CALCINAIA. Confcom Confcommercio: “Massima attenzione sul rispetto dei tempi e sui ristori per attività penalizzate”
Confcom Confcommercio Pisa esprime forte preoccupazione per la prolungata chiusura del Ponte di via Giovanni XXIII a Calcinaia che collega il paese con l’area di Oltrarno e Pontedera in considerazione dell’impatto sulle attività del territorio.
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“Come condiviso in sede di concertazione è confermata la chiusura totale dell’infrastruttura prevista per circa un anno a partire da gennaio 2027” afferma il coordinatore sindacale di ConfCom Confcommercio Pisa Luca Favilli. “A preoccuparci sono soprattutto i tempi, considerando che la chiusura fino all’inizio del 2028 avrà un fort impatto sulle attività di Calcinaia e in particolare nel centro storico di Calcinaia dell’area produttiva e commerciale di Oltrarno che rappresenta un fondamentale collegamento tra il centro di Calcinaia e Pontedera”
“Premettendo che parliamo di interventi necessari per garantire la sicurezza di un’infrastruttura densamente trafficata, apprezziamo la disponibilità e lo spirito di collaborazione dimostrati dal Comune di Calcinaia, innanzitutto nell’impegno assunto per il rispetto del cronoprogramma e per lo stanziamento degli opportuni ristori.
Sarà fondamentale porre la massima attenzione sul rispetto dei tempi e a valutare ogni soluzione tecnica e organizzativa utile ad accelerare i lavori che impatteranno sicuramente anche sulla viabilità alternativa di Pontedera e Fornacette”.
“A fronte di una chiusura così prolungata” – prosegue Favilli – “sarà importante stanziare sin da ora adeguati ristori e misure di sostegno economico per le imprese e le attività che subiranno le conseguenze, oltre a sgravi su imposte come Tari, Suolo pubblico e Imposta sulla pubblicità.
In previsione di eventuali ritardi rispetto ai tempi contrattualmente previsti sarà inoltre indispensabile conoscere fin da subito le eventuali penali applicate all’impresa esecutrice.
Le esperienze del passato, impongono infatti la massima attenzione affinché non si verifichino ulteriori slittamenti che aggraverebbero ulteriormente i danni per il territorio e sarebbe importante stabilire fin da subito che le risorse derivanti dalle eventuali penali vengano stanziate in favore delle attività penalizzate dalla chiusura”.





