Otto giovani italiani in Brasile per vivere uno scambio culturale e di solidarietà con i bambini delle periferie. La sfida è trasformare un incontro in un legame destinato a crescere.
PISA. Otto zaini, otto biglietti aerei e altrettanti sorrisi tra le strade polverose delle favelas brasiliane. È iniziata così l’estate alternativa di un gruppo di giovani partiti principalmente da Pisa, ma anche da Siena e Torino: Tommaso Lovo (25 anni, Pisa), Matteo Allamandri (25, Pisa), Niccolò Amato (25, Pisa), Davide Bernardini (25, Pisa), Eleonora Trematore (21, Torino), Matteo De Martino (21, Siena), Sara Lugarini (21, Siena) e Benedetta De Martino (20, Siena).
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Da pochi giorni sono arrivati a Foz do Iguaçu, città al confine con Argentina e Paraguay, famosa per le sue spettacolari cascate ma segnata anche da forti disuguaglianze sociali. Qui i ragazzi stanno vivendo a stretto contatto con le famiglie delle favelas, condividendo momenti di gioco, attività educative e quotidianità con i bambini che crescono ai margini. «Il nostro obiettivo – raccontano a VTrend– è costruire un legame forte con il gruppo scout brasiliano e con la comunità locale. Tutto è nato grazie a Suor Filomena Rubano, che da anni lavora sul posto e ci ha fatto conoscere una realtà difficile, ma ricca di energia e speranza».

Il gruppo è ospitato presso il centro AFA (Associação Fraternidade Aliança), fondato da Don Arturo Paoli e impegnato da anni nelle periferie di Foz do Iguaçu per offrire istruzione, sostegno alle famiglie più vulnerabili e percorsi di inclusione. Un ruolo centrale è svolto anche dal gruppo scout brasiliano, che quotidianamente porta avanti attività educative nei quartieri più fragili. Il viaggio è stato possibile grazie a eventi di autofinanziamento e donazioni. Ma i ragazzi sottolineano che il progetto va ben oltre l’aiuto economico: «Il nostro sogno è creare un ponte tra due mondi, uno scambio culturale che arricchisca tutti».
L’iniziativa non si esaurirà con questa esperienza: è pensata come un percorso triennale. «Quest’estate – spiega Tommaso Lovo a VTrend – rappresenta solo il primo passo, utile a conoscere la realtà locale e costruire un rapporto di fiducia con la comunità. Nel 2026 vorremmo coinvolgere altri gruppi scout italiani e brasiliani e, infine, ospitare in Italia alcuni ragazzi delle favelas, per far vivere anche a loro un’esperienza culturale e scout nel nostro Paese».





