Si riporta il comunicato stampa a firma di Ketty De Pasquale, presidente della Casa della Donna di Pisa.
La decisione della presidente Buongiorno di eliminare la parola “consenso” dal disegno di legge sulla violenza sessuale ha suscitato forti critiche da parte della società civile. A intervenire in modo netto è Ketty De Pasquale, presidente della Casa della Donna di Pisa, che definisce la scelta “un grave arretramento culturale e giuridico”.
“Non si tratta di una modifica tecnica o neutra”, afferma De Pasquale, “ma di un vero e proprio capovolgimento della logica che dovrebbe guidare una normativa capace di tutelare realmente le donne: quella che mette al centro l’autodeterminazione e la libertà dei corpi”.
Secondo la presidente della Casa della donna, cancellare il consenso significa spostare lo sguardo dalla responsabilità di chi compie la violenza al comportamento di chi la subisce. “Si rafforza un impianto che continua a chiedere alle donne di dimostrare la propria innocenza, la propria resistenza, il proprio dolore, invece di riconoscere che senza consenso non esiste rapporto, ma violenza”, sottolinea.
De Pasquale ricorda che l’esperienza quotidiana dell’associazione, che accoglie e ascolta le donne vittime di stupro, dimostra come questa scelta legislativa non migliorerà la legge né la vita delle persone che dovrebbe tutelare. Al contrario, rischia di rendere i procedimenti giudiziari ancora più lunghi, faticosi e umilianti, aumentando il peso della prova sulle sopravvissute e scoraggiando la denuncia.
“La tutela dei diritti umani delle donne passa dal riconoscimento chiaro e inequivocabile del consenso come elemento centrale”, conclude De Pasquale. “Toglierlo dal testo di legge non è un compromesso politico accettabile: è una rinuncia alla dignità, alla giustizia e alla libertà delle donne”.





