A Pisa, un aperitivo di Azione Universitaria è stato interrotto da un presunto assalto di gruppi Antifa. Forze dell’ordine intervenute.
Nella serata di venerdì 27 marzo, un aperitivo organizzato da Azione Universitaria Pisa in Piazza della Pera è stato interrotto a causa di un’aggressione da parte di presunti appartenenti ai gruppi Antifa e ai collettivi di sinistra.
Secondo il comunicato diffuso dall’associazione studentesca, “dopo pochi minuti dall’inizio dell’evento, siamo stati aggrediti da quasi 100 appartenenti ai gruppi Antifa e ai collettivi di sinistra, che hanno impedito con la violenza lo svolgimento dell’iniziativa. Ci è stato lanciato di tutto: bottiglie di vetro, oggetti contundenti, spray al peperoncino. I colpi erano diretti ai volti, soprattutto verso le ragazze presenti. Si è trattato di una vera e propria aggressione organizzata.”
Il comunicato prosegue descrivendo scene di “caccia all’uomo” in Corso Italia, dove sarebbero stati lanciati altri oggetti contundenti anche in aree affollate. I ragazzi sono stati costretti a rifugiarsi all’interno del Comune, grazie alla disponibilità del personale di Palazzo Gambacorti, e successivamente scortati fuori in sicurezza su indicazione delle forze dell’ordine.
Azione Universitaria Pisa ringrazia le forze dell’ordine per il loro intervento, “che hanno operato in condizioni estremamente difficili per evitare conseguenze ancora più gravi, e il personale di Palazzo Gambacorti per l’accoglienza riservata.”
Il movimento definisce quanto accaduto “l’ennesimo episodio di violenza politica portata avanti da soggetti che si nascondono dietro ‘l’antifascismo’ per giustificare azioni criminali”, accusando i gruppi coinvolti di agire con “un tale senso di impunità da sentirsi legittimati a lanciare bottiglie di vetro contro ragazzi e ragazze nel pieno centro cittadino in presenza delle forze dell’ordine.”
Azione Universitaria Pisa chiede “individuare e punire tutti i responsabili – verso cui sporgeremo denuncia – tolleranza zero verso i gruppi Antifa e verso chi utilizza la violenza come strumento politico, e un cambio netto nell’approccio alla sicurezza. In qualsiasi Paese serio, episodi di questo tipo verrebbero affrontati con fermezza dalle forze dell’ordine. In Italia questo non è possibile. Non è più accettabile che chi aggredisce resti impunito. Chi ha trasformato una serata tra studenti in un’aggressione violenta deve pagare fino in fondo le conseguenze delle proprie azioni.”





