L’analisi approfondita del 5-0 fra Como e Pisa: un dato in particolare fa riflettere se letto come uno spunto su cui ripartire nella sosta.
La pesante sconfitta per 5-0 subita dal Pisa contro il Como ha inevitabilmente acceso ancora una volta critiche e preoccupazioni, ma un’analisi più approfondita racconta una realtà meno superficiale rispetto al risultato finale (leggi qui) arrivato domenica scorsa all’ora di pranzo.
Il punteggio, severo e inequivocabile, rappresenta “solo” la fotografia conclusiva della gara, senza restituire appieno l’andamento complessivo del match. Un dato su tutti aiuta a comprendere meglio: l’Expected Goals (xG) del Como si è fermato a 1.40, un valore contenuto se confrontato con le 5 reti effettivamente realizzate dai lariani.
Questo scarto evidenzia come la differenza non sia stata determinata da una produzione offensiva travolgente degli uomini di Fabregas, bensì da episodi specifici. Gli errori individuali dei giocatori nerazzurri hanno inciso in maniera decisiva e netta, indirizzando la partita in modo irreversibile.
Emblematico, in tal senso, l’episodio del primo gol, nato da una disattenzione banale di Moreo che ha favorito l’azione finalizzata poi da Diao. Situazioni simili si sono ripetute nel corso dell’incontro sia nel primo che nel secondo tempo, contribuendo ad amplificare il divario nel punteggio finale.
Dal punto di vista collettivo, però, la struttura difensiva della squadra guidata da Oscar Hiljemark non ha mostrato un crollo totale come sembra. Pur affrontando un avversario dotato di grandissima qualità offensiva, il Pisa è riuscito a limitare la creazione di occasioni nitide.
Il confronto con i numeri stagionali del Como rafforza questa lettura. La formazione allenata da Cesc Fabregas registra una media casalinga di 1.91 xG, che sale addirittura a 2.78 nelle ultime cinque partite interne. Rispetto a questi parametri, la prestazione difensiva del Pisa appare quindi meno negativa di quanto il risultato suggerisca. La squadra ha concesso meno del solito a un attacco particolarmente produttivo.
Ciò, chiaramente, non assolve i toscani da responsabilità, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei singoli episodi. A questi livelli, le imprecisioni sono punite con estrema precisione. Lo stesso Hiljemark, nel post gara, ha sottolineato la necessità di eliminare queste sbavature per evitare che prestazioni complessivamente “accettabili” siano compromesse.
Il 5-0 resta un dato pesante, ma non racconta tutta la partita. Dietro il risultato si nasconde una gara in cui gli equilibri sono stati spezzati più dagli errori che da una reale superiorità strutturale dell’avversario.
A cura di Matteo Casini





