TOSCANA. “Lo stato sta espropriando le aziende senza risarcire gli imprenditori. Vogliono destinare le Partite Iva al fallimento. È il momento di riprendersi la dignità”, il Segretario Apit Italia, Saviano Raffaele.
“Dopo più di un anno dall’inizio della pandemia, Governo e Regioni non hanno ancora capito niente. Le attività rimangono chiuse, continuando a far pagare tasse e contributi, mentre loro dalle stanze del potere giocano con le chiusure”, Apit Italia non ci sta e invia richieste concrete ai Comuni della Valdera: “Siamo al tracollo”.
Da domani, lunedì 29 marzo, la Toscana passerà in zona rossa. Una decisione che ha colto di sorpresa tutti, soprattutto in seguito alle dichiarazioni del presidente Eugenio Giani che aveva rassicurato sul fatto che la Toscana restasse in zona arancione. “Inconcepibile – scrive Apit Italia – la posizione e il comportamento, in questo caso del Presidente della Regione Toscana, che contraddice le sue stesse parole e previsioni. Continua ad illudere le attività produttive, creando ancora di più disagi economici, anche per i comuni stessi.”
L’Associazione Partite Iva sul Territorio Italia attacca il Governo: “Continuano ad insistere sulla politica delle chiusure ma le scelte fino ad ora adottate dimostrano che non vi è alcuna relazione tra le chiusure delle attività produttive e l’andamento dei contagi che aumentano per mancanza di vaccini e per l’incapacità delle istituzioni ad un serio programma vaccinale”.
Dobbiamo salvare il territorio, Apit Italia sollecita e pretende che le istituzioni comunali si facciano carico ed abbiano il coraggio di attuare provvedimenti per salvare le attività territoriali penalizzate dalle scelte obbligate ma discriminanti del governo: “Rischiamo il tracollo, e nel mentre lo stato espropria le attività senza risarcimento. Adesso è il momento di dare e non di chiedere.” Federica Barabotti, coordinatrice Apit Italia sezione Valdera, esprime il risentimento di tante Partite Iva per una situazione catastrofica: “le attività hanno investito personalmente per adeguarsi a rispettare le norme anticovid, per poi essere obbligate alla chiusura continuando a pagare le tasse e tutte le spese vive, come contributi, rifiuti, pubblicità, utenze, tasse comunali. La ripresa ad oggi è pura illusione.” Massimo Bartaloni, coordinatore Apit Pontedera, spiega: “In questo anno ci hanno impedito di fare la cosa che sappiamo fare meglio: lavorare, mentre continuano a chiederci di pagare tasse e contributi.”
“Il sostegno promesso va dal 1,7% al 5% della perdita di fatturato – Dichiara Saviano Raffaele, Segretario Apit Italia. La propaganda del 60% del sostegno è falsa e illusoria. Stiamo assistendo, da parte delle istituzioni l’esproprio delle aziende senza un risarcimento adeguato. Stiamo assistendo ad un indebitamento che non sarà possibile ripagare per il fallimento di tante Partite Iva. In questa pandemia gli unici che hanno pagato e stanno pagando sono intere categorie di Partite Iva. E’ arrivato il momento di bloccare il paese affinché ci venga restituita la nostra dignità?”
Apit Italia si fa voce dei tanti operatori commerciali che sono al tracollo in seguito alle chiusure delle attività. Ecco le 4 richieste di Apit Italia ai Comuni dell’Unione Valdera:
- L’esenzione della COSAP, per tutto l’anno corrente 2021, ed eventualmente, l’estensione della superficie di suolo pubblico per le esigenze di distanziamento delle persone.
- L’esenzione della TARI per gli immobili adibiti ad attività commerciali e professionali.
- L’esenzione delle IMPOSTE COMUNALI SULLA PUBBLICITA’ per gli esercizi commerciali e professionali
- La cancellazione della TASSA DI SOGGIORNO