Antonio Nanna ha lasciato la politica dopo quasi otto anni di impegno a Capannoli. Nell’intervista a VTrend racconta la sua scelta e svela a cosa si dedicherà ora.
Dopo quasi otto anni di impegno pubblico, Antonio Nanna ha deciso di lasciare la politica. Una scelta maturata con serenità, guardando al percorso compiuto e a una nuova fase della sua vita.
Dalla candidatura a sindaco nel 2019 all’esperienza nella Lega, passando per le battaglie ambientali e le critiche alle scelte amministrative locali, Nanna ripercorre con VTrend gli anni trascorsi nelle istituzioni e nel partito.
«Il mio ingresso in politica è iniziato in maniera non ufficiale nel giugno del 2018», racconta. «Durante una cena con alcune persone già attive a Capannoli manifestai il mio interesse. In passato ci fu la proposta di Forza Italia come possibile candidato, molti anni prima, ma fu allora che il percorso prese davvero forma».
Da quell’incontro nacque un’esperienza che lo avrebbe portato, pochi mesi dopo, alla candidatura a sindaco alle elezioni comunali del 2019. «Il progetto partì concretamente nell’ottobre del 2018 e divenne pubblico tra febbraio e marzo del 2019. Poi arrivarono le elezioni. Non vincemmo, ma fu un’esperienza molto intensa».
Dopo la corsa civica, Nanna scelse di entrare ufficialmente in politica aderendo alla Lega. «A fine 2019 decisi di fare il salto nella politica vera e propria. Da candidato civico diventai segretario della Lega locale. Sentivo il bisogno di avere alle spalle un’organizzazione strutturata, per poter essere più utile al territorio e non muovermi da solo».
Una scelta naturale, spiega, per il suo posizionamento nel centrodestra. «Avrei potuto scegliere tra Lega, Forza Italia o Fratelli d’Italia. In quel momento, però, mi sentivo più vicino alla Lega e così intrapresi quel percorso».
Guardandosi indietro, Nanna parla di un’esperienza che lo ha segnato profondamente, sia sul piano umano che personale. «La politica mi ha fatto crescere tantissimo. Mi sento più preparato, ho imparato molto e ho conosciuto tante persone che si spendono con passione per la comunità. Anch’io l’ho sempre fatto senza alcun interesse economico. Da ingegnere ho avuto la mia professione e non ho mai vissuto la politica come una questione di stipendio».
Tra le battaglie di cui va più fiero, ce n’è una legata all’ambiente. «Mi sono occupato di una vecchia discarica situata tra Santo Pietro Belvedere e Capannoli. Era un problema storico e sono riuscito a portarlo all’attenzione pubblica fino a far sì che l’attuale amministrazione si facesse carico della bonifica ambientale. È una soddisfazione importante».
Non manca però uno sguardo critico verso alcune scelte amministrative degli ultimi anni. «Credo che siano stati trascurati interventi davvero strategici per la collettività, come la circonvallazione di Capannoli. Sarebbe fondamentale per alleggerire il traffico pesante che attraversa il paese. Avrei indirizzato le risorse in quella direzione piuttosto che verso opere meno prioritarie».
La decisione di lasciare la politica è arrivata ufficialmente all’inizio di febbraio. «Ho scritto le mie dimissioni il 31 gennaio e le ho consegnate il 2 febbraio a Giovanni Pasqualino, segretario provinciale della Lega pisana. Ho preferito farlo di persona, per correttezza e rispetto».
Una scelta definitiva? Nanna sorride e guarda avanti, verso una nuova dimensione personale. «Adesso voglio dedicarmi alla mia famiglia e soprattutto al mio nipotino, che compirà due anni l’8 giugno. È quasi un segnale: proprio il giorno delle elezioni del 2024 (in cui ero candidato consigliere, ndr). Mio nipote rappresenta il mio futuro. A ottobre compirò 68 anni, credo di aver dato molto nella vita pubblica. Ora voglio essere il suo mentore e godermi questa nuova fase».





