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Madre e bambino insieme in caso di ricovero della donna

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Madre e bambino insieme in caso di ricovero della donna in reparti medici e chirurgici. Approvata la procedura che verrà attuata in tutti gli ospedali Asl. 

Garantire la relazione madre-bambino anche in caso di eventuale ricovero della madre in reparti ospedalieri diversi da Ostetricia e ginecologia; proteggere, promuovere, sostenere l’allattamento nel rispetto delle scelte familiari; mantenere unito il più possibile il nucleo genitori-bambino.

Sono questi gli obiettivi principali dell’innovativa procedura approvata nei giorni scorsi in Asl Toscana nord ovest e pubblicata in data 4 novembre 2025 nell’intranet aziendale, nella sezione dedicata alla qualità, per metterla a disposizione di tutto il personale.

Il documento, dal titolo “La continuità del rapporto madre-bambino e il mantenimento dell’allattamento in caso di ricovero ospedaliero della madre”, che vale dunque per tutti i 13 ospedali del territorio aziendale, fornisce indicazioni precise sulla gestione e presa in carico della diade madre-bambino in caso di ricovero della donna nei setting di degenza medica e chirurgica.

La procedura è stata redatta da un gruppo di lavoro aziendale coordinato da Graziano Memmini, direttore dell’Area aziendale pediatria (referente del documento), con verifica tecnica e sostanziale da parte di tutti i direttori di dipartimento e approvazione della direzione aziendale.

Nel testo vengono delineati in particolare gli scenari e le soluzioni organizzative in caso di ricovero della madre con minore in fase di allattamento, tenendo sempre conto delle esigenze della donna ricoverata ed elaborando un piano di assistenza personalizzato da condividere con i familiari, centrato sulla necessità di mantenere la continuità della relazione madre-bambino.

L’Organizzazione mondiale della sanità, il Ministero della salute e le Società scientifiche pediatriche raccomandano l’allattamento esclusivo fino a 6 mesi di età compiuti e la sua eventuale prosecuzione anche in corso di alimentazione complementare anche fino a 2 anni di vita ed oltre. Molti studi hanno evidenziato come nei bambini piccoli, separati dalla madre per motivi diversi, possano manifestarsi una serie di conseguenze non solo emotive, ma anche di natura biologica.

Al tempo stesso un’improvvisa interruzione dell’allattamento può generare problemi di salute e di comportamento sia nel bambino (agitazione, pianto, difficoltà ad alimentarsi), che nella madre (ansia, rischio di ingorgo e mastite). Per questo Istituzioni sanitarie, ordini professionali, associazioni e società medico-scientifiche del tavolo tecnico per la promozione e l’allattamento al seno del Ministero della salute in tempi più recenti hanno stilato un documento con le linee guida su come mantenere la continuità del rapporto madre-bambino e dell’allattamento in caso di ricovero ospedaliero della madre, con la formazione del personale che riveste sicuramente un ruolo strategico.

In caso di necessità di ricovero della madre e in presenza di alcuni necessari criteri d’inclusione (legati alle condizioni di salute materna), in tutti i 13 ospedali dell’Asl Toscana nord ovest il ricovero madre-bambino potrà dunque sempre avvenire nel setting ospedaliero di pertinenza, sia esso in area medica, area chirurgica o area critica (terapia subintensiva), oltre naturalmente ai reparti di ostetricia e ginecologia.

A livello organizzativo in ospedale verrà messa a disposizione una stanza singola che consenta di ospitare la diade ed un familiare che svolga la funzione di caregiver, in grado quindi di fornire un supporto nella gestione del bambino. Verrà anche precisata la situazione socio-familiare della madre, necessaria a definire un accordo tra personale sanitario e paziente e familiari sulle modalità organizzative da attuare durante il ricovero. Ovviamente la famiglia dovrà osservare delle specifiche norme di comportamento, nell’ambito del reparto di ricovero.

Sarà cura degli operatori della struttura che ospita la diade madre-bambino richiedere ai colleghi di ostetricia e pediatria il materiale necessario alla gestione del bambino (culle, tiralatte, pannolini etc) e di eventuale supporto tecnico-organizzativo-sanitario, anche per mantenere in ogni caso la nutrizione con latte materno (allattamento al seno o no). Insomma, il dipartimento materno infantile garantisce un’assistenza professionale utile alla relazione affettiva e nutrizionale della diade madre-bambino. Verranno anche prese tutte le precauzioni per garantire al bambino livelli alti di sicurezza e comfort. La presenza del piccolo con la madre sarà inoltre regolarmente registrata nella documentazione sanitaria.

