Al via la 555ª edizione della Fiera di San Luca a Pontedera, aperta fino al 25 ottobre nell’area del parcheggio Panorama. Ingresso gratuito, prodotti tipici, falconeria, cinofilia e trattori d’epoca. Gli organizzatori: «Vogliamo riportarla ai tempi d’oro»
La Fiera di San Luca ha aperto le porte a Pontedera. Questa mattina, sabato 17 ottobre, è stata inaugurata la 555ª edizione dell’Antica Fiera di San Luca, appuntamento storico che accompagnerà la città fino a domenica 25 ottobre.
Nove giorni ancora a disposizione dei visitatori per passeggiare tra gli stand, scoprire prodotti e attività commerciali, assaggiare specialità gastronomiche e partecipare alle iniziative collaterali.
La manifestazione si svolge nell’area di fronte a Piazza del Mercato, in prossimità di piazza Caduti di Nassiriya e del parcheggio del centro commerciale Panorama, lungo la Tosco Romagnola. L’ingresso è gratuito tutti i giorni.
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Organizzata dall’associazione Centro Diffusione “I Cavalieri” APS insieme ad Alter Ego, la Fiera si presenta con una proposta che unisce commercio, artigianato, enogastronomia e intrattenimento, mantenendo al centro il legame con la storia agricola e commerciale di Pontedera.
Le radici della Fiera di San Luca risalgono al 1471, quando la Repubblica di Firenze concesse a Pontedera la possibilità di organizzare una grande manifestazione annuale dedicata alle merci e al bestiame.
Un passaggio importante per lo sviluppo degli scambi e dei commerci cittadini, che ancora oggi rappresenta uno degli elementi identitari dell’evento.
Dopo le edizioni del passato e una fase di interruzione, gli organizzatori stanno lavorando per recuperare il ruolo della manifestazione e renderla nuovamente un appuntamento di riferimento per il territorio.
A raccontare il percorso a VTrend è Giancarlo Scoppitto, uno degli organizzatori insieme ad Anna Bartelletti, per l’associazione Centro Diffusione “I Cavalieri” di Pisa e Alter Ego.
«Più che una riscoperta del passato, parlerei di un recupero. Abbiamo organizzato questo evento dal 1994 al 2017, poi c’è stato un periodo di interruzione. Abbiamo ripreso nel 2024 e siamo andati avanti nel 2025 e nel 2026. Stiamo cercando di recuperare una manifestazione che è tra le più antiche della Toscana, le cui origini risalgono al 1471», spiega Scoppitto.
Il progetto punta quindi a mantenere vive le caratteristiche storiche di San Luca, adeguandole alle esigenze del pubblico contemporaneo e alle trasformazioni del settore fieristico.
La Fiera si sviluppa su una superficie complessiva di circa 4.000 metri quadrati, con circa 2.000 metri quadrati di spazi coperti, organizzati in padiglioni di diverse dimensioni. Una soluzione che consente di visitare l’area espositiva anche in caso di condizioni meteorologiche sfavorevoli.
L’offerta comprende attività commerciali e artigianali, servizi, arredamento, tecnologie ambientali, concessionarie di auto e moto, agricoltura, giardinaggio, arredo per esterni e prodotti fatti a mano.
«C’è un po’ di tutto, perché si tratta di una fiera campionaria. Si va dalle concessionarie automobilistiche agli accessori d’arredo, dalle nuove tecnologie alle tecnologie ambientali, fino a caminetti e stufe», spiega Scoppitto.
Accanto agli spazi al coperto, sono previste aree all’aperto dedicate all’automotive, al settore agricolo, al giardinaggio e al comparto food & beverage.
Una parte importante della manifestazione è riservata all’enogastronomia, con specialità provenienti dalla Toscana e dalle altre regioni italiane. Un percorso tra sapori e produzioni differenti, che offre ai visitatori la possibilità di conoscere prodotti e tradizioni legati a diversi territori.
Non soltanto esposizione e commercio. Tra gli obiettivi degli organizzatori c’è anche quello di recuperare la dimensione popolare della Fiera, proponendo attività capaci di coinvolgere famiglie e visitatori di tutte le età.
