Nel discorso di fine anno, il Presidente Sergio Mattarella ha ricordato il tragico eccidio di Kindu, dove nel 1961 persero la vita tredici aviatori della 46ª Aerobrigata di Pisa in missione umanitaria in Congo. Il Presidente ha sottolineato il valore del loro sacrificio per la pace e la sicurezza internazionale.
PISA – Nel suo discorso di fine anno 2025, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rivolto l’attenzione anche al contributo dei militari italiani alla costruzione della pace internazionale, ricordando in particolare l’episodio tragico di Kindu, in Congo, nel 1961.
«L’Italia è un attore di grande rilievo sulla scena internazionale, anche grazie al contributo che i nostri militari hanno dato e danno alla costruzione della sicurezza e della pace. Anche qui un cammino con alti prezzi, a partire dal sacrificio dei nostri aviatori in missione umanitaria a Kindu, in Congo, nel 1961», ha detto Mattarella, sottolineando il valore del coraggio e della dedizione dei caduti.
L’eccidio di Kindu rappresenta una delle pagine più drammatiche della partecipazione italiana alle missioni ONU: tra l’11 e il 12 novembre 1961, tredici aviatori italiani della 46ª Aerobrigata di Pisa, impegnati in una missione umanitaria per rifornire le forze ONU nel Congo, furono catturati e uccisi dai miliziani locali. Le due aerocisterne C‑119 coinvolte trasportavano viveri e materiali di supporto ai caschi blu della Guarnigione ONU, ma furono intercettate e gli equipaggi sterminati. Le salme furono recuperate mesi dopo e riportate in Italia, oggi custodite nel Sacrario dei Caduti di Kindu, presso l’aeroporto militare di Pisa.
Con il richiamo a Kindu, Mattarella ha voluto sottolineare come la Repubblica e le sue istituzioni riconoscano il sacrificio di chi ha operato anche in contesti di rischio estremo per promuovere la pace e la sicurezza internazionale. «Possiamo e dobbiamo esserne orgogliosi», ha detto il Presidente, invitando soprattutto le nuove generazioni a farsi carico dei valori della coesione, della libertà e della responsabilità civile.
Il discorso di fine anno ha così unito il ricordo storico a una riflessione sui valori fondativi della Repubblica italiana, celebrando il contributo di cittadini e militari italiani nella costruzione di una società pacifica e democratica, e ricordando come anche atti di coraggio individuale possano diventare esempio per l’intera comunità nazionale.





