Nuovo sversamento di solventi tossici nel laboratorio di anatomia patologica dell’ospedale di Cisanello a Pisa: una lavoratrice intossicata.
Tornano le criticità nel laboratorio di anatomia patologica dell’ospedale di Cisanello, a Pisa. Lunedì 16 febbraio si è verificata un’ulteriore fuoriuscita di solventi chimici all’interno dell’edificio 200: una lavoratrice, dopo aver inalato le esalazioni, si è sentita male ed è stata soccorsa dal personale sanitario.
Presenti anche Carabinieri e Vigili del Fuoco per gli accertamenti del caso. Il nuovo incidente riaccende i riflettori su una situazione già denunciata prima di Natale, quando i lavoratori avevano organizzato un presidio per segnalare i malfunzionamenti degli impianti di aerazione e smaltimento.
Nel frattempo, l’Unione Sindacale di Base di Pisa ha depositato un esposto in Procura chiedendo di verificare eventuali responsabilità nella tutela della salute dei dipendenti.
Attualmente il personale è obbligato a indossare maschere protettive contro i solventi, misura considerata però insufficiente a risolvere il problema alla radice. Tra le criticità segnalate anche la scarsa compartimentazione degli spazi, che favorirebbe la diffusione delle esalazioni in tutto l’edificio.
Si riporta integralmente il comunicato stampa dell’Unione Sindacale di Base – Federazione di Pisa:
“A oltre due mesi dalla conferenza stampa del 22 dicembre 2025, nulla è cambiato.
Le lavoratrici e i lavoratori dell’Edificio 200 del Nuovo Ospedale Santa Chiara continuano ad ammalarsi e a subire episodi ripetuti di intossicazione da inalazione di solventi, in un contesto lavorativo che resta insicuro, precario e pericoloso.
Infatti, lunedì 16 febbraio si è verificato l’ultimo episodio, dove nello specifico una lavoratrice è dovuta ricorrere alle cure del Pronto Soccorso a seguito di uno sversamento di alcune sostanze tossiche reflue in un locale del laboratorio di anatomia patologica. Evento che ha portato all’immediata cessazione di tutta l’attività diagnostica. Episodio questo che ha visto, per la prima volta, anche l’intervento di Carabinieri e Vigili del Fuoco che provvedevano immediatamente a mettere in sicurezza l’area interessata dallo sversamento, a procedere con le rilevazioni del caso e ad ascoltare il personale presente per raccogliere formale denuncia. Da quel momento e per l’intera giornata di lunedì i laboratori in questione sono rimasti chiusi, mentre nella giornata di martedì l’attività è ripresa ma con delle limitazioni, che hanno portato ripercussioni anche sulla erogabilità del servizio.
Pertanto, preso atto del fatto che la situazione all’edificio 200 rimane grave nonostante le varie segnalazioni, nella giornata di martedì 17 febbraio come USB abbiamo provveduto a presentare un esposto presso la Procura della Repubblica di Pisa, affinché venga aperta formalmente un’indagine col fine di valutare ed accertare le eventuali responsabilità dei soggetti tutti preposti alla salvaguardia della salute dei lavoratori e delle lavoratrici operanti nel container denominato Edificio 200.
Come USB continueremo senza esitazioni il nostro percorso di denuncia e mobilitazione, perché la sicurezza nei luoghi di lavoro non è negoziabile e perché la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori è condizione imprescindibile anche per garantire un servizio sanitario pubblico efficiente e di qualità alla cittadinanza di Pisa.“
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