“E’ un orgoglio per l’Azienda – afferma la direttrice generale Asl Maria Letizia Casani – poter contare su questa innovativa procedura, che consente di venire incontro alle esigenze delle famiglie con bambini piccoli anche nei casi di ricovero della madre in reparti diversi da ostetricia e ginecologia, rendendo possibile la prosecuzione della relazione tra la mamma e il figlio e dell’allattamento.

Anche grazie a questo progetto, continuiamo ad affinare percorsi ospedalieri già eccellenti ma sempre migliorabili in un’ottica di presa in carico, attenzione ai bisogni delle persone ricoverate e qualità delle cure. I nostri ospedali e i nostri operatori si confermano all’avanguardia da questo punto di vista ma anche sempre pronti ad attuare azioni di adeguamento, soprattutto quelle legate all’umanizzazione delle cure, che devono essere costantemente sviluppate nelle strutture sanitarie.

Ringrazio tutti i professionisti che hanno redatto e approvato la procedura, che introduce nella nostra organizzazione aspetti rilevanti e innovativi”.

“Il progetto – sottolinea il dottor Graziano Memmini – si pone l’obiettivo di migliorare la presa in carico e la cura della diade madre-bambino, qualunque sia il reparto ospedaliero in cui si trovano ricoverati. Siamo contenti perché rendere sempre più adeguati i percorsi significa migliorare la qualità di vita delle nostre pazienti e delle loro famiglie.

Si tratta di un documento di valore che è improntato su criteri di qualità e sicurezza nella presa in carico complessiva. E’ un approccio sicuramente innovativo, che porterà dei benefici in tutti i nostri territori aziendali.

Segnalo che in fase preliminare all’approvazione, il documento è stato sottoposto al parere del Gruppo allattamento aziendale e del Comitato percorso nascita aziendale, che hanno verificato i contenuti richiesti nell’ambito del percorso di certificazione e ri-certificazione UNICEF. Questa azione si inserisce infatti a pieno titolo nell’iter che le nostre strutture hanno già effettuato o stanno portando avanti come ospedali amici delle bambine e dei bambini.

Grazie anche da parte mia a tutti colleghi per la disponibilità e la collaborazione con cui hanno aderito a questa iniziativa”.

Il gruppo di lavoro, di cui era referente Memmini, era formato da Costanza Bisordi (direzione medica di presidio Apuane), Michele Buonocore (Gestione privacy) Roberta Cacciavellani (Neonatologia e pediatria Versilia), Giulia Fantoni (ICO ostetrica percorsi assistenziali in ambito ostetrico ginecologico e neonatale e referente percorso allattamento aziendale), Patrizia Margherita Mara Rita Fenu (direttrice Medicina di Cecina), Roberta Letizia (Neonatologia e pediatria Lucca), Sara Lunardi (Neonatologia e pediatria Lucca e referente medico percorso allattamento aziendale), Donatella Molinari (sicurezza del paziente), Simonetta Montemagni (Sistema Qualità e Accreditamento Aziendale), Stefania Montinaro (Ostetrica e ginecologia Massa) e Paola Vivani (responsabile Epidemiologia).

La procedura è stata verificata dai direttori del Dipartimento materno infantile Luigi Gagliardi, del Dipartimento delle specialità mediche Renato Galli, del Dipartimento chirurgico Andrea Carobbi, del Dipartimento emergenza urgenza area critica e blocco operatorio Paolo Carnesecchi, dalla direttrice dell’unità operativa assistenza ostetrica Cinzia Luzi, dal direttore del Dipartimento delle professioni infermieristiche ed ostetriche Andrea Lenzini, dal direttore della Struttura sicurezza del paziente Tommaso Bellandi e da coordinatore della Rete ospedaliera aziendale Giuliano Biselli.

La verifica formale è stata poi garantita da Sonia Iapichino della Struttura gestione documentale e sviluppo accreditamento. Fonte: USL Toscana nord ovest

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