L’attenzione resta alta: la Toscana rafforza protocolli e interventi veterinari contro l’aviaria.
Come riporta la stampa locale, un nuovo focolaio di influenza aviaria H5N1 è stato individuato in Toscana, nel comune di Subbiano (Arezzo). La positività alla malattia è stata accertata sui campioni di un allevamento familiare grazie agli esami del Centro di Referenza Nazionale per l’Influenza Aviaria dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.
A seguito della conferma, il Dipartimento della Prevenzione della Asl Toscana Sud Est ha attivato immediatamente le procedure previste dalle normative nazionali ed europee. I volatili presenti nell’allevamento sono stati abbattuti in sicurezza, mentre sono state istituite una zona di protezione di 3 km e una zona di sorveglianza di 10 km attorno al focolaio, con divieto temporaneo di movimentazione di animali, uova e materiali a rischio. È in corso un’indagine epidemiologica per individuare l’origine del contagio e possibili collegamenti con altri allevamenti. I precedenti di Campi Bisenzio e San Giuliano Terme testimoniano la necessità di monitorare attentamente la diffusione del virus.
Sempre in Toscana, un caso di influenza aviaria è stato registrato mercoledì scorso a Campi Bisenzio in un allevamento di volatili destinati sia alla macellazione sia al ripopolamento per scopi venatori. Gli animali, circa un migliaio, sono stati abbattuti entro 12 ore dalla notifica dell’Asl Toscana Centro, che ha coordinato le operazioni con le autorità veterinarie. Anche qui sono state istituite una zona di protezione di 3 km e una zona di sorveglianza di 10 km, con misure restrittive sulla movimentazione di animali. Per precauzione, sono stati avviati controlli sanitari sui lavoratori dell’azienda, attualmente sottoposti a sorveglianza attiva.
In entrambi i casi, l’Asl sottolinea che il rischio di trasmissione all’uomo resta molto basso. Il contagio può avvenire solo in caso di contatti diretti e prolungati con animali infetti o ambienti contaminati. Non vi sono rischi per il consumo di carne avicola e uova, se manipolate secondo le norme igieniche e cotte a 70°C. I controlli sulle persone entrate in contatto con gli allevamenti non hanno evidenziato alcun caso positivo.
La nostra redazione segnalava lo scorso febbraio un focolaio in Provincia di Pisa:
Questi episodi confermano l’importanza delle misure di prevenzione, del monitoraggio costante e della tempestività degli interventi veterinari, fondamentali per contenere la diffusione del virus e garantire la sicurezza sanitaria.





