Il futuro del centrodestra a Pisa, i rapporti politici dopo la nascita del progetto guidato da Roberto Vannacci e il percorso verso le amministrative del 2028.
VTrend ha parlato con Giovanni Pasqualino, segretario provinciale della Lega Pisa e capogruppo in Consiglio comunale, per fare chiarezza su una fase politica che ha sollevato interrogativi e letture contrastanti.
Al centro dell’intervista, le parole pronunciate nei giorni scorsi dallo stesso Pasqualino, che avevano acceso il dibattito sulla collocazione futura di chi ha scelto di aderire al nuovo soggetto politico promosso da Vannacci, e la tenuta della coalizione che governa la città.
Nei giorni scorsi lei ha pubblicato un post in cui affermava che chi avesse scelto di aderire al progetto di Vannacci non avrebbe più fatto parte della coalizione di centrodestra a Pisa. Può spiegare meglio le ragioni di questa posizione, anche alla luce del fatto che chi ha scelto Vannacci ha dichiarato di voler continuare a sostenere il sindaco Conti?
«Il ragionamento è molto semplice. Il nostro segretario federale Matteo Salvini, ma anche altri esponenti di spicco del partito, lo hanno detto chiaramente: il partito di Vannacci non farà parte della coalizione di centrodestra.
Quello che intendevo dire è che a Pisa, nel 2028, un’eventuale lista Vannacci non potrà correre con noi e quindi, a meno che la stessa lista non prenda il 50,1% dei voti, rimarrà ovviamente fuori dal Consiglio comunale oppure, come succede in questi casi, entrerà solo il candidato sindaco, ma in opposizione.
È ovvio che i due consiglieri che sono approdati al partito di Vannacci erano entrati con altre liste e quindi, anche per rispetto verso il loro elettorato che, esprimendo la preferenza, ha chiaramente detto che appoggiava il sindaco Conti, hanno deciso di sostenere l’attività dell’amministrazione.
Non era quindi un attacco alla consigliera Bellomini o al consigliere Ciavarella, con cui ho un rapporto di stima che va oltre la politica. Era un ragionamento in ottica delle prossime amministrative. Avrei rispettato anche un eventuale non appoggio alla nostra amministrazione da parte dei consiglieri uscenti.
Il punto è futuro e politico: è stato detto chiaramente, dal nostro segretario federale, che quel progetto non farà parte del centrodestra. Se non fai parte della coalizione di centrodestra, risulta quasi impossibile entrare in Consiglio comunale».
Guardando al futuro, pensa che lo scenario nazionale possa influenzare il consenso della Lega a Pisa?
«Ad oggi posso dire di no. Abbiamo perso sicuramente un deputato, due consiglieri e una decina di iscritti che hanno seguito Vannacci, ma in tanti mi stanno contattando perché vogliono entrare o rientrare nella Lega, dato che Vannacci non c’è più.
Lo scorso anno abbiamo raggiunto un picco record di iscritti annuali, superando di gran lunga anche gli anni precedenti. C’è un atteggiamento di vicinanza da parte degli elettori verso il nostro movimento, che come sempre sta in mezzo alla gente e porta avanti le istanze dei cittadini.
Non penso che questo influenzerà negativamente la Lega, anzi ne sono quasi certo, perché lo dimostrano i numeri: sia di chi ha seguito Vannacci, sia di chi oggi sta rientrando nella Lega. Non abbiamo assolutamente risentito di questa scissione».
C’è bisogno di rassicurare i cittadini sulla continuità del percorso di cambiamento avviato negli anni?
«L’unione che c’è al governo centrale è sotto gli occhi di tutti ed è ovvio che si ripercuota anche sull’amministrazione locale. A Pisa il centrodestra è molto unito, non ci sono frammentazioni.
Al di là della scissione legata a Vannacci, la coalizione di centrodestra formata dai partiti storici e dalle liste civiche che hanno sostenuto il sindaco Conti nell’ultima tornata elettorale non ha mai avuto frizioni.
Abbiamo lavorato in maniera molto costruttiva, basandoci sul programma di mandato e sulla visione futura, tutti con lo stesso obiettivo: continuare la trasformazione che la città sta vivendo dal 2018 a oggi e, soprattutto, tenere il Partito Democratico fuori dalle stanze decisionali del governo cittadino».
Quali sono le differenze politiche e programmatiche tra la Lega e il progetto di Vannacci?
«La differenza è abissale, non solo rispetto a “Futuro Nazionale” ma anche rispetto ad altri partiti. Noi siamo un movimento che si batte per i territori, per l’autonomia e per il federalismo. Ci piace definirci il sindacato del popolo. Non amiamo stare chiusi dentro le istituzioni, ma stare all’aperto, in mezzo alla gente, ai cittadini per poi portare le loro istanze nei palazzi.
A livello programmatico abbiamo anche alcuni punti in comune con il partito di Vannacci, ma su altri pensieri siamo distanti, ed è giusto così: altrimenti saremmo nello stesso partito e nella stessa coalizione».
In vista delle amministrative del 2028, la Lega sta lavorando su nuove candidature?
«Assolutamente sì. Stiamo già lavorando a livello interno per costruire una lista forte, fatta di persone capaci. In questi anni abbiamo costruito una classe dirigente di tutto rispetto.
Vogliamo una lista fortissima e il nostro obiettivo minimo è la doppia cifra. Stiamo lavorando anche con la coalizione per individuare la persona migliore da esprimere come candidato sindaco, che possa continuare il cambiamento avviato dal 2018».
Come giudica il recente rinnovamento della Giunta da parte del sindaco Conti?
«Colgo l’occasione per salutare con affetto Giulia Gambini e Gabriella Porcaro. Con Giulia mi legano anni di battaglie in Consiglio comunale, Gabriella l’ho conosciuta in questa consiliatura ma mi ha colpito per la sua sensibilità e la voglia di fare.
Io non ho la percezione quotidiana che può avere il sindaco, che vive ogni giorno la Giunta. Se ritiene che l’ingresso di nuove figure possa dare uno sprint maggiore all’azione amministrativa, è una sua prerogativa.
È una scelta fisiologica, che fanno la maggior parte dei sindaci. Conti ha sempre messo al centro persone competenti. Al di là dell’affetto personale per chi è uscito o per chi è entrato, ho una stima profonda del sindaco e sono sempre accanto alle sue decisioni».
Un messaggio finale ai cittadini pisani
«Il messaggio lo stiamo lanciando in modo pragmatico. In tante zone della città, soprattutto nelle case popolari, stiamo ristrutturando e restituendo abitazioni dignitose.
La Lega c’è e continuerà a esserci per il popolo, per la gente, per i pisani. Saremo sempre a contatto con i cittadini. Chiunque voglia avvicinarsi o iscriversi al nostro movimento troverà sempre la porta aperta».





