Il sindaco Matteo Franconi annuncia il rilancio del quartiere stazione con il recupero dell’ex Crastan e nuove infrastrutture.
PONTEDERA — Parte da un luogo simbolico della città il percorso di trasformazione urbana immaginato dall’amministrazione comunale. Con l’avvio dei lavori sull’ex edificio Crastan, prende forma il primo intervento concreto di un più ampio progetto di riqualificazione che punta a restituire nuova vita al quartiere della stazione. Clicca qui per vedere il video
Il sindaco Matteo Franconi ha sottolineato come la rigenerazione urbana rappresenti «uno strumento urbanistico messo a disposizione delle proprietà private di compendi immobiliari dismessi» con l’obiettivo di recuperare porzioni di città e restituirle alla collettività con funzioni rinnovate e spazi pubblici riqualificati.
In questo contesto si inserisce l’intervento sullo storico edificio Crastan, la cui proprietà — ringraziata pubblicamente dal primo cittadino — ha deciso di raccogliere la sfida avviando un importante processo di demolizione e ristrutturazione dei volumi esistenti. Si tratta, ha evidenziato Franconi, del «primo, decisivo intervento» per innescare il cambiamento nell’area della stazione, da tempo al centro di riflessioni sul suo rilancio.
Il progetto non si limita però al recupero edilizio. Tra le opere previste figurano la realizzazione di una nuova rotatoria, nuovi parcheggi e un collegamento più efficiente con la Tosco Romagnola, infrastrutture considerate fondamentali per migliorare la viabilità e l’accessibilità dell’intero comparto urbano.
Un percorso che guarda al futuro, articolato su più orizzonti temporali — breve, medio e lungo termine — e che vede il coinvolgimento anche di professionisti del settore, come lo studio And Architettura, impegnato nello sviluppo progettuale e nella realizzazione di materiali illustrativi.
«Serve tempo, determinazione e coraggio ostinato per mantenere la rotta e navigare in mare aperto», ha dichiarato il sindaco, ricorrendo a una metafora marinaresca per descrivere la complessità del percorso intrapreso. «Ma l’unica certezza — ha concluso — è che non esiste vento favorevole per il marinaio che non sappia dove andare».
Un messaggio che suona come una dichiarazione d’intenti: la direzione è tracciata, ora si tratta di proseguire con costanza lungo la rotta della trasformazione urbana.





