Il laboratorio teatrale del Liceo Montale compie cinque anni: doppio spettacolo per celebrare un percorso di inclusione e crescita.
Il laboratorio teatrale del Liceo Montale di Pontedera, nato cinque anni fa sotto la guida della professoressa Luisa Filippi, ha festeggiato il suo primo importante traguardo con una doppia produzione teatrale, andata in scena in questi giorni con numerose repliche. Due gli spettacoli presentati: “Allontanarsi dal centro”, realizzato dagli studenti attualmente iscritti al laboratorio, e “Il ritratto”, portato in scena dagli ex studenti riuniti in una compagnia teatrale che mantiene vivo il legame con l’esperienza liceale.
Un doppio appuntamento che ha saputo testimoniare la continuità e la vitalità di un progetto ormai diventato parte integrante dell’identità del liceo, nonché punto di riferimento per la comunità scolastica. Il laboratorio si distingue per il suo approccio inclusivo e originale alla scrittura scenica, come sottolinea la prof.ssa Luisa Filippi, regista e drammaturga: «I testi vengono scritti su misura, cuciti addosso a ogni ragazzo, valorizzandone caratteristiche, sensibilità e attitudini».

Le tematiche affrontate negli spettacoli di quest’anno sono quanto mai attuali e delicate: rapporto con la tecnologia, bullismo, disturbi dell’alimentazione. A confermarne il valore educativo è anche la prof.ssa Simona Landini, tutor del laboratorio:
«Il teatro diventa così uno spazio sicuro in cui i ragazzi possono esprimersi, raccontarsi e riflettere insieme su ciò che vivono».
Alla serata conclusiva, tenutasi presso il Teatro dell’Oratorio San Luigi di Pontedera, era presente anche la Dirigente Scolastica Lucia Orsini, che ha espresso grande soddisfazione per il percorso intrapreso: «Cinque anni di laboratori e spettacoli rappresentano un segno di maturità per questa attività, che ha saputo radicarsi nel nostro Liceo e che contribuisce in modo significativo a costruire percorsi di accoglienza e inclusione».
Il laboratorio teatrale del Liceo Montale si conferma così non solo spazio artistico e creativo, ma anche luogo di crescita personale e collettiva, capace di dare voce alle emozioni, alle fragilità e alle domande più autentiche dell’adolescenza. Un esempio concreto di come la scuola possa essere anche luogo di incontro, confronto e trasformazione.






