PONTEDERA. Questa mattina alcuni delegati Arci si sono presentati al Comune di Pontedera.
In un post su Facebook il Sindaco di Pontedera ha annunciato che l’amministrazione è pronta a sostenere la richiesta fatta dai circoli Arci della Valdera.
Di seguito le parole del Sindaco: “Questa mattina Alessandro Puccinelli Vicesindaco e l’assessora Carla Cocilova hanno ricevuto una delegazione dei Presidenti dei tanti circoli Arci Valdera del nostro territorio: ci hanno consegnato un appello che abbiamo sottoscritto e voluto fare nostro.
A seguito di una circolare interpretativa dell’ultimo DPCM, i circoli ricreativi, i centri culturali e sociali, oltre alla cessazione delle attività hanno dovuto interrompere anche la somministrazione verso i loro soci consentita invece fino alle 18:00 per bar e ristoranti.
In altre parole restano totalmente chiusi fino al 24 novembre senza poter contare nemmeno sui ristori economici annunciati dal Governo (previsti per i soli operatori con Partita Iva).
Si tratta di una mobilitazione che non può non esser condivisa perché i nostri circoli sono infrastrutture della socialità, luoghi di incontro in cui le persone trovano occasioni e strumenti per sentirsi parte di una comunità, sono l’antidoto per superare le fragilità che si portano dietro l’individualismo e la solitudine.
I nostri circoli – spiega Franconi – costituiscono un presidio, spesso l’unico, dove chiedere e trovare un conforto, dove c’è sempre una mano tesa all’aiuto ed orecchie disposte ad ascoltare.
L’emergenza sanitaria in corso, indubbiamente complessa e senza precedenti nel nostro Paese, ha imposto molte e pesanti limitazioni che devono esser accolte ed accettate come necessarie ed urgenti per tutelare il bene più grande abbiamo: la salute individuale e collettiva.
Quando il governo ha deciso di chiudere alle 18:00 le attività di somministrazione di alimenti e bevande ha compiuto una scelta sofferta e difficile da accettare ma che si inquadra dentro un complesso di misure ed azioni finalizzate ad un obiettivo che tutti dobbiamo sostenere: sconfiggere il contagio del virus.
Non riteniamo però che sia né razionale né accettabile una interpretazione ministeriale che ritiene vietato e più pericoloso un caffè preso ad un circolo ricreativo alle 14:00 rispetto che ad un esercizio diverso; si tratta di una interpretazione non solo discriminatoria ma che racconta soprattutto la mancata percezione di realtà come quella toscana dove per molti centri e frazioni i circoli rappresentano invero l’unico luogo che offre servizi alla comunità.
Quel caffè vietato con un colpo di penna nei nostri circoli mortifica inoltre quello sforzo che essi hanno compiuto durante la fase emergenziale della primavera: un aiuto appassionato e generoso fornito alle famiglie ed alle istituzioni nella distribuzione delle mascherine, nella consegna e distribuzione dei pacchi alimentari, nell’esercizio di pratiche di solidarietà di base, mutualismo e reciprocità.
Ecco perché – conclude il Sindaco – chiediamo che il Governo e le autorità facciano chiarezza e tutto quanto possibile per tutelare la salute pubblica senza discriminare, con una semplice interpretazione irragionevole, il valore, il senso e l’importanza che i circoli rappresentano per il nostro modello di comunità.”
