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Aoup, tumore al polmone: al via programma di screening sui fumatori

15:59

Anche l’Aoup con la medicina territoriale aderisce al programma nazionale di prevenzione con Tac a bassa dose per arruolare i soggetti ad alto rischio.

La ricerca mondiale ha dimostrato che lo screening polmonare con TC (Tomografia Computerizzata “TAC”) a bassa dose riduce la mortalità per tumore al polmone; adesso si tratta di valutare come implementarlo nei sistemi sanitari.

Così, in Toscana e a Pisa (come in molte regioni italiane), si ricomincia con l’arruolamento di soggetti a rischio dopo la lunga esperienza in materia maturata nello studio multicentrico randomizzato Italung CT – finanziato dalla Regione sotto l’egida dell’Ispro-Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica, e realizzato a Pisa, Firenze e Pistoia – che arruolò dal 2004 al 2008 tremila soggetti per valutare l’efficacia sulla mortalità di un programma di diagnosi precoce di carcinoma polmonare con TC a bassa dose. Nel corso dei 9 anni di follow-up si osservò una riduzione della mortalità per tumore polmonare e anche della mortalità per patologia cardiovascolare.

L’obiettivo oggi è valutare come realizzare al meglio un programma di screening per il tumore polmonare nel nostro sistema sanitario. Saranno presi in considerazione soggetti forti fumatori che verranno seguiti per due anni con l’effettuazione di TC a bassa dose (LDCT) ed eventuali approfondimenti successivi.

I partecipanti dovranno avere un’età compresa tra 55 e 75 anni ed essere fumatori o ex fumatori che abbiano smesso da non più di 10 anni. A tutti verrà offerto un intervento di disassuefazione dal fumo, di varia intensità a seconda delle preferenze individuali e delle necessità: potranno svolgere in autonomia un programma autogestito, usufruire invece del percorso medico-farmacologico al Centro Antifumo dell’Ospedale di Cisanello o, ancora, seguire un percorso di gruppo basato su tecniche di mindfulness nella Psicologia clinica dell’Aoup all’Ospedale Santa Chiara (riferimenti il professor Angelo Gemignani, direttore, e il professore Ciro Conversano).

Anche questa volta sarà fondamentale la collaborazione con I medici di medicina generale in tutte le fasi del progetto. Oltre a Pisa sono coinvolti Firenze e Massa Carrara e altri centri italiani (Milano, Torino e Reggio Emilia). Il coordinamento dello studio è ancora di Ispro (direttrice, l’avvocato Katia Belvedere, responsabile dello studio il dottor Giuseppe Gorini) con cui da tempo si è lavorato per mettere in atto tutte le procedure necessarie.

In Aoup il riferimento è sempre il Centro Antifumo della Pneumologia (diretta dalla professoressa Laura Carrozzi insieme il dottor Francesco Pistelli) con la Radiologia 2 (diretta dalla dottoressa Annalisa De Liperi insieme alla dottoressa Chiara Romei); collaborano l’Anatomia patologica 3 (professoressa Gabriella Fontanini, direttore del Centro clinico toracico), la Chirurgia toracica (diretta dal professore Marco Lucchi), la Chirurgia toracica mininvasiva e robotica (diretta dalla professoressa Franca Melfi), l’Endoscopia toracica (diretta dal dottor Alessandro Ribechini) oltreché la Medicina nucleare (diretta dal professore Duccio Volterrani). Saranno coinvolti anche i cardiologi della Cardiologia 1 (diretta dal professore Raffaele De Caterina) per il riscontro di eventuali reperti collaterali quali il riconoscimento di calcificazioni coronariche.

Questa nuova fase di studio e progetto sarà fondamentale per permettere in futuro di rendere sempre più aggredibile questo tumore la cui storia naturale è spesso drammatica.
I forti fumatori/ex fumatori (almeno 20 sigarette al giorno per 30 anni) di età compresa tra 55 e 75 anni sono invitati a contattare il seguente recapito telefonico 050 996467 o indirizzo di posta elettronica: screeningtumorepolmonare@ao-pisa.toscana.it e/o a rivolgersi al proprio medico di medicina generale per eventuali chiarimenti ed ulteriori informazioni.

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO

Lo screening polmonare come prevenzione: le esperienze in letteratura scientifica
Falsi positivi e sovradiagnosi, costi economici, possibili rischi aggiuntivi per esposizione a radiazioni, accertamenti diagnostici invasivi, senza contare il carico di ansia e preoccupazione nei pazienti: su tutti questi elementi si è concentrata la ricerca negli ultimi decenni, prima di arrivare a stabilire che lo screening polmonare con TC (Tomografia Computerizzata “TAC”) a bassa dose – se eseguito su determinate fasce di popolazione a rischio, secondo criteri e intervalli temporali ben precisi – può essere implementato e supportato nel sistema sanitario. La ricerca fino ad oggi condotta, in Europa come negli Stai Uniti, ha dimostrato infatti che esso riduce la mortalità specifica per tumore polmonare. Tuttavia, prima di introdurlo come pratica corrente, è necessario dare risposte alle domande ancora aperte realizzando dei progetti “pilota”.

