Botta e risposta tra il Sindaco Fabio Mini, gli assessori Nicola Sgueo, Davide Bartoli, Filomena De Donato e il Gruppo consiliare di centrosinistra Castelfranco Unita sulla questione “Museo di Orentano”.
Riportiamo integralmente il comunicato del Sindaco Fabio Mini e degli assessori
Dopo vari giorni e vari interventi più o meno legittimi da parte di cittadini ed esponenti politici il sindaco Fabio Mini e gli assessori rappresentanti anche di Orentano, intervengono e cercano di fare chiarezza sulla vicenda.Ā Il primo a parlare ĆØ il sindaco che va dritto al cuore della replica politica e dice: āAncora una volta i consiglieri di opposizione con in prima fila il consigliere Federico Grossi, si rendono ridicoli e tentano di cavalcare una protesta che non gli appartiene. Ma facciamo il punto, per chiarezza nei confronti di tutti i cittadini, in primo luogo degli orentanesi. Alle elezioni comunali del 2019, venivano eletti nellāallora maggioranza il consigliere David Boldrini e lāassessore Ilaria Duranti in rappresentanza della comunitĆ orentanese. Cosa hanno fatto loro in 5 anni per il museo di Orentano? Sei mesi dopo la loro elezione il museo ĆØ stato chiuso al pubblico e nei 4 anni e mezzo successivi nessuna proposta ĆØ stata presentato per la riapertura dello stesso. Quattro anni e mezzo, costati alla cittadinanza ben 75mila euro, per un museo chiuso. Nel frattempo, nonostante non siano stati in grado di trovare 40mila euro per fare i lavori necessari per la sua riapertura, hanno presentato in consiglio comunale una proposta di acquisto di 4 stanze al piano terra di Palazzo Ficini per la somma di 35mila euro, stanze di proprietĆ del Circolo Mondo Nuovo, riconducibile all’area politica dell’allora maggioranza, facenti parte di un palazzo inagibile e pertanto, se acquistate, non usufruibili. Operazione che non ĆØ mai stata portata a compimento perchĆ© non riuscirono a trovare neppure quei 35mila euro. Quale sarebbe quindi secondo Grossi e compagni il significato della loro affermazione ācontinuiamo con lāacquisizione di Palazzo Ficiniā, se non lāhanno mai cominciata?ā
āMa torniamo al museo ā incalza il sindaco – ora gridano allo scandalo, ma perchĆ© in campagna elettorale non hanno detto neppure una parola sul museo di Orentano?ā
āDicono ā spiega Mini – di averci chiesto del museo durante lāultimo consiglio comunale. Sfido chiunque a rivedere la registrazione di quel consiglio, nessuna domanda, se non una raffica di idee fantasiose di come si amministra un comune, dopo che gli stessi cittadini avevano bocciato alle ultime elezioni la loro ultima amministrazione”.
āNoi a tutt’oggi siamo convinti della nostra scelta, – dice il primo cittadino – ma siamo anche consapevoli che sia doveroso ascoltare la cittadinanza e pertanto, pronti ad ascoltare le proposte che ci giungeranno da Orentano. Non abbiamo motivo di non trovare una soluzione per avere il museo lƬ se ciò sarĆ possibile.
Dāaltro canto, appena eletti abbiamo cercato soluzioni per riaprire i due musei del comune, avendo anche a Castelfranco il problema di come gestire un museo situato al primo piano non accessibile alle persone disabili.Ā Abbiamo incontrato più volte la Sovrintendenza di Pisa la quale spetta lāultima parola ed abbiamo indicato una via percorribile: un museo unico in una struttura del capoluogo, non avendo strutture comunali di proprietĆ adatte a Orentano. Come amministrazione abbiamo valutato questa come una scelta percorribile per far usufruire a tutti i cittadini di entrambi i musei. Ma non accettiamo che chi ĆØ colpevole di questa situazione provi a sfruttarla a scopi politici e propagandisticiā.
Anche l’assessore Nicola Sgueo ĆØ intervenuto criticando l’atteggiamento della minoranza verso il tema museo in senso culturale dicendo: āMi paiono ridicoli i continui richiami all’identitĆ da una sinistra che ha fatto del globalismo la sua bandiera principale. Quell’identitĆ ĆØ richiamata a targhe alterne, a proprio comodo per mero consenso elettorale. Negli ultimi quattro anni questa identitĆ era evidentemente svanita. Non sono stati in grado di risolvere tale problema e fanno finta di non conoscere le problematiche legate alla realtĆ museale delle frazioni”
Sulla questione interviene anche l’assessore Davide Bartoli che spiega più nel dettaglio cosa ha innescato questa vicenda: āLa sovrintendenza ha manifestato recentemente la volontĆ di definire la situazione del museo. Da anni si va avanti con proroghe di sei mesi, in sei mesi, ma ci hanno fatto capire che questa situazione di non fruibilitĆ del museo non può andare avanti in eterno e che bisogna trovare una soluzione per riaprire il museo e sistemare i reperti. Il mio timore ĆØ che se non si risolve in tempi relativamente brevi la cosa, alla fine si possa perdere il patrimonio museale per decisioni indipendenti dalla politica locale. Per questo mi ha dato particolarmente noia l’atteggiamento dell’opposizione, che esorto a non giocare ad aumentare la tensione per pura strumentalizzazione politica, ma anzi a mettersi a disposizione per proporre soluzioni percorribili e non fantasiose nell’esclusivo interesse di tutta la comunitĆ ā.
