Il biologo italiano era scomparso il 5 aprile mentre si trovava in vacanza in Colombia. Il suo corpo è stato ritrovato fatto a pezzi. Fondamentale la cooperazione tra le autorità italiane e colombiane.
Svolta nelle indagini sull’omicidio di Alessandro Coatti, il biologo italiano di 38 anni della Royal Society of Biology di Londra, ucciso brutalmente in Colombia lo scorso aprile. Le autorità del Dipartimento di Magdalena hanno eseguito provvedimenti restrittivi nei confronti di quattro cittadini colombiani, presunti responsabili del delitto in concorso. Lo riporta la stampa locale.
Coatti, originario di Portomaggiore, in provincia di Ferrara, era arrivato nella città colombiana di Santa Marta il 3 aprile per una vacanza. La sua scomparsa è stata segnalata il 5 aprile e, poco dopo, il suo corpo è stato ritrovato smembrato. Una morte brutale che ha scosso l’opinione pubblica italiana e internazionale.
Formatosi all’Università di Pisa, era entrato alla Scuola Normale nel 2005, distinguendosi per il suo brillante percorso accademico e professionale.
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Le indagini, coordinate dalla Procura di Roma con il supporto dei Carabinieri del Ros, si sono svolte in stretta sinergia con le autorità colombiane, il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia e l’Ambasciata d’Italia a Bogotá. Fondamentali sono stati l’ascolto di testimoni e gli accertamenti tecnici su oggetti e dispositivi elettronici appartenuti alla vittima. Proprio grazie all’analisi dei suoi apparati informatici è stato possibile ricostruire gli ultimi movimenti di Coatti nella città di Santa Marta, determinando le fasi del delitto e contribuendo all’identificazione dei presunti responsabili.





