Bientina, Villa Pacini resterà “Comunale”: il Consiglio comunale risponde alle 816 firme della petizione e alla minoranza consiliare.
Il Consiglio comunale di Bientina ha discusso mercoledì 4 giugno la petizione popolare sottoscritta da 816 cittadini che chiedevano l’intitolazione della Villa Pacini Battaglia – recentemente ristrutturata con fondi comunali e regionali – alla memoria dell’ex sindaco Corrado Guidi, scomparso il 14 dicembre scorso a 58 anni.
L’Amministrazione ha confermato la propria posizione: la villa resterà “Villa Comunale”. Il sindaco Dario Carmassi ha voluto rispondere ai firmatari con un intervento articolato, che ha escluso qualsiasi ridimensionamento della figura di Guidi.
«Il riconoscimento del valore di Corrado Guidi è fuori discussione», ha detto Carmassi. «È stato un sindaco amato e appassionato, in consiglio comunale dal 1997, e la sua scomparsa improvvisa ha lasciato un vuoto profondo in molte famiglie bientinesi. Sentimenti che questa Amministrazione ha condiviso ed espresso sin dai primi difficilissimi giorni».
Un punto su cui il sindaco ha insistito riguarda il metodo. Tanto la mozione presentata in precedenza dalla minoranza quanto la petizione popolare indicavano una sola strada, senza lasciare spazio a un confronto più ampio su come onorare al meglio la memoria di Guidi.
«L’Amministrazione, dopo la mozione della minoranza, aveva aperto e incoraggiato un percorso condiviso, che avrebbe potuto portare a scelte condivisa da tutti», ha detto Carmassi. «Quella disponibilità resta. Crediamo che la memoria di un uomo come Corrado meriti qualcosa di costruito insieme, non una soluzione confezionata in anticipo».
Il sindaco ha precisato che non ci sono preclusioni, ma c’è la necessità di condividere il percorso. La memoria di Guidi dovrà trovare forme adeguate e, in prospettiva, potrà appropriarsi anche della toponomastica.
Inoltre all’interno della Villa sarà collocata una targa ben visibile che ricordi chi ne ha immaginato il riscatto pubblico. «La memoria di Corrado Guidi deve essere onorata nelle forme e nei tempi che una figura del suo calibro merita. Vogliamo essere parte di questo percorso, insieme alla minoranza e alla cittadinanza, ovviamente nel rispetto della volontà dei familiari. Solo così, ne sono convinto, si costruiscono le memorie condivise».
D’altra parte la scelta del nome “Villa Comunale” non è una negazione, ha spiegato Carmassi, ma una dichiarazione di principio. La villa, per decenni proprietà privata e inaccessibile, è oggi un bene di tutti i bientinesi. «Lo stesso Guidi immaginava un luogo aperto e plurale. Sapeva che scambiarlo con il palazzo Gerini, proprietà comunale al tempo della permuta, era una cosa buona, dalla grande potenza simbolica. Fu un’operazione delicata e alla fine fu un successo».
In chiusura, Carmassi ha ringraziato i firmatari: «816 cittadine e cittadini che scelgono di partecipare sono una ricchezza per qualsiasi comunità. È esattamente quello spirito civico che tiene viva Bientina».





