Profondo cordoglio nel mondo sanitario toscano per la scomparsa di una storica professionista della neurofisiopatologia, stimata a livello nazionale per il suo impegno umano e medico.
FIRENZE – Profondo cordoglio nel mondo sanitario per la morte della dottoressa Silvia Lori, figura storica e stimata della neurofisiopatologia italiana, scomparsa nei giorni scorsi.
A ricordarla con parole cariche di emozione è stato il dottor Renzo Ricci, direttore del Dipartimento delle Professioni Tecnico Sanitarie dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, che ha voluto renderle omaggio sottolineandone le straordinarie qualità umane e professionali.
«Grande Persona, Grande Medico, Grande Donna», scrive Ricci nel suo messaggio di addio, ricordando una professionista capace di lasciare un segno profondo in colleghi e collaboratori.
La dottoressa Lori viene descritta come una donna autorevole, empatica e capace di costruire un forte spirito di squadra, valorizzando il ruolo dei Tecnici di Neurofisiopatologia e contribuendo alla crescita professionale di intere generazioni di operatori sanitari.
Pioniera della neurofisiopatologia in terapia intensiva neonatale, Silvia Lori era apprezzata e conosciuta a livello nazionale per il suo impegno e per il contributo dato allo sviluppo della disciplina. «Ci ha insegnato tanto, aperto tante strade e con divertimento ci ha fatto crescere professionalmente», ricorda ancora Ricci.
Nel messaggio emerge tutto il dolore per una perdita che lascia un vuoto profondo non solo sul piano professionale, ma soprattutto umano. «Difficilmente ritroveremo quell’empatia medico-tecnico da squadra fortissima», scrive il direttore di Careggi, assicurando però che il suo esempio continuerà a vivere nel lavoro quotidiano di chi ha avuto il privilegio di conoscerla.





