Un quadro complesso, quello che emerge, che intreccia sicurezza, gestione del patrimonio immobiliare, spesa pubblica e politiche sociali.
PONSACCO – Sono iniziate in questi giorni le opere di “puntellamento” del cosiddetto Palazzo Rosa, l’edificio di via Rospicciano al centro da anni di polemiche, degrado e contenziosi. A renderlo noto è il gruppo consiliare Insieme CambiAMO Ponsacco, che ha diffuso un comunicato stampa per informare la cittadinanza sugli sviluppi recenti e sui costi che ricadrebbero, almeno in parte, sulle casse comunali.
Palazzo Rosa, concluso lo sgombero definitivo
Secondo quanto spiegato dal gruppo, l’amministratore del condominio Bellavista ha sottoposto all’assemblea condominiale l’approvazione delle spese di cantieramento necessarie per avviare le opere di messa in sicurezza. Spese che sarebbero state approvate all’unanimità, compreso il voto favorevole del Comune di Ponsacco, che risulta condomino in quanto proprietario di un fondo acquistato durante una precedente amministrazione e rimasto da allora inutilizzato.
«Di fatto – sottolinea Insieme CambiAMO Ponsacco – tutti i cittadini hanno iniziato a pagare le spese di puntellamento del Palazzo Rosa». Ma, secondo il gruppo, non si tratterebbe che dell’inizio. Nelle stesse ore, infatti, sarebbe stata pubblicata una determina comunale con la quale l’ente stanzia un’ulteriore quota di spesa per coprire la parte che spetterebbe a due soggetti falliti, privi di fondi. Quota che, non potendo essere sostenuta dai fallimenti, verrebbe ripartita tra gli altri condomini, incluso il Comune.
Una situazione che viene giudicata dal gruppo particolarmente critica alla luce del fatto che l’amministrazione comunale vanta, nei confronti dei soggetti falliti, crediti per centinaia di migliaia di euro relativi a imposte e tributi mai versati. «Siamo ancora alle sole spese di cantiere – afferma il gruppo – ma in seguito arriveranno quelle ben più consistenti per la messa in sicurezza e il ripristino di questo mastodontico e riprovevole mostro immobiliare».
Sul tema è intervenuto anche l’ex assessore al sociale Samuele Ferretti, con un post pubblicato sui social. Ferretti richiama quanto affermato in Consiglio comunale a fine novembre 2025, quando esponenti della maggioranza avevano dichiarato che, una volta concluso il soggiorno in albergo per le famiglie rom provenienti dal Palazzo Rosa, queste avrebbero dovuto “camminare con le proprie gambe”.
L’ex assessore segnala invece la pubblicazione, nel 2026, di determine comunali che prevedrebbero nuovi stanziamenti di fondi pubblici per l’alloggio delle stesse famiglie in strutture situate a Cascina e Fucecchio. «Qualcosa non torna – scrive Ferretti – dopo cosa accadrà? Chiediamo trasparenza».
Un quadro complesso, quello che emerge, che intreccia sicurezza, gestione del patrimonio immobiliare, spesa pubblica e politiche sociali. Da più parti arriva ora la richiesta che i cittadini vengano pienamente informati su decisioni, costi e prospettive future legate al Palazzo Rosa e alle scelte dell’amministrazione comunale.