È confermata l’area dedicata alla falconeria, ormai diventata uno degli appuntamenti caratterizzanti della manifestazione. Ci saranno inoltre iniziative legate alla cinofilia e, nei due fine settimana, momenti di intrattenimento con gli arcieri, tra cui gli arcieri di Ponsacco.
«Nei due fine settimana ci saranno intrattenimenti per il pubblico, con la falconeria, la cinofilia e gli arcieri. Inoltre, tutti i giorni saranno presenti trattori d’epoca, che verranno messi in funzione», aggiunge Scoppitto.
La presenza dei mezzi agricoli storici richiama direttamente le origini della Fiera, nata come appuntamento legato all’agricoltura e al bestiame.
«La Fiera nasceva come fiera agricola e del bestiame. Oggi purtroppo l’agricoltura è rimasta ben poco, però è giusto mantenere la memoria sempre in primo piano», racconta Bartelletti a VTrend.

Il recupero della tradizione diventa così uno degli elementi attraverso cui costruire la nuova identità della manifestazione, senza limitarsi a riproporre il passato, ma cercando di renderlo ancora significativo per il pubblico di oggi.
Tra gli aspetti che completano la proposta ci sono anche il coinvolgimento delle scuole professionali del territorio e uno spazio dedicato alla micologia.
Nelle precedenti edizioni, gli studenti dell’IPSIA hanno avuto la possibilità di presentare lavori e attività, portando all’interno della Fiera competenze sviluppate durante il percorso formativo.
’obiettivo è mantenere il collegamento tra scuola, formazione e mondo del lavoro, valorizzando professionalità che possono trovare spazio nel tessuto produttivo locale.
L’area micologica si inserisce invece nel contesto della stagione autunnale, periodo in cui molti appassionati si dedicano alla raccolta dei funghi. La presenza di esperti e le attività dell’associazione micologica coinvolta offriranno un’occasione di informazione e confronto.
Il ritorno di Alter Ego alla Fiera di San Luca nasce da una lunga esperienza nel settore fieristico. Il rapporto con la manifestazione, infatti, si è sviluppato per molti anni prima della recente ripresa.
«Abbiamo gestito la Fiera dal 1994 al 2017 – ricorda Bartelletti -. Poi ci siamo confrontati nuovamente con l’amministrazione comunale due anni fa, abbiamo trovato una sensibilità diversa e abbiamo deciso di proseguire questa esperienza».
Gli organizzatori descrivono il momento attuale come una fase di rilancio, nella quale la priorità è conservare le caratteristiche storiche dell’appuntamento e ricostruirne progressivamente l’attrattività.
«In questo momento noi siamo nella fase di rilancio. La nostra preoccupazione principale era quella di mantenere le caratteristiche della Fiera. Il nostro obiettivo è quello di rilanciarla, di riportarla ai tempi d’oro», spiegano.
La sfida non riguarda soltanto il numero degli espositori o l’organizzazione degli spazi. Una manifestazione di questo tipo può diventare anche un’occasione per portare persone a Pontedera, richiamando visitatori dalla provincia di Pisa e da altre zone della Toscana.
Il rilancio passa anche dalla capacità di generare movimento al di fuori dell’area espositiva, coinvolgendo le attività commerciali cittadine.
«Da un punto di vista turistico, i visitatori che provengono da fuori città hanno la possibilità di vivere questo momento, che possiamo chiamare una festa paesana – spiega Anna Bartelletti a VTrend -. Ma c’è anche un ritorno commerciale, perché chiaramente, con una buona partecipazione da parte dei visitatori, le persone vengono a visitare la Fiera e poi possono girare anche per la città».
L’intenzione è trasformare San Luca in un appuntamento capace di favorire incontri, occasioni di acquisto e nuove opportunità per gli operatori economici.
Gli organizzatori riconoscono che il settore fieristico è cambiato nel corso degli anni, ma ritengono che la storia della manifestazione rappresenti ancora un valore su cui investire.

«Le fiere sicuramente, a livello nazionale, si sono modificate. Però San Luca, essendo una fiera antica, vale la pena poterci lavorare sopra», osservano.
L’edizione 2026 rientra in un progetto più ampio. Nel giugno scorso il Comune di Pontedera ha avviato la procedura di co-progettazione per le attività gestionali e funzionali della manifestazione nel periodo 2026-2028.