In Toscana ne sono stati avviati alcuni nel corso degli anni, grazie a una lunga esperienza maturata in materia, condotti sempre sotto il coordinamento dell’Ispro-Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica. Risale al 2004 l’avvio dello studio multicentrico randomizzato Italung CT, finanziato dalla Regione e realizzato a Pisa, Firenze e Pistoia (sotto l’egida di Itt-Istituto Toscano Tumori e di ISPRO), che arruolò tremila soggetti in stretta collaborazione con 270 medici di medicina generale per dimostrare l’efficacia sulla mortalità di un programma di diagnosi precoce di carcinoma polmonare con Tc a bassa dose. Parteciparono uomini e donne di età compresa tra 55 e 69 anni, fumatori attivi o ex fumatori da meno di dieci anni, selezionati tramite un questionario e invitati ad accettare di essere reclutati nel gruppo sperimentale oppure in quello di controllo (oltre infatti alla popolazione di fumatori o ex-fumatori che eseguiva la Tc a bassa dose a cadenza annuale, per 4 anni, era presente una popolazione di controllo selezionata casualmente ed avente le stesse caratteristiche, che non eseguiva nessun esame specifico).

Lo studio in Aoup fu coordinato dal Centro Antifumo dell’Unità operativa di Pneumologia che lo realizzò insieme alla Radiologia 2, con la collaborazione della Chirurgia toracica e delle strutture di Anatomia Patologica 2 e 3. La collaborazione con i medici di medicina generale fu fondamentale sia nella fase di arruolamento dei soggetti sia durante l’esecuzione degli esami. Fra i risultati si osservò una riduzione della mortalità per tumore polmonare e della mortalità per patologia cardiovascolare nei 9 anni di follow-up (“Mortality, survival and incidence rates in the ITALUNG randomised lung cancer screening trial.” Paci E, Puliti D, Lopes Pegna A, Carrozzi L, Picozzi G, Falaschi F, Pistelli F, Aquilini F, Ocello C, Zappa M, Carozzi F, Mascalchi M. Mortality, survival and incidence rates in the ITALUNG randomised lung cancer screening trial. Thorax 2017;72(9):825-831. e “Decreased cardiovascular mortality in the ITALUNG lung cancer screening trial: Analysis of underlying factors”, Lung Cancer, 2019 – https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31654837/) e una riduzione dell’abitudine al fumo soprattutto a Pisa, dove i fumatori aderirono al percorso di disassuefazione dal fumo (“Smoking Cessation in the ITALUNG Lung Cancer Screening: What Does “Teachable Moment” Mean? Nicotine & Tobacco Research”, 2019 – https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31504798/). In quegli stessi anni venivano pubblicati i risultati di altri due grandi studi, uno americano e uno olandese, che avevano dimostrato una riduzione di mortalità per tumore del 20%.
A Pisa e in Toscana dunque ora si riparte, questa volta con uno studio pilota non randomizzato (cioè tutti i soggetti arruolati eseguiranno la TC del torace). L’obiettivo è valutare come pianificare un programma di screening per il tumore polmonare arruolando una coorte prospettica di persone seguite per due anni – di età compresa tra 55 e 75 anni, fumatori o ex fumatori (da non più di 10 anni) di 20 sigarette al giorno per 30 anni – con l’effettuazione di due round di TC a bassa dose (LDCT).
Una prevenzione di questo tipo, infatti, che intercetti il tumore in fase precoce avviando all’eradicazione della malattia con la chirurgia, può davvero contribuire alla lotta contro questa patologia che miete ancora troppe vittime anche se dati epidemiologici recenti mostrano una riduzione del suo impatto in alcuni Paesi, in particolare nella popolazione maschile, grazie alla riduzione dell’abitudine al fumo. Un fronte, quest’ultimo, sul quale è necessario concentrare gli sforzi maggiori da parte di tutti, enti e istituzioni, per sensibilizzare la popolazione sui danni del fumo e prefigurare uno scenario meno drammatico su questa patologia in termini di vite umane e costi sociali e sanitari (edm).
Pisa, 16 novembre 2022

Oggi si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del progetto a Palazzo Gambacorti con Michele Conti, sindaco di Pisa, Silvia Briani, direttore generale Azienda ospedaliero-universitaria pisana, Laura Carrozzi, direttore Unità operativa Pneumologia Aoup, Giuseppe Gorini, Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica, Luca Puccetti segretario provinciale Fimmg, Serena Batini, Fimmg, Francesco Pistelli, Unità operativa Pneumologia Aoup-Centro Antifumo, Giuseppe Figlini, presidente Ordine dei medici di Pisa e Marcello Lazzeri, presidente commissione consiliare Politiche sociali.

 

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