Il definanziamento del progetto nell’ambito del PNRR riaccende il dibattito sulla connettività. L’opposizione punta il dito contro la gestione locale e il ruolo della Regione.
Volterra torna al centro della discussione sulla banda ultra-larga dopo l’annuncio del sindaco Santi di aver scritto al Governo per chiedere chiarimenti sul definanziamento del progetto di fibra ottica previsto nel Piano Italia 1 Giga. Una mossa che però non convince la Coalizione Volterra Civica, che in un comunicato stampa contesta apertamente l’impostazione dell’iniziativa e invita a guardare più a fondo alle reali dinamiche decisionali.
Secondo la Coalizione, il rischio è quello di scivolare ancora una volta nella propaganda: «Il problema non è tanto a chi scrivere – si legge nella nota – quanto capire dove si decidono davvero le sorti dei singoli territori». La banda ultra-larga, spiegano, non segue un rapporto diretto tra Comune e Governo, ma un percorso tecnico complesso che coinvolge Infratel, gli operatori e soprattutto la Regione, cui spetta un ruolo chiave nella gestione territoriale, nella rimodulazione delle priorità e nell’accesso a eventuali fondi alternativi al PNRR.
Nel Piano Italia 1 Giga, sottolinea ancora la Coalizione, non vengono premiati i territori con maggiore bisogno, ma quelli in grado di garantire tempi certi di realizzazione. Una logica che penalizza i contesti più complessi, come Volterra, se non adeguatamente difesi a livello regionale. «È questa la dinamica reale che dovrebbe guidare le scelte politiche – affermano – non la ricerca di un interlocutore simbolico a cui indirizzare una lettera».
Ma la critica più severa riguarda la gestione locale degli ultimi anni. Prima di attribuire responsabilità all’esterno, la Coalizione invita a un’analisi onesta della situazione volterrana: «un territorio fortemente vincolato dalla Soprintendenza, caratterizzato da scavi complessi e procedure autorizzative articolate, che avrebbe richiesto una collaborazione più efficace tra Comune, enti preposti e operatori. Invece, secondo il comunicato, si sarebbero accumulati ritardi e mancanza di coordinamento».
Viene citato come caso emblematico quello della zona di Porta a Selci, dove sarebbero stati necessari cinque anni per predisporre la fibra misto rame e dove, a distanza di sette anni, il servizio risulterebbe ancora non pienamente attivo. «Un fatto emblematico – scrive la Coalizione – di come ritardi, mancanza di pressione e assenza di una regia forte abbiano prodotto risultati incompleti».
Il confronto con il resto della Valdicecina è impietoso: oggi, sempre secondo l’opposizione, tutti gli altri Comuni risultano più avanti di Volterra, nonostante in passato fosse proprio Volterra a svolgere il ruolo di Comune capofila. Una perdita di slancio che avrebbe inciso anche sulla credibilità del territorio agli occhi degli operatori, i quali tendono a investire dove trovano interlocutori solidi, continuità amministrativa e capacità di accompagnare i progetti.
Nel comunicato non manca un affondo politico diretto contro l’attuale giunta, accusata di non aver avuto «carattere» e di essersi limitata a un gesto tardivo come la lettera al Governo, definita con amara ironia «la letterina dell’ultimo giorno firmata con lacrime di tristezza».
La Coalizione ribadisce però che la connettività è ormai un diritto fondamentale e che nel 2026 non può essere messa in discussione. Tuttavia, avverte, i diritti si difendono con atti concreti, strategia e presidio dei livelli decisionali corretti, non con iniziative estemporanee. Anche perché, ricordano, i ritardi del Piano Italia 1 Giga e i rischi legati alle scadenze del PNRR erano noti da anni.
Uno spiraglio di speranza resta nel Piano Nazionale della Connettività, pensato per recuperare i territori esclusi o penalizzati. Ma anche in questo caso, conclude la Coalizione Volterra Civica, sarà decisiva la presenza di un’amministrazione capace di esercitare un ruolo più deciso, autorevole e strategico. Fonte: Comunicato stampa Coalizione Volterra Civica





