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Liste di attesa, migliorano i tempi in Toscana: i dati

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I tempi di attesa per visite specialistiche e diagnostica ambulatoriale richieste e prenotate diminuiscono e migliora anche l’appropriatezza nelle prescrizioni.

A fare il punto, dopo il piano messo in campo a marzo e i 29 milioni di euro stanziati, sono il presidente della Toscana Eugenio Giani e l’assessore al diritto alla salute Simone Bezzini: un piano preceduto da non poca incertezza, all’inizio dell’anno, sulla «cassetta degli attrezzi» giuridici e contabili a disposizione, per via dell’impossibilità di utilizzare lo 0,4 per cento del Fondo sanitario nazionale in deroga ai tetti di spesa che il Governo aveva all’inizio confermato ed annunciato per poi tornare sui suoi passi, e per questo lanciato solo al termine del primo trimestre.

In tre mesi, da aprile a giugno, la Regione ha comunque già utilizzato 12 milioni e 960 mila euro delle risorse a disposizione, il 44,7 per cento, riuscendo ad effettuare 8675 interventi chirurgici e 146.783 visite ed attività di diagnostica, per un totale di quasi 155 mila 500 prestazioni in più.

«Abbiamo vinto una battaglia ma non certo ancora la guerra contro il fenomeno delle liste di attesa – evidenzia Giani –. I risultati per il momento conseguiti mi sembrano comunque ottimi, frutto delle risorse e delle misure che abbiamo messo in campo. Una forbice infatti sempre più ridotta di prestazioni viene offerta oltre i tempi massimi previsti, il che si traduce in meno giorni di attesa dei cittadini per sottoporsi agli esami richiesti».

«Quella contro le liste di attesa è una battaglia impegnativa – commenta l’assessore Bezzini – e bisogna ancora continuare a lavorare per ridurre il disagio e rispondere ai bisogni di salute delle persone. Nonostante le difficoltà che i sistemi sanitari stanno vivendo in questa fase, il lavoro fatto dalla Toscana si colloca comunque ai vertici nazionali». «Da aprile ad oggi – prosegue – c’è stata grandissima accelerazione per aumentare i volumi dell’offerta e ridurre i tempi di attesa. Non riusciamo ancora a rispondere a tutte le richieste, ma quelli toscani sono dati tra i più alti a livello nazione». «L’appropriatezza prescrittiva – conclude – è uno dei temi rilevanti per garantire equilibrio e risposte adeguate ai cittadini che hanno davvero bisogno. Ma funzionano meglio anche i percorsi di presa in carico: sono aumentati le prescrizioni delle visite di controllo direttamente da parte degli specialisti che così facendo, senza rinviare i pazienti al medico di famiglia, hanno permesso di ridurre il carico burocratico e la perdita di tempo».

Maggiori prestazioni e tempi più veloci, dunque. Nel 2023 le prime visite erogate in base alle prescrizioni nei tempi massimi di attesa erano il 75 per cento, diventate l’80,6 per cento l’anno successivo. La tendenza si è consolidata nel 2025 e nell’ultimo periodo disponibile, dl 1 al 15 luglio, si è registrato il valore più alto di sempre con l’84,4 per cento di tutte le prestazioni erogate entro i tempi previsti a livello nazionale: il 99 per cento addirittura per le visite oncologiche, il 97,8 per cento per ortopedia, il 97,6 per cento per reumatologia, il 95,9 per cento per gastroenterologia, il 91,4 per cento per l’otorino e l’89,5 per cento per pneumatologia. Si collocano nella fascia tra il 77 e l’88 per cento le visite neurologiche, cardiologiche, allergologiche, fiasiatria, urologia e endocrinologia. Persistono criticità sulla prima visita dermatologica, per cui sono state messe in campo azioni mirate, tra cui un nuovo algoritmo per la classificazione dei quesiti diagnostici.

Ugualmente aumentano le prestazioni di diagnostica erogate nei tempi corretti. La media dei primi sei mesi del 2025 è 92,1 per cento: 94,4 per cento tra il 1 e 15 luglio, anche in questo caso il valore più alto di sempre.

Crescono significativamente pure le visite di controllo prescritte dai medici specialisti, passate dal 74,92 per cento nel 2019 al 94,8 per cento nel 2025, a conferma del valore del lavoro della Regione sta facendo sulla presa in carico nel modo corretto dei pazienti già noti o con patologie croniche, con un evidente semplicazione della vita delle persone che, dopo la prima visita, non sono più costrette a tornare dal medico di famiglia per una prescrizione e rivolgersi poi nuovamente al Cup per prenotarla. Il dato va letto in parallelo alla diminuzione in assoluto delle prescrizioni di prime visite specialistiche, scese dell’1,2 per cento da gennaio a luglio 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024. In confronto al 2019 le prime visite incidono adesso per il 59,6 per cento sul totale delle visite rispetto al 65,4 per cento che erano sei anni fa.

Sul fronte ugualmente dell’appropriatezza prescrittiva sono diminuite, nei primi sette mesi del 2025 rispetto agli stessi sette mesi del 2024, dell’1,4 per cento le prestazioni diagnostiche (scese addirittura del 12,3 per cento nel caso delle risonanze magnetiche, sostituibili a volte da altri esami), segno che gli indirizzi adottati dalla Regione Toscana, in assenza di una strategia nazionale sull’approppriatezza prescrittiva, danno risultati. Fonte: Toscana Notizie

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