del PD e capogruppo del consiglio comunale di Pisa, ha fatto il punto sulla situazione con VTrend, indicando criticità e priorità per rendere la città più sicura.
La situazione attuale
“È evidente che il Comune non è l’unico responsabile della sicurezza, questo lo sappiamo tutti – spiega Trapani – Però, quando otto anni fa Conti vinse, promise di risolvere la questione della sicurezza a Pisa. Cosa che non solo non è stata risolta, ma si è in realtà aggravata”.
Secondo Trapani, i dati parlano chiaro: furti in abitazione, borseggi e rapine sono in aumento e Pisa si colloca tra le città con una media molto alta di microcriminalità. “Ci sono quartieri sempre più abbandonati – aggiunge – che diventano luoghi dove si concentrano episodi di criminalità. Non lo dico solo io: basta vedere le passeggiate sulla sicurezza diPetrucci (Fratelli d’Italia, ndr) alla stazione, al CEP, in Via Fiorentina… È evidente che anche loro percepiscono Pisa come sempre più insicura”.
Per Trapani, l’insicurezza non ha effetti solo sulla vita dei cittadini, ma colpisce anche l’economia locale. “Una delle conseguenze più evidenti – spiega – è la desertificazione commerciale: i negozi chiudono sempre di più, anche perché gli imprenditori non si sentono sicuri. Quando un quartiere è percepito come insicuro, i clienti evitano di frequentarlo, le attività perdono fatturato e molti esercizi sono costretti a chiudere”.
“Così – aggiunge Trapani – non solo si perde vitalità commerciale, ma si crea un circolo vizioso: strade vuote e negozi chiusi aumentano ulteriormente la sensazione di insicurezza. Per rompere questo ciclo servono interventi concreti, manutenzione, sicurezza e una partecipazione attiva dei cittadini. Quartieri vivi e curati non solo sono più sicuri, ma attirano anche persone e imprese, restituendo dignità e vivibilità alla città”.
Priorità e strategie per una città più sicura
Per Trapani, le priorità sono chiare. “La prima è il personale. La Questura è sottodimensionata, non arrivano nuovi agenti, e la città non è solo di 90 mila abitanti: ha una complessità molto più grande: ci sono studenti, lavoratori, turisti…”.
“La seconda – prosegue – è gestire meglio la città in modo integrato: non bastano telecamere o qualche agente in più. Serve rigenerazione urbana, illuminazione, manutenzione, servizi di prossimità, politiche abitative e attenzione agli spazi di aggregazione. Pisa ha smantellato la Società della Salute, ha tolto progetti utili e la partecipazione dei cittadini è bloccata. La Polizia Municipale è in confusione, con tanti Comandanti diversi negli ultimi otto anni e mancanza di coordinamento con le forze dell’ordine”.
Il ruolo della Regione
Trapani sottolinea come anche la Regione possa dare un contributo. “La Regione non ha competenza primaria sulla sicurezza, ma ha strumenti utili: bandi per sicurezza urbana e inclusione, fondi per le politiche sociali… Pisa però spesso non partecipa. Ho proposto di creare un hub per la progettazione urbana, in collaborazione con l’università, per rendere gli spazi più vivibili e intercettare fondi regionali, ma non è mai stato fatto”.
“Serve la volontà dell’amministrazione comunale di partecipare e usare questi strumenti – aggiunge – perché solo così i fondi regionali possono tradursi in interventi concreti sul territorio”.
Giunta comunale e instabilità politica
Negli ultimi giorni, Pisa ha vissuto un rimpasto nella giunta e l’uscita di alcuni consiglieri dalla Lega. Trapani commenta: “Un sindaco che cambia la giunta due volte con 3 assessori evidenzia difficoltà e debolezza della maggioranza. Il rimpasto non rappresenta un vero rilancio, ma un’operazione interna per gestire divisioni tra partiti, soprattutto tra Fratelli d’Italia e liste civiche”.
Secondo Trapani, le uscite dalla Lega mostrano la confusione interna alla maggioranza, senza avere effetti concreti sulla città: “Non si stanno vedendo cambiamenti reali per la sicurezza o per la qualità della vita dei cittadini, ma solo giochi interni alla maggioranza”.
Un messaggio ai cittadini
Chiudendo l’intervista, Trapani rivolge un messaggio ai cittadini: “I dati parlano chiaro: Pisa ha zone insicure. Ma serve anche la partecipazione dei cittadini. Non bastano passeggiate di qualche esponente politico, tra l’altro pagato per agire: i cittadini devono essere protagonisti, chiedere partecipazione, valorizzare piazze illuminate, quartieri vivi e associazioni attive”.
“Un quartiere vivo è più sicuro, perché c’è controllo sociale – conclude – Alcuni episodi di microcriminalità sono legati alla povertà, quindi occorre attenzione anche a questo. I cittadini devono pretendere di più da chi amministra, poter partecipare attivamente e proporre soluzioni, affinché queste possano diventare parte del bilancio e della politica cittadina. Solo così si può intervenire davvero sulla sicurezza”.





