Tentata evasione dal carcere di Sollicciano: Vasile Frumuzache, reo confesso di due omicidi, fermato durante l’ora d’aria.
FIRENZE — Ha tentato la fuga dal carcere di Sollicciano, ma il piano è fallito. Vasile Frumuzache, reo confesso degli omicidi di Maria Denisa Adas e Ana Maria Andrei, è stato catturato mentre cercava di evadere durante l’ora d’aria.
A sventare il tentativo è stato l’unico agente di pattuglia in servizio in quel momento, impegnato in auto nel controllo del perimetro esterno dell’istituto penitenziario.
Secondo quanto riferito all’Ansa dal sindacato di polizia penitenziaria Osapp e riportato da Chi l’ha visto?, l’episodio è avvenuto intorno alle 10 del mattino. Frumuzache sarebbe riuscito a scavalcare prima il muro dell’area passeggi e poi quello di cinta, utilizzando una corda rudimentale ricavata, pare, da lenzuola annodate. La fuga, tuttavia, è durata poco: l’agente ha notato movimenti sospetti e ha dato l’allarme, consentendo l’immediato intervento e il blocco del detenuto.
Sull’accaduto indaga la Procura di Prato, che contesta a Frumuzache i reati di omicidio aggravato e di distruzione e soppressione di cadavere. Gli inquirenti ipotizzano che l’uomo “abbia agito con premeditazione” e non escludono il concorso di altri soggetti, al momento non identificati, che potrebbero aver fornito supporto logistico o informazioni utili alla pianificazione della fuga.
Il tentativo di evasione riaccende l’attenzione sul caso e apre nuovi interrogativi investigativi. Gli investigatori stanno verificando se Frumuzache possa essere coinvolto in ulteriori episodi criminali e se vi siano collegamenti con altre sparizioni di donne. Le autorità invitano chiunque abbia ricordi, segnalazioni o informazioni utili a farsi avanti per contribuire alle indagini.
Si riporta integralmente il comunicato del SAPPE
Tentativo di evasione sventato questa mattina nel carcere di Sollicciano, a Firenze. Intorno alle 10 il personale della Polizia Penitenziaria ha bloccato un detenuto che aveva tentato di fuggire dal Reparto degenza dell’istituto. A darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE).
Il detenuto, V.F., cittadino rumeno ed ex guardia giurata, era ristretto a Sollicciano dal 2025 per motivi di sicurezza, dopo essere stato aggredito nel carcere di Prato da un altro detenuto, parente di una delle vittime dei due omicidi da lui confessati. Durante l’ora d’aria individuale nel cortile passeggi del Reparto degenza, l’uomo ha scavalcato il perimetro interno tentando di raggiungere la recinzione esterna.
L’azione è stata immediatamente notata dagli agenti in servizio, che hanno allertato la pattuglia esterna. Il detenuto è stato bloccato pochi istanti dopo, senza conseguenze per la sicurezza dell’istituto o per l’incolumità delle persone presenti.
Il segretario nazionale del SAPPE per la Toscana, Francesco Oliviero, ha espresso “apprezzamento e gratitudine” al personale di Polizia Penitenziaria per la professionalità e la prontezza dimostrate, sottolineando però le “gravi carenze strutturali” del carcere di Sollicciano e la cronica carenza di personale.
Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, che ha elogiato l’operato degli agenti: “È solo grazie alla loro professionalità se è stato possibile sventare una fuga che avrebbe potuto avere conseguenze gravissime per la sicurezza di poliziotti, detenuti e cittadini”. Capece ha infine ribadito la necessità di investimenti strutturali, assunzioni e risorse adeguate per garantire la sicurezza negli istituti penitenziari.





