Rissa mortale legata a un debito di droga: un 33enne di Pisa ucciso durante uno scontro violento. Indagini in corso per chiarire la dinamica dei fatti.
Una rissa nata per il mancato pagamento di un debito di droga di circa duemila euro è costata la vita a Gabriele Citrano, 33 anni, morto a Firenze dopo essere stato raggiunto da sette coltellate al torace durante uno scontro violento esploso nella notte tra il 26 e il 27 febbraio.
Secondo la ricostruzione delle indagini, la vicenda è iniziata quando Citrano, residente a Pisa, si è spostato a Firenze insieme al compagno Giacomo Mancini e ad altri due conoscenti per incontrare Antonio Corvino, destinatario della richiesta di pagamento del debito.
L’incontro sarebbe stato organizzato tramite un intermediario ancora sconosciuto, che avrebbe attirato Corvino alla stazione di Rifredi con la promessa di droga e forse di un rapporto sessuale, salvo poi non presentarsi. Al suo posto, però, avrebbe trovato i suoi creditori, pronti ad affrontarlo.
La situazione è rapidamente degenerata in uno scontro, prima all’esterno e poi all’interno di un appartamento di via Reginaldo Giuliani, dove era in corso un festino a base di sostanze sintetiche e sesso tra più persone, spesso indicato dagli investigatori come contesto di chemsex.
Durante la colluttazione sono comparsi dei coltelli da cucina e i colpi sono stati sferrati mentre i presenti si fronteggiavano all’interno dell’abitazione. Sono rimasti feriti anche Corvino, Mancini e Daniele Atzeni, tutti trasportati all’ospedale di Careggi con prognosi di diverse settimane. Al termine delle cure, sono scattati gli arresti: i tre sono accusati, a vario titolo, di rissa aggravata, lesioni aggravate e omicidio.
Le forze dell’ordine sono intervenute quando la rissa era ancora in corso e hanno intimato ai presenti di fermarsi dopo aver estratto le armi a scopo deterrente. Nonostante gli ordini ripetuti, lo scontro si è concluso solo quando Citrano è rimasto a terra senza vita.
Le indagini proseguono per chiarire chi abbia materialmente inferto le coltellate mortali e per identificare il ruolo dell’intermediario che avrebbe organizzato l’appuntamento. Gli inquirenti stanno inoltre analizzando il contesto legato allo spaccio di sostanze sintetiche, dopo il sequestro di diverse quantità di droga sia nell’abitazione di Pisa dove vivevano Citrano e Mancini sia nell’appartamento di via Reginaldo Giuliani.
Martedì è attesa l’autopsia, che servirà a ricostruire con precisione la dinamica dei colpi e a stabilire l’eventuale presenza di sostanze stupefacenti. Intanto resta un elemento ancora oscuro: il nome dell’intermediario che avrebbe attirato Corvino nella trappola, un dettaglio che potrebbe risultare decisivo per ricostruire l’intera vicenda.




