Un titolo atteso per una vita, conquistato nel ricordo di chi lo aveva sognato per primo. Filippo Macchi, originario di Cascina, è diventato campione d’Italia individuale e ha dedicato il trionfo al nonno, che anni fa aveva scritto una promessa su una bottiglia di vino destinata a quel giorno.
CASCINA – Un traguardo storico, atteso e sognato fin da bambino. Il fiorettista cascinese Filippo Macchi ha conquistato il suo primo titolo italiano individuale, un successo che assume un significato ancora più profondo perché arrivato a Roma, città a cui l’atleta è particolarmente legato.
A raccontare le emozioni della vittoria è stato lo stesso Macchi con un lungo e sentito post pubblicato sui social. «È un titolo che non avevo mai vinto in nessuna categoria e vincerlo a Roma ha reso tutto molto speciale», ha scritto il campione azzurro, ricordando le sue radici pisane ma anche il forte legame con la Capitale, città natale della madre e della sua compagna.
Tra i passaggi più toccanti del messaggio, il ricordo del nonno, la persona che lo ha avvicinato alla scherma. Quando Filippo iniziò a praticare questo sport, il nonno acquistò una bottiglia di vino scrivendoci sopra una promessa: «Da aprire quando mio nipote Filippo vincerà il suo primo titolo italiano individuale».
Una bottiglia che oggi non esiste più, accidentalmente distrutta anni fa, ma il cui significato è rimasto intatto. «Mio nonno purtroppo non c’è più, ma quel messaggio resterà per sempre con me», racconta Macchi, spiegando come proprio quel sogno abbia rappresentato per anni una spinta costante nella sua carriera.
Nel suo post il campione riflette anche sul valore degli obiettivi e sulla crescita personale. «La mia carriera mi ha insegnato che quando rincorri qualcosa non lo raggiungi mai. Avere obiettivi è giusto, ma ciò che conta è cercare di essere sempre la miglior versione di noi stessi».
Macchi ha poi ricordato le parole del suo idolo, il campione olimpico Daniele Garozzo: «Tirare dando il massimo, in qualsiasi gara, è ciò che più conta». Un insegnamento che oggi sente più vero che mai.
Oltre al titolo italiano, il fiorettista ha ricevuto anche il prestigioso trofeo dedicato al maestro Livio Di Rosa, assegnatogli dal Circolo Scherma Mestre. Un riconoscimento che ha accolto con particolare orgoglio, pur non avendo avuto la possibilità di conoscere personalmente il celebre tecnico.
Infine, il ringraziamento rivolto a tutte le persone che lo hanno accompagnato nel suo percorso sportivo e umano, con una dedica speciale alla compagna Nina, impegnata nel commento tecnico della finale proprio mentre lui conquistava il titolo più atteso della sua carriera.
Per Filippo Macchi, campione originario di Cascina, il successo tricolore rappresenta molto più di una medaglia: è il coronamento di una promessa, di un sogno di famiglia e di un percorso costruito giorno dopo giorno sulle pedane di scherma.





