Mister Paolo Bianco cambia la posizione in campo di Samuele Angori: i motivi dietro all’idea della nuova soluzione tattica per il Pisa.
Nel Pisa di Paolo Bianco c’è una nuova soluzione tattica che potrebbe ampliare le possibilità di scelta dell’allenatore: l’impiego di Angori come braccetto sinistro nella difesa a tre. Una posizione diversa rispetto a quella ricoperta abitualmente durante tutta la carriera dal classe 2003, utilizzato sempre sulla fascia, dove può esprimere al meglio le proprie caratteristiche.
Un nuovo Angori al servizio del Pisa
L’idea non è nata all’improvviso, bensì durante tutto l’arco della pausa nazionali. Mister Bianco aveva già provato Angori in quella zona del campo durante l’amichevole disputata nella sosta contro il Monaco, ricevendo indicazioni abbastanza incoraggianti. Quell’esperimento aveva permesso di verificare le prime risposte del giocatore in un contesto diverso dal semplice allenamento, aprendo la strada a una possibile applicazione anche nelle gare ufficiali. E così è stato. La partita contro il Vicenza ha trasformato un’idea in una scelta concreta.
A rendere interessante la decisione è anche il fatto che l’allenatore disponesse di altre alternative per coprire quel ruolo. Bianco ha comunque preferito puntare su Angori, senza affidarsi a Canestrelli (per esempio), già impiegato più volte nella medesima posizione. Una scelta che lascia intuire la volontà di cercare caratteristiche specifiche per interpretare il ruolo di difensore centrale di sinistra, piuttosto che limitarsi a confermare le soluzioni già utilizzate.
La soluzione studiata da mister Bianco
La scelta si collega strettamente alle nuove idee di gioco mostrare dal mister nelle prime 6 giornate di campionato e le 2 partite di Coppa Italia. La squadra nerazzurra vuole essere aggressiva nella pressione e non teme di difendere con molto spazio alle proprie spalle. Per sostenere questo atteggiamento servono giocatori capaci di leggere le situazioni e reagire con rapidità quando gli avversari riescono a superare la prima pressione. Angori possiede caratteristiche che possono adattarsi a queste richieste, offrendo al reparto una soluzione differente rispetto a quella garantita da un difensore più “tradizionale”.
Il suo contributo, inoltre, non è soltanto nella fase senza palla. Anche partendo da una posizione più arretrata, Angori può assicurare spinta e partecipazione alla manovra offensiva, aggiungendo le sue doti quando il Pisa cerca di conquistare campo attraverso il possesso. La sua presenza è utilissima anche nell’uscita dal basso, grazie alle sue qualità palla al piede che nessun ha nel reparto arretrato. In questo modo, il suo impiego da braccetto non rappresenta soltanto un adattamento difensivo, ma una soluzione che può incidere su entrambe le fasi del gioco.
Angori è un jolly prezioso per il Pisa
Non è detto, naturalmente, che questa novità diventi una soluzione fissa. La scelta di Angori in quella posizione va letta come un’opzione in più all’interno delle rotazioni nerazzurre, da valutare in base alle esigenze delle singole partite e anche alle caratteristiche degli avversari. Situazione che, fra le altre cose, potrebbe ripetersi anche con Marras, che potrebbe indietreggiare la propria posizione sulla linea di centrocampo, come visto nel secondo tempo dell’amichevole contro il Monaco.
Le prime indicazioni per Angori, anzitutto, sono state comunque positive e il tecnico ha ora carta aggiuntiva nella difesa a tre. Più che una rivoluzione, è una risorsa che amplia le possibilità della formazione nerazzurra e rende l’ex giocatore dell’Empoli un jolly a tutti gli effetti.
A cura di Matteo Casini









