Intervista esclusiva a Pierpaolo Guerrini: dalle origini alla musica, lo studio a Santo Pietro, le collaborazioni con Bocelli.
VTrend ha incontrato in esclusiva Pierpaolo Guerrini, compositore, produttore e tastierista di grande esperienza dalla Valdera. In questa intervista, Guerrini ci apre le porte della sua vita, del suo lavoro e della sua visione musicale, tra ricordi d’infanzia, passioni artistiche e collaborazioni prestigiose.
Pierpaolo, raccontaci qualcosa delle tue origini.
“La storia della mia famiglia è un po’ particolare. Mia madre è salentina e mio padre pontederese. Si sono incontrati sotto la Torre di Pisa: mia madre era lì probabilmente con una scuola, e lì nacque il loro amore. Alla fine mia madre decise di trasferirsi in Toscana. Io sono nato poco dopo e sono cresciuto a Santo Pietro.“
E Santo Pietro è diventato il tuo luogo di riferimento?
“Sì, soprattutto per motivi legati alla musica. Quando ho iniziato, avevo bisogno di costruire uno studio di registrazione. Le zone tranquille e la natura circostante erano perfette per lavorare con audio importanti, senza problemi di volume. Inoltre, alcuni ambienti erano legati all’attività di mio padre, quindi Santo Pietro era un habitat ideale.“
Come definiresti il tuo rapporto con il paese?
“Intenso, ma pratico. Vivo e lavoro qui, ma spesso mi sposto per registrazioni e trasmissioni televisive. Conosco tutti e partecipo alla vita locale, ma gran parte della mia attività artistica mi porta lontano, trasformando il paese in una sorta di ‘dormitorio’ quando non sono presente. E sì, confermo: il mio accento è toscano, non quello locale.“

La musica sembra essere una passione di famiglia.
“Sì, anche se i miei genitori non erano professionisti. Mia madre cantava a livello amatoriale, mio padre gestiva un emporio. Io da piccolo ero attratto dai suoni e inventavo strumenti, come una chitarra fatta con fili di nylon. Poi, a Natale, ricevetti una tastiera e fu l’inizio del mio amore per la musica.“
Come hai iniziato a studiarla seriamente?
“Ho iniziato con Don Gino Reni Proposto nella chiesa di Santo Pietro, imparando a suonare il vecchio armonium. Poi ho approfondito da autodidatta, studiando solfeggio e suonando nella banda locale, fino a prendere lezioni più avanzate con vari maestri. Ho conseguito la licenza di teoria e solfeggio presso l’Osservatorio di Siena al Rinaldo Franci e ho iniziato a fare musica professionalmente. Tra il 1987-88 e il 1995 sono stato tastierista degli Homo Sapiens.“
E la passione è rimasta intatta?
“Assolutamente sì. La creatività musicale per me è infinita. Combino suoni analogici e digitali, vecchie sonorità e nuove tecnologie, producendo combinazioni sonore sempre nuove. Composizione e produzione sono complementari e mi permettono di esprimermi pienamente.“

Cosa pensi dei giovani musicisti italiani di oggi?
“Ci sono tanti ragazzi che studiano sul serio e conoscono le dinamiche produttive, ma alcuni pensano di entrare subito nel mondo della musica solo grazie all’intelligenza artificiale. La vera soddisfazione nasce invece da studio, metodo, errori e costruzione graduale di piccole opere modellate dal cuore e dalla tecnica.“
Ci racconti un episodio curioso con Andrea Bocelli?
“Prima che venisse nel mio studio Andrea lo conoscevo già , avevamo piccole partecipazioni che condivise nel suo di studio alla Sterza di Lajatico dove viveva. Da lì nacque il rapporto che portò Bocelli a venire nel mio ambiente di lavoro, inizialmente per un piccolo arrangiamento e poi per collaborazioni più importanti.“
L’inno del Pisa nato a Santo Pietro Belvedere. L’omaggio di Pierpaolo Guerrini e Andrea Bocelli
Come descriveresti il vostro rapporto professionale?
“Sempre basato su empatia e professionalità . Bocelli è un perfezionista, e questo mi stimola a dare il massimo. Lavorare insieme significa curare ogni dettaglio per raggiungere il miglior risultato possibile, sempre con passione.“
Quali progetti ti hanno segnato di più?
“Tra i più significativi ricordo la produzione delbrano I Am Here insieme al produttore Bob Serling. Le collaborazioni spaziano dalla composizione alla produzione, e ogni progetto ha rappresentato un passo importante.“
E per il futuro?
“Sto progettando nuove realizzazioni, alcune ancora riservate, altre pronte per le prossime uscite. Il mio obiettivo è creare progetti innovativi che uniscano mondo analogico e digitale, valorizzando la magia dei vecchi sintetizzatori con le potenzialità moderne. L’analogico dà un’emozione in più e il crossover tra i due mondi offre possibilità infinite.“
Come ti definisci artisticamente?
“Mi considero un ‘ricercatore musicale’. Mantengo la freschezza della creatività giovanile pur con l’esperienza accumulata. Per me è fondamentale combinare analogico e digitale, come nel caso del vecchio registratore Nastro Studer 812, rimodernato per essere controllato da iPad e cellulare. Questo connubio tra strumenti storici e tecnologia moderna permette di unire precisione, velocità ed emozione, confermando la mia musica come ricerca costante e appassionata.“





