Orrore in provincia di Pisa: lupi uccisi e decapitati. Appello di “Il Lupo, figlio di un Dio minore” ai testimoni e ricompensa per individuare i responsabili.
Un grave episodio di violenza contro la fauna selvatica scuote la Toscana e in particolare l’area tra Pisa, Navacchio e Cascina. Due esemplari di lupo sono stati uccisi, decapitati e le loro teste esposte pubblicamente: prima su un palo della segnaletica stradale (Clicca qui), poi appese a un cavalcavia lungo la FI-PI-LI (Clicca qui), in un gesto che ha suscitato indignazione e allarme.
A denunciare l’accaduto è la pagina social “Il Lupo, figlio di un Dio minore”, nata con l’obiettivo di promuovere la conoscenza e la tutela di questa specie simbolo degli ecosistemi italiani. Attraverso un comunicato diffuso online, i gestori della pagina hanno lanciato un appello urgente alla cittadinanza, invitando chiunque abbia informazioni utili a collaborare con le autorità.

Per favorire l’identificazione dei responsabili, è stata messa a disposizione una ricompensa di 5.000 euro, cifra che potrebbe salire fino a 8.000 euro grazie al contributo dell’associazione “Il Pettirosso” di Modena e del suo referente Piero Milani. L’invito è chiaro: fornire agli inquirenti notizie “attendibili e determinanti” per assicurare alla giustizia chi si è reso protagonista di un gesto definito “barbaro”.
Nel comunicato si sottolinea come gli autori di tali azioni rappresentino un pericolo non solo per gli animali, ma per l’intera comunità. “Queste persone sono estremamente pericolose”, si legge, in un passaggio che richiama l’attenzione sul valore della sicurezza collettiva oltre che della tutela ambientale.
Gli attivisti garantiscono l’anonimato a chi deciderà di parlare e ricordano che anche le autorità competenti sono pronte a proteggere eventuali testimoni. L’appello si estende quindi a tutti i cittadini del territorio, affinché contribuiscano a rompere il silenzio.
Il messaggio si chiude con un richiamo forte all’identità culturale della regione: “La Toscana non è questo, è la patria del Rinascimento”. Un invito a non lasciare che episodi di violenza e inciviltà macchino l’immagine di un territorio storicamente legato alla bellezza, alla cultura e al rispetto.
Le indagini sono in corso, mentre cresce la mobilitazione sui social e tra le associazioni ambientaliste. L’obiettivo condiviso è uno solo: fare luce su quanto accaduto e restituire giustizia a una specie che, secondo gli autori del comunicato, “non ha voce davanti alla barbarie” e ha bisogno della difesa di tutti.





