La Casa della Comunità di Ponsacco apre dopo anni di attesa. I partiti locali commentano l’inaugurazione.
PONSACCO — L’apertura della nuova Casa della Comunità e del Polo sociosanitario di via Caduti da Nassiriya segna un passaggio importante per la sanità territoriale della Valdera. Dopo anni di attese, rallentamenti e cambi di destinazione del progetto, la struttura è pronta a entrare in funzione e sarà inaugurata ufficialmente martedì 10 marzo alle 10.30 alla presenza del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.
Sul nuovo presidio sanitario intervengono anche i partiti locali, con letture diverse sul percorso che ha portato al completamento dell’opera e sulle prospettive future della struttura.
Il centrosinistra: «Un percorso lungo per recuperare un edificio incompiuto»
Partito Democratico, Italia Viva e Per Ponsacco parlano di un traguardo raggiunto al termine di un iter complesso iniziato anni fa per recuperare un edificio rimasto incompiuto.
La struttura, ricordano, era stata inizialmente progettata dall’azienda sanitaria come Residenza sanitaria assistita (RSA), ma non fu mai completata con quella destinazione. Il fallimento della ditta appaltatrice e i vincoli di spesa legati al Patto di stabilità avevano infatti bloccato l’intervento, lasciando l’immobile inutilizzato per lungo tempo.
La svolta, spiegano i partiti di centrosinistra, arrivò nel 2017 quando l’amministrazione comunale guidata dall’allora sindaca Francesca Brogi propose alla Regione Toscana di riconvertire l’edificio in un centro sociosanitario polifunzionale.
Secondo PD, Italia Viva e Per Ponsacco l’operazione fu impostata senza costi aggiuntivi per l’azienda sanitaria: il progetto venne infatti finanziato con i risparmi derivanti dall’affitto dell’immobile privato che ospitava alcuni servizi destinati a trasferirsi nella nuova sede.
La proposta venne accolta dalla Asl e i lavori partirono nel gennaio 2020. Anche il cantiere ha però incontrato nuove difficoltà, con un allungamento dei tempi dovuto a problemi legati alla ditta appaltatrice.
All’interno del nuovo polo troveranno spazio diversi servizi: la Medicina del lavoro, i servizi veterinari, un poliambulatorio e il nuovo Ospedale di comunità. Quest’ultimo, sottolineano i promotori, consentirà di gestire interventi classificati come “codice bianco”, contribuendo a ridurre i tempi di attesa e ad alleggerire la pressione sul pronto soccorso dell’ospedale Lotti di Pontedera.
I partiti di centrosinistra rivolgono inoltre un ringraziamento ai medici di medicina generale del territorio, la cui disponibilità ha reso possibile l’attivazione dell’Ospedale di comunità. Con l’apertura del nuovo polo, concludono, Ponsacco rafforza il proprio ruolo nella Valdera come punto di riferimento per i servizi sociosanitari.
Fratelli d’Italia: «Bene l’apertura, ma niente meriti improvvisi»
Sull’inaugurazione interviene anche Fratelli d’Italia Ponsacco, che accoglie positivamente l’attivazione del nuovo presidio sanitario definendolo un traguardo atteso da tempo dalla comunità locale.
Il coordinamento locale del partito sottolinea però come il lungo percorso che ha portato alla realizzazione della struttura renda necessario riportare la discussione su un piano di chiarezza. L’edificio, ricordano, nacque originariamente con una destinazione diversa: il progetto iniziale prevedeva infatti una struttura di residenzialità assistita.
Solo nel corso degli anni quell’impostazione è stata progressivamente superata e la struttura è stata ripensata nell’ambito della programmazione sanitaria territoriale, fino a diventare l’attuale polo sociosanitario destinato a ospitare i servizi della Casa della Comunità.
Secondo Fratelli d’Italia il cammino verso l’apertura è stato segnato da rallentamenti, revisioni progettuali e più scadenze annunciate e poi rinviate, circostanze che avrebbero alimentato tra i cittadini la percezione di un’opera continuamente rimandata.
Per questo motivo il partito ritiene improprio attribuire oggi meriti improvvisi a singole amministrazioni locali: la realizzazione della struttura, sottolinea la nota, è il risultato di un processo amministrativo e sanitario sviluppato nel tempo nell’ambito della programmazione regionale e aziendale.
Guardando al futuro del presidio, Fratelli d’Italia evidenzia come le Case della Comunità possano rappresentare uno strumento importante per rafforzare la medicina territoriale, purché non si limitino a essere “contenitori amministrativi”.
Il partito propone quindi di dotare progressivamente la struttura anche di strumenti di diagnostica di primo livello, come ecografi ed elettrocardiografi, che consentirebbero ai medici di medicina generale e agli operatori sanitari di effettuare accertamenti direttamente sul territorio.
Una dotazione di questo tipo, sostengono, permetterebbe di intercettare precocemente molte patologie, ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso e accorciare i tempi di attesa per i cittadini.
Dopo un percorso lungo e complesso, concordano le diverse posizioni politiche, la priorità resta ora una: rendere la nuova Casa della Comunità un presidio sanitario pienamente operativo e capace di offrire servizi concreti alla popolazione.





