Alessandro Mazzinghi, campione di Pontedera e leggenda del pugilato, protagonista anche a ‘L’Eredità’.
Pontedera – Ci sono nomi che restano nella memoria di una città e nella storia dello sport, e Alessandro Mazzinghi è certamente uno di questi. Nato a Pontedera il 3 ottobre 1938, e scomparso il 22 agosto 2020, Mazzinghi ha lasciato un segno importantissimo nel pugilato italiano, diventando un simbolo di tenacia, carisma e passione.
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Campione del Mondo dei pesi medi junior dal 1963 al 1965 e poi ancora dal 1968 al 1969, oltre che Campione d’Europa tra il 1966 e il 1968, è uno dei soli nove pugili nella storia riconosciuti unanimemente come campioni mondiali della categoria.
Ma Sandro Mazzinghi non era solo un campione sul ring. La sua curiosità e il suo talento lo portarono a sperimentare anche nel mondo della musica. Nel 1968, proprio mentre dominava i quadrati del pugilato internazionale, Mazzinghi debuttò come cantante con i brani “Fuoco spento” e “Almeno in sogno”, scritti da lui e arrangiati dal maestro Gianfranco Intra. L’accoglienza del pubblico fu sorprendente: il campione di Pontedera dimostrava così che la sua popolarità non si limitava al pugilato, ma riusciva a catturare anche gli appassionati di musica.
Questa doppia anima di campione e artista è tornata recentemente sotto i riflettori grazie alla puntata del 6 febbraio di “L’Eredità”, il popolare game show di Rai Uno condotto da Marco Liorni. Durante la puntata, tra le domande a tema cultura e sport, è stata proposta proprio la carriera musicale di Mazzinghi: “Il campione mondiale di pugilato Sandro Mazzinghi debutta come cantante incidendo due sue canzoni”. La concorrente Alessandro ha indovinato l’anno, il 1968, confermando quanto il nome di Mazzinghi continui a brillare nella memoria collettiva italiana.
Sandro Mazzinghi è stato molto più di un pugile. È stato un artista completo, capace di emozionare il pubblico sia dentro che fuori dal ring. Pontedera, la sua città natale, conserva ancora con orgoglio il ricordo di questo talento poliedrico, che ha saputo trasformare la determinazione e la passione in una carriera straordinaria, tra pugilato, musica e scrittura.
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Oggi, ricordare Mazzinghi significa celebrare una figura che ha saputo unire sport, cultura e spettacolo, incarnando lo spirito di una città e l’orgoglio di un’intera generazione di italiani. E chissà che, guardando una puntata di “L’Eredità”, qualche giovane spettatore non scopra per la prima volta la storia del campione pontederese, capace di trasformare ogni impresa in leggenda.





