Menzione di merito per l’Aoup insieme ad altri 5 centri nazionali di riferimento per la cura della colite ulcerosa e la Malattia di Crohn.
Il riconoscimento per l’Unità operativa di Gastroenterologia dell’Aoup diretta da Massimo Bellini – in particolare per il Pdta-Percorso diagnostico terapeutico assistenziale per le Mici-Malattie infiammatorie croniche intestinali, di cui è responsabile Francesco Costa – è stato conferito nei giorni scorsi a Roma, nell’Aula nuova dei gruppi parlamentari, in occasione dell’incontro dal titolo: “Una storia di passi avanti – Personalizzazione, umanizzazione e innovazione per i pazienti con colite ulcerosa e malattia di Crohn” realizzato nell’ambito della campagna “Colite ulcerosa, IO ESCO” promossa dall’associazione AMICI Italia in collaborazione con altri partner e il patrocinio di IG-IBD (Gruppo italiano per lo studio delle malattie infiammatorie croniche intestinali).
Una campagna itinerante svoltasi in diverse regioni italiane che puntava a promuovere un cambio di prospettiva nella presa in carico di queste patologie finalizzato al riconoscimento della colite ulcerosa come patologia cronica complessa.
In Italia almeno 264.000 persone convivono con malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) (Crocetti E, et al. Eur J Gastroenterol Hepatol. 2021;33 (1S Suppl 1): e383-e389). Colite ulcerosa e malattia di Crohn colpiscono per lo più i giovani-adulti con un impatto drammatico sulla qualità della vita, le relazioni, gli affetti e sull’autorealizzazione del paziente. La quasi totalità (97%) delle persone che convive con una MICI avverte un forte bisogno di ricevere un supporto psicologico. Eppure, più di 2 pazienti su 3 non hanno mai ricevuto alcun tipo di sostegno emotivo.
È quanto emerge dall’indagine nazionale SUNRISE, promossa da AMICI Italia, dati confermati da un’altra indagine, promossa da ELMA Research, che evidenzia la carenza di assistenza psicologica e il mancato raggiungimento di un controllo ottimale della malattia. A rendere più complesso il quadro clinico del paziente con MICI è la frequente compresenza di altre patologie extra-intestinali (manifestazioni articolari, cutanee, epatiche e oculari, problemi nutrizionali e della sfera psicologica). Necessario dunque promuovere un approccio multidisciplinare che veda il coinvolgimento di diverse professionalità quali gastroenterologo, chirurgo, anatomopatologo, radiologo, nutrizionista e psicologo oltre alla stretta collaborazione di reumatologo, dermatologo e oculista.
“Durante la premiazione – dichiara Francesco Costa – è stata data rilevanza agli aspetti innovativi di gestione del Pdta (attivo in Aoup da oltre 10 anni e istituzionalizzato nel gennaio 2019), composto da un team interdisciplinare gastroenterologico, chirurgico, radiologico, infermieristico e integrato da percorsi multidisciplinari di transizione (adolescenza, gravidanza e chirurgia) e consulenze di nutrizione clinica, reumatologia, dermatologia, oculistica e di psicologia clinica.
A Pisa affluiscono pazienti affetti dalle MICI dall’intera Area vasta toscana nord-ovest e anche da fuori regione e la presa in carico prevede tre distinti ‘Percorsi di transizione’: il primo in cogestione tra gastroenterologi e chirurghi; il secondo in condivisione con l’ospedale pediatrico Meyer (nella presa in carico di un giovanissimo appena diventato maggiorenne); infine, il percorso per le pazienti in gravidanza. Esprimo perciò grande soddisfazione anche a nome di tutti i miei colleghi per essere stati selezionati tra i Centri italiani di eccellenza per la diagnosi e cura delle MICI. La forte integrazione ospedale-territorio ci consente di ridurre la variabilità clinica e di ottimizzare le risorse; l’obiettivo del percorso è quello di uniformare la presa in carico, le cure e la gestione del paziente e della malattia. Ogni settimana il Gruppo interdisciplinare MICI (GIM) si riunisce per discutere i casi più complessi che arrivano a Pisa.
Attualmente abbiamo circa 2.600 pazienti in follow up attivo, dei quali 650 in trattamento con terapie innovative avanzate. Le diagnosi di MICI sono in aumento per cui – conclude – è fondamentale centralizzare i pazienti in Centri di terzo livello come il nostro dove, a fianco della pratica clinica orientata al benessere fisico e psicologico del paziente, portiamo avanti una importante attività di ricerca clinica e sperimentale».
(Fonte: Ufficio stampa organizzatore campagna “Io ESCO”)





