Domenica 24 maggio Lajatico si prepara a trasformarsi in un palcoscenico diffuso, dove il teatro abbandona le sale per abitare strade, piazze e angoli segreti del borgo. Con “30 Teatri per un giorno” si chiude il percorso del festival Lajatico è Libri, Teatro…Tradizione, un progetto che intreccia letteratura, memoria e identità locale.
Un’invasione poetica fatta di incontri ravvicinati, di parole sussurrate e racconti brevi, in cui ogni spettatore diventa parte di un’esperienza unica e irripetibile: cinque minuti di teatro intimo, uno a uno, nel cuore vivo del paese.
30 Teatri per un giorno, un’invasione poetica di Lajatico Domenica 24 maggio a Lajatico andrà in scena l’ultima parte del festival Lajatico è Libri, Teatro…Tradizione, che ha animato lo straordinario borgo nel mese dello scorso novembre
con due partecipati eventi.
Un progetto che ha coinvolto le attività di Lajatico pervalorizzare la conoscenza del borgo, le sue radici, le sue tradizioni, i suoi valori raccontati e vissuti con il teatro diffuso, partendo dalla letteratura e dalla tradizione.
Un’iniziativa del Comune di Lajatico, con il contributo del Consiglio Regionale della Toscana (nell’ambito del Bando Identità Comuni Toscani 2025) e in collaborazione conGuascone Teatro e Tagete Edizioni e la partecipazione del Teatro Popolare di Treggiaia.
L’idea di questo appuntamento è quella di invadere lo spazio urbano allestendo trenta
teatri che saranno aperti solo per un giorno e che ospiteranno uno spettatore alla volta.
Trenta attori e attrici che sedia “contro” sedia si cimenteranno in varie performance: la
lettura e/o l’interpretazione di un testo, il racconto di una fiaba, la presentazione di un libro
e molto altro. Perle della durata di cinque minuti che aspettano solo di essere scoperte.
I “teatri” saranno allestiti in luoghi consoni alla fruizione di questo particolare viaggio
sperimentale: le strade, le piazze e gli angoli più caratteristi di Lajatico.
L’inizio di questo “viaggio” è fissato per le ore 17:00 in Piazza Vittorio Veneto e per due ore
i “palcoscenici” resteranno aperti pronti ad accogliere i curiosi e gli assetati di meraviglia.