Sul clima esacerbato che si ĆØ creato a Orentano sul tema del museo l’assessore Filomena De Donato fa chiarezza anche su una polemica di alcuni giorni fa: āMi sembra che qui si sia fatta un po’ di confusione. L’opposizione ha tirato in ballo questioni di Villa Campanile e non si ĆØ concentrata sul tema del museo, a dimostrazione che stiamo parlando di una strumentalizzazione politica di un problema reale del territorio. Non solo ā continua De Donato ā alcuni giorni fa qualcuno ha ritirato in ballo anche il Dolcione, siamo stati accusati di non aver fatto uscire noi il Dolcione per l’edizione 2024, queste sono affermazioni non vere e gravi, perchĆ© mai l’amministrazione si ĆØ occupata del Dolcione e anzi il sindaco Mini si mise anche a disposizione per le esigenze dell’Ente Carnevale, ma alla fine loro hanno deciso di non farlo per motivi loro assolutamente legittimi. Sono affermazioni gravi, perchĆ© sarebbe inaudito che l’amministrazione abbia inibito un’associazione nella sua libera e legittima libertĆ d’espressioneā.Ā
Riportiamo integralmente il comunicato del gruppo consiliare centrosinistra āCastelfranco Unitaā
Le continue affermazioni del sindaco Fabio Mini ai consiglieri comunali di opposizione di āessere ridicoliā e di āfar ridereā; denotano ancora una volta la sua insofferenza al confronto su argomentazioni di critica e di proposta, forse dimenticandosi di essere il Sindaco di tutti, anche di oltre la metĆ dei cittadini che non lo hanno votato. Usare parole offensive verso lāopposizione non aumenterĆ la sua credibilitĆ ma dimostrano solo la sua insicurezza e debolezza. Vorremmo ricordagli che la democrazia si basa proprio sul confronto e che non sempre una burocratica sbrigativitĆ significa efficienza e servizio alla comunitĆ . Leggendo la nervosa risposta dellāamministrazione, ĆØ evidente che il Sindaco ha difficoltĆ a gestire le critiche e a confrontarsi con opinioni diverse dalle sue: la veritĆ fa ridere
solo chi non la sopporta. Noi siamo convinti della nostra posizione: i reperti custoditi nel museo di Orentano sono un tesoro inestimabile raccolti grazie alla passione di tanti storici locali. Ribadiamo con convinzione che spostare i reperti ĆØ un grosso errore perchĆ© hanno un valore culturale e storico che vanno oltre il semplice valore materiale. Sono testimonianze uniche di un passato che merita di essere preservato e valorizzato nel luogo in cui ĆØ stato trovato. Per questi motivi, negli anni passati abbiamo sostenuto le spese di affitto dellāimmobile che ospita la mostra archeologica di Orentano lavorando nella prospettiva di acquisire interamente palazzo Ficini in piazza Roma con lāobiettivo di una riqualificazione che permettesse di riunire al suo interno la biblioteca comunale, gli uffici comunali distaccati, il museo e spazi per attivitĆ ludiche. La delibera del consiglio comunale a fine 2022 per lāacquisto di una porzione del palazzo Ficini ĆØ stato il prima importante passo concreto. Chiudere definitivamente il museo per risparmiare e depredare Orentano del suo patrimonio culturale non ĆØ la soluzione al problema: ve lo stanno dicendo anche numerosi cittadini e associazioni che da settimane hanno avviato una petizione e che, ad oggi, ha raccolto più di 300 adesioni e ai quali va tutta la nostra solidarietĆ . La comunitĆ di Orentano ĆØ unita e determinata a difendere la propria identitĆ . Criticare una decisione che ha un impatto negativo sulla comunitĆ ĆØ un diritto e un dovere di ogni cittadino e, in particolare, di chi rappresenta lāopposizione. Sindaco Mini ritiene più ridicolo criticare una decisione sbagliata o perseverare in un errore che danneggia la comunitĆ orentanese? Come opposizione abbiamo chiesto di approfondire in maniera costruttiva questa scelta in commissione consiliare cultura: richiesta che ĆØ stata negata dimostrando ancora una volta la sua paura al confronto. Non scappi dalla discussione sindaco, ascolti i cittadini chi hanno idee diverse dalle sue e apra un dibattito pubblico e trasparente, basato sul rispetto reciproco e sullāascolto delle diverse opinioni. Ricordiamo tutti le sue promesse fatte in campagna elettorale sulla trasparenza e sulla partecipazione dei cittadini: anche questa volta non ha perso occasione per rinnegare quanto promesso.





