Quindici pisani bloccati a Malé dopo la chiusura dello spazio aereo. Il consigliere regionale Trapani chiede un intervento urgente.
PISA – Quindici cittadini pisani, tra cui cinque bambini, sono bloccati a Malé, capitale delle Maldive, a causa della chiusura dello spazio aereo seguita all’attacco in Iran e al conseguente aggravarsi della crisi internazionale.
A denunciare la situazione è il consigliere regionale del Partito Democratico della Toscana, Matteo Trapani, che chiede un intervento urgente e coordinato delle istituzioni per garantire il rientro a condizioni sostenibili.
Il gruppo – composto da dieci adulti e cinque minori – avrebbe dovuto fare ritorno in Italia il 3 marzo. Tuttavia, il 2 marzo è arrivata la comunicazione della cancellazione del volo, lasciando i passeggeri in attesa di indicazioni chiare in un contesto internazionale già fortemente instabile. Da allora, spiegano i familiari, le informazioni fornite dalla compagnia aerea sono frammentarie e l’assistenza si è limitata alla distribuzione di pasti nell’area lounge dell’aeroporto.
La situazione a Malé è complessa: migliaia di turisti sono rimasti bloccati e le poche camere disponibili negli hotel hanno costi elevatissimi. In questo scenario di incertezza, l’unica soluzione concreta prospettata finora è un volo charter previsto per il 6 marzo, con scalo a Riyad, organizzato tramite una compagnia privata su proposta del console onorario italiano alle Maldive. Il prezzo, però, è di 2.000 euro a persona, bambini compresi, a condizione di rientrare nel numero limitato di posti disponibili.
Un costo che, per una famiglia di quattro persone, arriverebbe a 8.000 euro. “Non tutti possono sostenere una spesa simile – sottolinea Trapani – soprattutto in una situazione di emergenza, con persone in ansia e bambini al seguito. Non è realistico pensare che ciascuno si organizzi da solo affrontando ulteriori rischi e costi”.
Le alternative, al momento, non offrono maggiori certezze: attendere la ripresa dei voli di linea senza sapere quando ciò avverrà, oppure tentare un rientro autonomo con scali e coincidenze in diversi Paesi, in un quadro internazionale ancora instabile.
Per il consigliere regionale è necessaria “una regia istituzionale più forte”, con un coordinamento tra Farnesina, autorità consolari e compagnie aeree per assicurare il rientro dei connazionali a condizioni eque. “Non è accettabile che un peso economico così rilevante ricada su chi è già in difficoltà”, afferma.
Trapani chiede inoltre che il sindaco, la prefettura e i parlamentari si attivino immediatamente per un intervento deciso e per verificare se vi siano altri pisani nella stessa condizione. “Da parte mia – conclude – mi metto a disposizione per ogni iniziativa utile, dal dare visibilità alla vicenda al sollecitare le istituzioni competenti. In momenti come questi la differenza la fa la capacità delle istituzioni di non lasciare soli i propri cittadini. Quindici pisani, tra cui cinque bambini, aspettano di rientrare a casa: è nostro dovere fare tutto il possibile perché ciò avvenga in tempi rapidi e a condizioni sostenibili”.





