Scontro sull’ossicombustore: il sindaco di Peccioli Renzo Macelloni replica all’assessore regionale David Barontini.
Il progetto per la realizzazione dell’impianto di ossidazione termica a Peccioli torna al centro del confronto politico. A intervenire è il sindaco Renzo Macelloni, che ha replicato alla lunga nota diffusa dall’assessore all’Ambiente David Barontini, nella quale quest’ultimo aveva espresso una posizione contraria al progetto e sollevato perplessità sulla sua realizzazione.
Nel suo intervento, Macelloni ricostruisce anche un precedente confronto con Barontini, riferendo che l’assessore gli avrebbe manifestato dubbi sull’impianto di combustione e proposto, in alternativa, il ricorso alla tecnologia Waste-to-Chemical, finalizzata alla trasformazione dei rifiuti in componenti chimici.
Il sindaco richiama quindi il progetto presentato da Alia, oggi Plures, a Empoli, sottolineando le differenze, a suo giudizio, rispetto all’iter seguito dall’ossicombustore di Peccioli.
Macelloni evidenzia inoltre che il progetto pecciolese avrebbe concluso positivamente le istruttorie nell’ambito della Conferenza dei servizi e sostiene che l’impianto, secondo le caratteristiche progettuali richiamate nel comunicato, non produrrebbe rifiuti ma uno scarto che potrebbe essere ulteriormente utilizzato.
La parte centrale della replica riguarda però il ruolo politico di Barontini all’interno della Giunta. Il sindaco sostiene che, essendo assessore con delega al settore, qualora non condivida il progetto dovrebbe assumere la propria posizione nelle sedi istituzionali e, secondo quanto affermato da Macelloni, impedire che venga approvato dalla Giunta.
Il sindaco arriva quindi a prospettare le dimissioni dell’assessore nel caso in cui l’esecutivo comunale proceda comunque con l’approvazione.
Si riporta integralmente il comunicato stampa
Barontini, perché agitarsi così? Dalla Giunta faccia bocciare il progetto.
Se non avviene si dimette! È tutto così semplice, ci lasci godere le ferie
L’assessore all’Ambiente David Barontini, però, non ha voluto far mancare il suo contributo in questa calda estate. Lo ha fatto con una lunga nota diffusa ieri, nella quale boccia politicamente il progetto per la realizzazione dell’impianto di ossidazione termica previsto a Peccioli, perché darebbe certezza per molti anni alla Toscana per lo smaltimento dei rifiuti (tesi curiosa).
All’assessore, evidentemente, sembrano troppi: è convinto che dovremmo continuare a discutere permanentemente. Si viene votati per fare le cose, non per le narrazioni in continuo, senza arrivare a una decisione!
Premetto che ho avuto l’opportunità di incontrare l’assessore una volta, insieme ad altre persone, nell’ufficio del Presidente. In quella circostanza mi espresse le sue perplessità sull’impianto di combustione.
Fin qui, nulla di particolare, ognuno è libero di avere l’opinione che ritiene. La cosa che considero importante e, francamente, sconcertante è invece la proposta che fece: disse di pensare alla sostituzione dell’ossicombustore con la procedura Waste-to-Chemical, cioè con un impianto che trasforma i rifiuti in componenti chimici. (costruito possibilmente fuori regione), MI ricordo bene e non ero solo!
È esattamente il tipo di progetto che Alia (ora Plures) ha presentato a Empoli e che proprio i Cinque Stelle hanno contestato duramente, contribuendo a far cambiare idea al Sindaco: di fatto è stato fermato. A quel punto, per me, fu naturale chiedergli: “ma chi ti consiglia politicamente, lo sai che questo progetto è già stato bocciato? Ed era al tempo solo un’idea progettuale.
Invece il progetto dell’ossicombustore di cui stiamo parlando ha terminato positivamente tutte le istruttorie nell’ambito della Conferenza dei servizi. Inoltre, l’impianto non produce rifiuti, lo scarto che ne deriva può essere ulteriormente utilizzato.
Le idee dell’assessore sono molto confuse, come fa a dare consigli agli altri?
Ma comunque, una nota, per quanto lunga, non cambia il ruolo che Barontini ricopre: è assessore di questa Giunta, chiamata ad approvare il progetto licenziato dalla Conferenza dei servizi.
La questione, quindi, è facilmente riassumibile: se l’assessore, in quanto responsabile del settore, non è d’accordo con il progetto, non lo faccia approvare dalla giunta. Tutto risolto!
A quel punto si aprirà un altro capitolo. Piuttosto che affidarsi a comunicati stampa contenenti, peraltro, dati non corretti, sarebbe più opportuno assumere una posizione chiara nelle sedi istituzionali.
Se la Giunta approverà il progetto, a quel punto all’assessore non resterà che dimettersi. È tutto molto semplice.





