Pochi giri di parole intorno alla questione: il derby fra Fiorentina e Pisa sarà cruciale per il futuro in Serie A di entrambe le formazioni.
Il conto alla rovescia è ormai nel vivo. Lunedì alle 18:30 la Fiorentina e il Pisa si giocheranno una fetta pesantissima della stagione. Non sarà soltanto un derby toscano ad alta tensione (leggi qui), ma anche una sfida che può orientare chiaramente la corsa alla permanenza in Serie A.
A inizio campionato sembrava “solo” un confronto acceso per campanilismo e tradizione, oggi però ha il sapore anche di uno spareggio salvezza. La classifica parla chiarissimo, il margine d’errore è ridotto al minimo e ogni punto pesa come un macigno. Il Franchi si prepara a spingere, consapevole che questa gara può cambiare l’inerzia del finale di stagione.
Il segnale più evidente è arrivato dalla Conference League. Nella trasferta europea in Polonia l’allenatore viola ha tenuto a riposo gran parte dell’ossatura titolare. Rotazioni profonde, minutaggi precisi e gestione accurata delle energie. L’obiettivo era uno solo: presentarsi lunedì con i migliori uomini al massimo della condizione.
Tra i pali tornerà De Gea. La sua esperienza internazionale dovrà garantire stabilità a un reparto che nelle ultime settimane ha alternato solidità e qualche passaggio a vuoto. Sulla destra rientrerà Dodô, fondamentale per dare ampiezza e accelerazione.
In attacco Kean riprenderà il posto al centro del reparto e anche Solomon, non convocato in Conference League per un attacco influenzale, sarà regolarmente a disposizione per il derby. La sensazione è che la Fiorentina voglia alzare il ritmo sin dai primi minuti, evitando di lasciare campo alle ripartenze dei nerazzurri.
Anche il Pisa vive, più o meno, la solita situazione. La classifica tiene entrambe incollate alla zona rossa e lo scontro diretto indirizzerà seriamente gli ultimi mesi di campionato. L’atmosfera sarà incandescente. Restano circa 1500 biglietti prima del tutto esaurito e, nonostante l’orario e il giorno scelto per il match, il Franchi sarà gremito. Stavolta non è solo una questione d’orgoglio regionale. In palio c’è molto di più.
A cura di Matteo Casini