Il programma triennale consentirà di lavorare anche sulle prossime edizioni, verificando nel tempo la risposta del pubblico e degli espositori e la capacità dell’evento di mantenere una funzione di interesse collettivo.
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«Abbiamo ripreso questa manifestazione per i prossimi tre anni. Questo sarà il primo, poi abbiamo altri due anni e faremo un bilancio per capire quanto ancora questo evento possa essere di interesse collettivo», spiegano gli organizzatori.
La 555ª edizione della Fiera di San Luca rappresenta anche un passaggio importante per il futuro della manifestazione. A sottolinearlo con VTrend è Alessandro Puccinelli, assessore al Commercio del Comune di Pontedera, che evidenzia la necessità di mantenere viva una tradizione storica, individuando allo stesso tempo un modello organizzativo ed economico sostenibile.

«Portiamo avanti una tradizione che viene da lontano: 555 edizioni non sono uno scherzo», ha dichiarato Puccinelli, ricordando il percorso della manifestazione, riuscita a proseguire anche durante il periodo del Covid, prima di una successiva interruzione.
«Non è facile la vita delle fiere», ha osservato l’assessore, spiegando come sia necessario conciliare la valorizzazione della tradizione con le esigenze economiche di chi organizza e partecipa all’evento.
L’ingresso gratuito rappresenta un elemento importante per favorire la partecipazione del pubblico, ma richiede anche il coinvolgimento di un numero adeguato di espositori, che sostengono dei costi e hanno bisogno di ottenere un ritorno dalla propria presenza.
«È importante riuscire a fare squadra, creare sinergie e trovare un modo per andare avanti. Si tratta di una tradizione che non possiamo permetterci di perdere e che vogliamo continuare a portare avanti con modalità nuove», ha spiegato Puccinelli, indicando nel rilancio della manifestazione una sfida che riguarda l’intero territorio.
La gestione è stata inizialmente affidata attraverso una fase sperimentale, che ha dato risultati positivi. Successivamente il Comune ha pubblicato un avviso pubblico per consentire anche ad altri operatori interessati di presentare la propria candidatura. Alla procedura, tuttavia, ha risposto un solo soggetto, peraltro nell’ultima fase.
Un passaggio che evidenzia le difficoltà organizzative ed economiche di un evento di queste dimensioni. In passato l’accesso alla Fiera prevedeva il pagamento di un biglietto e chi la gestiva versava una somma al Comune. Oggi, invece, l’amministrazione mette a disposizione il suolo pubblico e contribuisce alle spese di organizzazione.
Il contributo comunale è stato ridotto da 20mila a 10mila euro, con l’obiettivo di individuare un equilibrio tra il sostegno alla manifestazione e la necessità di non gravare eccessivamente sulle risorse pubbliche. «Non è semplice organizzarla e tenere in equilibrio questi elementi, e non vorremmo neanche pesare sul bilancio per doverla mantenere in piedi», ha spiegato Puccinelli.
L’assessore ha quindi evidenziato il ruolo dell’esperienza e della professionalità dell’organizzatore, che ha scelto di riproporsi dopo la prima fase sperimentale. L’obiettivo è proseguire su questa strada, mantenendo viva la Fiera e cercando un modello che possa garantirne la continuità negli anni.
Tra gli aspetti affrontati dall’amministrazione c’è anche la scelta della collocazione attuale, nell’area di piazza Caduti di Nassiriya, in prossimità del parcheggio del centro commerciale Panorama, e il rapporto con il Luna Park.
«Come sperimentazione abbiamo capito che la visibilità che ha qui era un prerequisito indispensabile per poterla far vivere», ha spiegato Puccinelli. In passato era stata tentata una diversa distribuzione degli spazi, con una separazione tra la Fiera e il Luna Park, ma quella soluzione non aveva dato i risultati sperati. Da qui la scelta di mantenere l’attuale sistemazione, ritenuta più adatta a favorire la presenza del pubblico.

