Si è svolta martedì la conferenza stampa di presentazione della “Deputazione dello Sposalizio del Mare”.
Si è svolta martedì 10 marzo 2026 presso il Caffè dell’Ussero la conferenza stampa di presentazione della “Deputazione dello Sposalizio del Mare”, alla presenza del dott. Filippo Bedini, vicesindaco e assessore alla Cultura e alle Tradizioni Storiche del Comune di Pisa.
Lo Sposalizio del Mare era una cerimonia a Pisa nel Medioevo per esaltare la grandezza della Gloriosa Repubblica Marinara e sancire simbolicamente il legame della città con il mare, fonte di vita, ricchezza e prosperità. Il rito, probabilmente di origine pagana e con funzione propiziatoria, era diffuso anche in altre città marittime, ma a Pisa assunse caratteristiche peculiari.
Le testimonianze storiche su questa celebrazione sono piuttosto scarse. La principale fonte che ne attesta l’esistenza è il libro Viaggio in Italia di Michel de Montaigne (1581), le cui notizie sono state raccolte e approfondite dallo storico pisano Emilio Tolaini nel volume Lo Sposalizio del Mare (2004).
Secondo Montaigne, ogni 6 luglio la città si recava in festa a San Piero a Grado per celebrare il rito, che si svolgeva in due momenti: dapprima una solenne processione recava dalla Cattedrale alla Basilica la reliquia del sangue di San Clemente; quindi il corteo proseguiva fino al mare, all’epoca molto più vicino, dove l’arcivescovo concludeva la cerimonia gettando tra le onde un anello consacrato, simbolo dell’unione indissolubile tra Pisa e il suo elemento naturale.
Il popolo partecipava numeroso alla festa, accompagnando la processione anche via fiume. L’Arno veniva solcato da numerose imbarcazioni e una grande barca “tutta ornata d’oro” ospitava Madonna Pisa, una giovane che impersonava simbolicamente la città.
Al tempo di Montaigne la tradizione era ormai quasi scomparsa: dopo l’occupazione fiorentina del 1406, resa definitiva nel 1509, Pisa aveva infatti perduto la propria indipendenza e molte consuetudini legate al glorioso passato repubblicano erano state cancellate dagli invasori.
Dopo secoli di oblio, lo Sposalizio del Mare è stato recuperato in forma simbolica nel 2008 grazie all’iniziativa di tre associazioni cittadine — Compagnia dello StilePisano, Compagnia di Calci e Associazione degli Amici di Pisa — che da allora ogni anno organizzano una navigazione sull’Arno fino alla foce. Qui una fanciulla, rappresentante la città, lancia un anello nelle acque del mare, rinnovando il gesto che un tempo suggellava il legame tra Pisa e il regno di Nettuno.
Negli anni la partecipazione è cresciuta e nuove associazioni si sono unite all’iniziativa: alle tre pioniere si sono aggiunte Calamo, i Balestrieri di Porta San Marco, Alma Pisarum e la Società Operaia di Cascina.
Nel gennaio 2026 una delegazione dei sodalizi promotori è stata ricevuta dall’arcivescovo di Pisa per presentare un progetto di arricchimento della festa con il recupero dell’antico aspetto devozionale. Sono stati inoltre avviati contatti con le realtà di San Piero a Grado per coinvolgere la comunità locale nella celebrazione del prossimo 6 luglio, con l’adesione immediata del Comitato per la Valorizzazione della Basilica di San Piero a Grado e dell’Associazione Il Dragone, relativa alla Magistratura dei Dragoni.
Per coordinare queste energie è stata costituita una Deputazione aperta alle associazioni del territorio, con l’obiettivo di lavorare insieme alla ricostruzione e alla valorizzazione delle tradizioni storiche pisane, a partire proprio dallo Sposalizio del Mare. Il tutto in coprogettazione e in stretta collaborazione con il Comune di Pisa, il cui vicesindaco Bedini si è detto entusiasta dell’iniziativa, fornendo tutto l’appoggio necessario.
Per maggiori informazioni:
Associazione Amici di Pisa
Compagnia dello StilePisano





