La commissione Ambiente del Consiglio regionale in visita al polo dei rifiuti di Peccioli. Il sindaco Macelloni illustra il piano da 130 milioni.
PECCIOLI – Tra un anno sarà pronto il progetto esecutivo, altri tre anni serviranno per la realizzazione, poi il sistema Peccioli sarà nelle condizioni di mettere in funzione il nuovo ossicombustore. Queste le previsioni che il sindaco Renzo Macelloni ha confermato alla commissione Ambiente del Consiglio regionale, presieduta da Gianni Lorenzetti (Pd), nel corso della visita alla discarica che si è tenuta questa mattina (venerdì 16 ottobre). Con il presidente, hanno preso parte al sopralluogo il vicepresidente Claudio Gemelli (Fratelli d’Italia), il vicepresidente segretario Francesco Casini (Casa riformista), Serena Bulleri (FdI) e Alessandro Capecchi (FdI).
Al centro dell’incontro con il sindaco Macelloni, ovviamente, le prospettive di sviluppo del polo e in particolare il progetto del nuovo impianto di ossidazione termica. “In un momento delicato come questo per la gestione dei rifiuti – spiega il presidente Lorenzetti –, abbiamo ritenuto opportuno venire a verificare direttamente le potenzialità di questo progetto, un impianto vitale nella gestione dei rifiuti, fondamentale per i Piani d’ambito, mentre la vita della discarica è destinata a concludersi, secondo quanto previsto dalle norme europee”.
La visita ha permesso di constatare lo stato attuale dell’impianto, con il quinto ampliamento della discarica attualmente in corso. Il sindaco Macelloni ha spiegato diffusamente e risposto alle molte domande dei consiglieri riguardo alle caratteristiche del nuovo progetto, che prevede l’ossidazione termica mediante tecnologia flameless, con recupero di materia. Il progetto è stato presentato a seguito di avviso pubblico della Regione, che l’ha di recente approvato, dalla società Novatosc costituita per la sua realizzazione, che vede la partecipazione della Belvedere Spa per l’85 per cento delle quote e per il 15 per cento della Oxoco, società di Bari, che ha già un’esperienza di realizzazione di un analogo impianto in Puglia.

Si tratta di un impianto di carattere innovativo “che si basa sulla combustione dell’ossigeno in percentuale elevata e sarà un impianto a ‘fine rifiuto’, che permetterà il recupero di 50 mila metri cubi di acqua ogni anno e la produzione di 55 megawatt in eccesso”.
Si prevede la realizzazione di due linee di trattamento, “che ci permetterà di coprire il nostro fabbisogno e consentirà il conferimento dall’esterno”. Il sistema, assicura Macelloni, “è sperimentale per la parte del rifiuto solido, ma è tecnicamente affidabile, ampiamente competitivo e ambientalmente migliore rispetto ai tradizionali termovalorizzatori. Lo realizzeremo, si tratta di vedere con quali partner, e sempre mantenendo l’orientamento per una declinazione pubblica”. Il costo previsto è 130milioni di euro. “Lo pagherà chi fa gli investimenti”, spiega Macelloni.

Il vicepresidente della commissione Claudio Gemelli (FdI) ha chiesto chiarimenti “riguardo ai rischi potenziali di investimento su un impianto per il quale non ci sono altri casi sperimentati nel mondo, se non quello in Puglia”. La consigliera Serena Bulleri (FdI) ha chiesto “quali vantaggi potrebbe avere un Comune tra quelli di Reti Ambiente (la società pubblica che gestisce il servizio integrato dei rifiuti dell’Ato Toscana Costa, ndr) per chiedere di entrare nella società Novatosc”. Alessandro Capecchi (FdI) ha chiesto chiarimenti riguardo alla composizione della public company locale che guida il polo di Peccioli ed è composta, ha spiegato Macelloni, “per il 25 per cento dal Comune, il 37 per cento dalla Fondazione Peccioliper, che comprende Comune e Belvedere Spa e per il 38 per cento dai piccoli azionisti”.
Il vicepresidente Francesco Casini (Cr) ha espresso convinto apprezzamento: “Per noi è fondamentale proseguire con il progetto dell’ossicombustore e con il potenziamento degli impianti per il recupero, il riciclo e lo smaltimento finale dei rifiuti. È la strada per raggiungere l’autosufficienza regionale, con il contributo anche della Toscana centrale, garantendo controlli rigorosi e trasparenza verso i cittadini. L’obiettivo è offrire servizi più efficienti, avere città più pulite e ridurre il peso della tariffa dei rifiuti per famiglie e imprese”.

“La visita si è rivelata molto utile – dice ancora Lorenzetti – sia per verificare la funzionalità e la visione del ‘sistema Peccioli’ che rimane impostata sulla gestione pubblica. Un sistema che guarda al pubblico e che ha manifestato la determinazione ad andare avanti verso la realizzazione dell’ossicombustore. Resta da vedere se Reti Ambiente vorrà essere protagonista insieme alla Belvedere, facendosi carico dei costi, con l’obiettivo di arrivare a risparmi sulla tariffa dei cittadini dei tanti Comuni coinvolti”.