Un altro tema affrontato dall’assessore è quello della sicurezza, soprattutto per quanto riguarda l’area del Luna Park. Puccinelli ha spiegato che l’attenzione su questo fronte è iniziata già dalla precedente edizione, con l’obiettivo di garantire alle famiglie la possibilità di frequentare le giostre e gli spazi della manifestazione in tranquillità.
L’assessore ha tuttavia invitato a non considerare la Fiera esclusivamente attraverso la lente della sicurezza e dei controlli. «È un elemento importante, perché le famiglie possono vivere serenamente la parte delle giostre», ha osservato, richiamando anche il valore delle altre iniziative che accompagnano la manifestazione.
Tra queste rientrano le attività promosse dal Luna Park, compresa una giornata dedicata alle associazioni del territorio. Un’occasione che affianca alla dimensione commerciale e ricreativa anche un momento di partecipazione della comunità locale.
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Per quanto riguarda i presidi sanitari, il pronto intervento e la gestione di eventuali criticità nell’area della manifestazione, compresi i possibili incendi, Puccinelli ha ricordato che la normativa prevede requisiti precisi e che l’organizzazione si basa sulla collaborazione tra diverse realtà associative.
Tra le sigle indicate dall’assessore figurano ANPS, ANC, ARI e ANFI, oltre alle associazioni impegnate nell’assistenza sanitaria, come Croce Rossa Italiana, Misericordia e Pubblica Assistenza.
«È un lavoro di squadra che permette di gestire la sicurezza da un punto di vista sanitario e di pronto intervento in caso di necessità», ha concluso Puccinelli.
La sfida, dunque, è tenere insieme tradizione, sostenibilità economica, partecipazione e sicurezza, affinché la Fiera di San Luca possa continuare a rappresentare un appuntamento per Pontedera e per il territorio anche nelle prossime edizioni.
L’invito rivolto ai visitatori è quello di partecipare e sostenere una manifestazione che può offrire occasioni di promozione alle imprese e alle attività locali.
«Il nostro messaggio principale verso i visitatori è quello di ricredere in questo evento. La partecipazione è essenzialmente questa: il rilancio delle attività territoriali», afferma Bartelletti.
«A livello nazionale c’è una crisi profonda. Mantenere vivo questo tipo di attività per la promozione dei vari settori, sia commerciali che artigianali, è importante. Quindi non perdere la memoria di questo evento», aggiunge.
La Fiera di San Luca torna così a mettere in relazione una storia iniziata nel Quattrocento con le esigenze del presente, offrendo spazio a imprese, artigiani, produttori e associazioni del territorio.
Valter Tamburini, Presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest:
«Sostenere l’Antica Fiera di San Luca significa credere in un patrimonio storico che, da secoli, anima l’identità e l’economia di Pontedera.
Raccogliendo la sinergia progettuale tra Amministrazione comunale e categorie economiche, abbiamo scelto di affiancare questa iniziativa, riconoscendone la spiccata vocazione nel generare ricadute positive e diffuse per l’intero tessuto commerciale e artigianale locale.
Il nostro impegno si muove proprio in questa direzione: valorizzare le radici culturali del territorio per trasformarle in una leva di attrattività e di sviluppo per le nostre piccole imprese».
La 555ª edizione dell’Antica Fiera di San Luca è aperta fino a domenica 25 ottobre 2026 nell’area di Piazza del Mercato, in prossimità di piazza Caduti di Nassiriya e del parcheggio del centro commerciale Panorama, lungo la Tosco Romagnola, a Pontedera.
L’ingresso è gratuito.
Orari di apertura:
- Venerdì, sabato e domenica: dalle 10 alle 20.
- Da lunedì a giovedì: dalle 15 alle 20.
Nel fine settimana i visitatori possono trascorrere l’intera giornata tra gli stand, fermarsi nell’area gastronomica, conoscere le attività espositive e partecipare alle iniziative collaterali.
«Venite a trovarci: vi aspettiamo», è l’invito di Scoppitto.
La manifestazione è patrocinata dalla Regione Toscana, con il contributo del Consiglio regionale, dalla Provincia di Pisa, dalla Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest, da Terre di Pisa, The Lands of Giacomo Puccini, CNA Pisa, Confartigianato Pisa, Confesercenti Pisa e Casartigiani. VTrend è partner editoriale dell’iniziativa.





